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Studiato il Graecopithecus: Un antenato comune tra uomini e scimpanzé in Europa?

giugno 5, 2017
Graecopithecus Simeonovski

Il Graecopithecus disegnato dall’artista Velizar Simeonovski, seguendo i dati scientifici di Madelaine Böhme e Nikolai Spassov

Secondo un nuovo studio, l’ultimo antenato comune tra esseri umani e scimpanzé – impropriamente noto come “anello mancante” – potrebbe aver vissuto nel Mediterraneo orientale, e non in Africa come si pensava.

La controversa teoria proviene da uno studio sui fossili di due individui di Graecopithecus freybergi, finora classificati come scimmie antropomorfe e ora classificati come gli hominini più antichi mai trovati, e quindi potenzialmente antenati anche dell’Homo sapiens.

Tuttavia, numerosi ricercatori hanno già manifestato il loro scetticismo sui risultati dello studio.

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Scoperte ad Assuan 10 tombe del Periodo tardo dell’Egitto

giugno 4, 2017
Periodo tardo Egitto tomba assuan

Uno dei sarcofagi dorati rinvenuti (Ministry of Antiquities)

Una missione archeologica egiziana ha portato alla luce dieci tombe tagliate nella roccia durante gli scavi vicino al mausoleo di Aga Khan, ad Assuan, in Egitto.

Le tombe possono essere datate al Periodo tardo dell’Egitto (672-332 a.C.). Precedenti studi rivelano che il sito era probabilmente un prolungamento della necropoli di Assuan sulla riva ovest del Nilo, dove si trovano una serie di tombe appartenute ai supervisori di Assuan dell’Antico, Medio e Nuovo Regno.

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Un tesoro di 41 monete d’oro del Tardo Impero Romano scoperto nei Paesi Bassi

giugno 3, 2017
tardo impero romano monete Lienden

Le monete di Lienden (Rob Reijnen)

Gli archeologi hanno fatto una scoperta eccezionale nella città di Lienden, nei Paesi Bassi: ben 41 monete d’oro risalenti al Tardo Impero romano.

Il tesoro sarebbe stato sepolto da un capo militare franco nella seconda metà del V secolo d.C., quando l’area faceva ancora parte dell’Impero romano d’Occidente, solo pochi anni prima della sua fine nel 476 d.C.

La moneta più recente porta l’effige di Maggioriano, uno degli ultimi imperatori romani, che regnò dal 457 fino alla sua morte nel 461. «Su tale base riteniamo che questo tesoro sia stato sepolto intorno al 460», ha detto Nico Roymans, professore di archeologia presso la Vrije Universiteit di Amsterdam.

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Esplorate le acque dell’antico porto di Delo

giugno 2, 2017
delo porto grecia

(Ministero della cultura greco)

Una squadra di sommozzatori ha esplorato l’area intorno al frangiflutti che proteggeva l’ormai sommerso porto dell’isola di Delo, in Grecia.

Le ricerche dell’Eforato per le Antichità Subacquee hanno rivelato relitti di navi antiche di epoca ellenistica e numerosi altri reperti, tra cui centinaia di anfore provenienti dal Mediterraneo occidentale.

«Le scoperte archeologiche confermano che Delo fu un’importante base commerciale e si trovava lungo un’importante rotta marittima commerciale che collegava il Mediterraneo orientale e occidentale», riporta un comunicato del Ministero della Cultura greco.

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Il volto della guerra: le ferite mortali scoperte in una fossa comune della Guerra dei trent’anni

giugno 1, 2017
Lützen fossa comune

La fossa comune di Lützen (J. Lipták, O. Schröder)

Nel novembre del 1632, ai cittadini di Lützen in Germania, spettò un compito davvero macabro: seppellire circa 9.000 soldati morti su un campo di battaglia della sanguinosa Guerra dei trent’anni. Dopo secoli, gli archeologi hanno trovato tracce di quell’evento.

Alcuni anni fa i ricercatori avevano scoperto una fossa comune nel sito della Battaglia di Lützen. Ma ora, analizzando le ossa, hanno imparato di più sulle vite e sulle violenti morti di questi soldati.

La Guerra dei trent’anni è stato uno degli eventi più sanguinosi della storia europea, più mortale della Peste nera e della Seconda Guerra Mondiale, in termini di percentuale della popolazione persa. Combattuta tra il 1618 e il 1648, il conflitto nacque come una lotta tra cattolici e protestanti all’interno del Sacro Romano Impero. I brutali scontri toccarono gran parte dell’Europa centrale, ma la maggior parte delle battaglie furono combattute in quella che oggi è la Germania.

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Il DNA di 90 mummie svela la storia degli antichi Egizi

maggio 31, 2017
sarcofago Abusir el-Meleq

Un sarcofago da Abusir el-Meleq (bpk/Aegyptisches Museum und Papyrussammlung, SMB/Sandra Steiss)

Le mummie egizie conservano molti dettagli dei defunti: tratti del viso, segni di malattia e persino tatuaggi. Ma il DNA era così difficile da estrarre che molti scienziati si erano convinti che il clima caldo del deserto, l’umidità delle tombe e le sostanze chimiche usate nella mummificazione, avessero distrutto il materiale genetico da tanto tempo.

Ora una squadra di specialisti di DNA antico ha sequenziato con successo i genomi di 90 mummie egizie risalenti tra il 1.388 a.C. e il 426 d.C. È la prima volta che gli scienziati possono esaminare degli Egizi comuni, che sorprendentemente sarebbero cambiati poco nonostante secoli di conquiste.

Secondo i risultati, questi individui assomigliavano alle popolazioni antiche del Vicino Oriente e a quelle neolitiche di Anatolia e Europa. Tuttavia, negli ultimi 1.500 anni, negli egiziani moderni c’è stato un incremento di DNA dall’Africa subsahariana.

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Scoperto un cartiglio del faraone Sesostri II a Eracleopoli

maggio 30, 2017
Sesostri II egitto cartiglio

(Ministry of Antiquities, Egypt)

Una missione archeologica spagnola ha trovato un grande architrave di granito rosso durante gli scavi nell’antica città di Eracleopoli (odierna Ihnasya el Madina), in Egitto.

La scoperta è “molto importante” poiché vi sono incisi due cartigli col ​​nome di Sesostri II, il quarto faraone della XII dinastia, regnante tra il 1.895 e il 1.889 a.C. circa.

L’architrave è stato trovato nel tempio dedicato a Hershef, una divinità egizia locale raffigurata come un uomo con la testa di ariete.

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