La tomba di Marcus Venerius Secundio a Pompei, un ex schiavo diventato sacerdote di Augusto

(Cesare Abbate/ANSA)

L’ultimo eccezionale ritrovamento a Pompei è la sepoltura di Marco Venerio, un ex schiavo pubblico e custode del tempio di Venere, divenuto in tarda età un sacerdote Augustale. La sua tomba risale agli ultimi decenni di vita della città (I secolo d.C.). Reca la sua epigrafe e conserva pitture di piante verdi su sfondo blu. I suoi resti si sono mummificati, capelli e un orecchio sono ancora visibili. La tomba si trova presso la necropoli di Porta Sarno, a est di Pompei.

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I nuovi Patrimoni mondiali dell’umanità UNESCO 2020 e 2021

La Cappella degli Scrovegni a Padova (Comune di Padova, Gabinetto Fotografico dei Musei Civici di Padova/Comune di Padova Settore Cultura, Turismo, Musei e Biblioteche)

La 44° sessione del Comitato per il Patrimonio dell’Umanità, si è svolta a Fuzhou (Cina) dal 16 al 31 Luglio, ha iscritto 34 nuovi siti nella lista dei Patrimoni mondiali dell’UNESCO, somma dei siti proposti per il 2020 (20) e 2021 (14). Tre siti già presenti sulla lista sono stati estesi, mentre Liverpool (“Città mercantile marittima”) è stata cancellata per via dell’enorme progetto edilizio che cambierà il porto. Le nuove iscrizioni portano a 1153 il numero dei beni protetti in 167 stati. L’Italia è nuovamente prima da sola per il maggior numero di siti (58). Seguono Cina (56), Germania (50), Francia e Spagna (49).

L’Italia ottiene l’iscrizione dei portici di Bologna e dei cicli di affreschi del XIV secolo di Padova, oltre a un patrimonio condiviso con altri paesi (Grandi città termali d’Europa).

Quest’anno il comitato era composto dai seguenti paesi: Australia, Bahrain, Bosnia ed Erzegovina, Brasile, Cina, Egitto, Etiopia, Guatemala, Ungheria, Kirghizistan, Mali, Nigeria, Norvegia, Oman, Russia, Saint Kitts e Nevis, Arabia Saudita, Sudafrica, Spagna, Thailandia e Uganda.

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Una punta di freccia della battaglia biblica di Gath

(Tell es-Safi/Gath Archaeological Project)

Verso l’830 a.C., la potente Gath, la più grande città filistea dell’epoca, stava combattendo per la sua sopravvivenza, assediata da Hazael, re arameo di Aram. Una punta di freccia d’osso scoperta nel sito offre probabilmente una vivida testimonianza dei suoi ultimi giorni prima della capitolazione. «Quest’arma venne fabbricata nella città, forse proprio durante la battaglia», ha detto Aren Maeir direttore del progetto archeologico di Tell es-Sâfi/Gath (oggi in Israele). «È possibile che gli assediati stessero finendo ferro e bronzo, percio utilizzarono i materiali disponibili». La Bibbia ebraica descrive Gath come la città di Golia, il gigante guerriero ucciso da re Davide.

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Riscoperto l’anfiteatro romano di Mastaura

L’anfiteatro di Mastaura

Gli archeologi in Turchia stanno scavando i resti di una “magnifica” arena di epoca romana, dove circa 15.000 spettatori applaudivano e si godevano i combattimenti dei gladiatori e le lotte con gli animali selvatici. L’anfiteatro era stato individuato nel 1837 dall’esploratore britannico William John Hamilton, ma il sito fu dimenticato e nel corso dei secoli venne ricoperto dalla vegetazione. «La maggior parte dell’anfiteatro si trova sottoterra e la parte visibile è in gran parte coperta da arbusti e alberi selvatici», dice Sedat Akkurnaz, direttore dello scavo. Le parti più esterne si sono sgretolate, ma si possono ancora vedere file di sedili, l’arena centrale e i muri di sostegno. L’edificio risale al III secolo d.C.: si trovava sulle colline dell’antica città di Mastaura, nella Turchia occidentale.

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Una nuova maschera d’oro a Sanxingdui

(Xinhua/Shen Bohan)

I resti di una preziosa maschera in lamina d’oro fanno parte di una importante scoperta archeologica nella provincia cinese del Sichuan. Pesante circa 280 grammi e realizzata all’84% in oro, la maschera aveva probabilmente una funzione cerimoniale. Il ritrovamento è stato effettuato nel sito di Sanxingdui, che viene comunemente associato all’antico stato di Shu. Dal 2019 sono state scoperte 6 fosse del III e II secolo a.C. contenenti oltre 500 manufatti in avorio, giada e bronzo. Secondo Tang Fei, l’archeologo a capo delle ricerche, la scoperta di fibre di seta indica come lo stato di Shu “fosse un importante centro di produzione di seta nell’antica Cina”. Sanxingdui si trova sulla lista dei candidati dei patrimoni mondiali dell’UNESCO. I siti archeologici dello stato di Shu sono una testimonianza eccezionale dell’Età del bronzo cinese.

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Il più antico manufatto d’oro della Germania sudoccidentale

Il filo d’oro arrotolato come un anello (© Yvonne Mühleis, LAD Esslingen/Università di Tubinga)

Gli archeologi hanno scoperto la sepoltura di 3.800 anni di una donna dell’Età del Bronzo, nell’attuale Tubinga, in Germania. Aveva circa 20 anni al momento del decesso. All’interno della sua tomba vi era un solo oggetto: un filo d’oro arrotolato che forse portava come ornamento per i capelli.

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Una tomba punica a Malta

(Malta Today)

Una tomba di epoca cartaginese risalente a più di 2000 anni fa è stata scoperta sull’isola di Malta, presso il comune di Zabbar. La tomba, ancora sigillata, è stata aperta, rivelando due urne contenenti i resti cremati di ossa umane. Vi erano anche un’anfora, una lucerna, una boccetta di vetro per profumi e altri vasi di ceramica. I Cartaginesi governarono l’isola dal V secolo al 218 a.C.

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I resti di 9 Neanderthal scoperti nella grotta Guattari (Latina)

(Ministero della cultura)

Gli archeologi italiani hanno portato alla luce le ossa di nove individui di Neanderthal in provincia di Latina (Lazio). Il sito è la grotta Guattari, sul monte Circeo, già nota per il ritrovamento nel 1939 di altri due Neanderthal. È possibile che alcuni fossero stati cacciati e sbranati dalle iene. L’archeologo Francesco Di Mario, direttore dello scavo, ha dichiarato: «Sono tutti individui adulti tranne forse uno giovane». Sette uomini, una donna e forse un ragazzo: otto di loro vissero tra i 50 e i 68 mila anni fa e uno, il più antico, tra i 100 e i 90 mila anni fa.

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Zahi Hawass annuncia la scoperta di Aten, un villaggio accanto a Tebe, la capitale egizia

I muri a zig-zag furono impiegati nell’architettura egizia principalmente verso la fine della XVIII dinastia

Una missione archeologica diretta da Zahi Hawass ha scavato un insediamento vicino all’antica capitale d’Egitto di Tebe, oggi Luxor. È stata rinominata “L’Aten abbagliante” e acclamata “città d’oro perduta”, tuttavia non si tratta di una nuova città, non ha finora reperti d’oro e non era esattamente perduta. È effettivamente intatta sin dall’antichità, visto che gli scavi dei francesi negli anni ’30 non hanno riguardato questo sito. Ad ogni modo il ritrovamento è molto importante: il sito ha almeno 3000 anni, un’iscrizione la data al regno del faraone Amenhotep III (1391-1353 a.C.) che aveva la residenza nel palazzo di Malqata a un km di distanza. L’insediamento ospitava diverse abitazioni e attività artigianali. Venne forse abbandonato durante il regno del suo successore Akhenaton, ma riutilizzato dal figlio di questi, Tutankhamon, e poi da Ay fino ai Bizantini (III-VII secolo d.C.). Racconta Hawass: «Molte missioni straniere hanno cercato questa città e non l’hanno mai trovata. Noi stavamo cercando il tempio funerario di Tutankhamon perché i templi di Horemheb e Ay erano in questa zona».

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Una carrozza da cerimonia nella Villa del Sauro Bardato a Pompei

(@ Luigi Spina)

Poco al di fuori delle mura di Pompei, gli archeologi hanno fatto una scoperta unica in Italia. Per la prima volta è stato trovato un pilento, una carrozza a quattro ruote utilizzata dalle matrone romane nei giorni di festa, come ai matrimoni. Il veicolo è quasi integro, miracolosamente sfuggito agli scavi clandestini. Si trovava nel portico di una villa dove nel 2018 in una stalla erano emersi i resti di 3 cavalli (di cui uno riccamente bardato) e gli scheletri di due uomini l’anno scorso.

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Stonehenge era stata costruita prima in Galles?

Le poche pietre ancora visibili a Waun Mawn in Galles (A. Stanford/M. P. Pearson et. al., Antiquity, 95, 379: 85-103, 2021)

Intorno al 3200 a.C., i contadini dell’Età della pietra delle colline Preseli, in Galles, costruirono un grande monumento: scolpirono megaliti di dolerite (o pietra blu) da una cava vicina, poi le eressero in posizione verticale in un grande cerchio di 30-50 pietre. Il significato del monumento, allineato con il solstizio d’estate, rimane un mistero. Ora una nuova ricerca del celebre archeologo Mike Parker Pearson rivela che 3 o 4 secoli dopo, i loro discendenti potrebbero aver smantellato il cerchio e trasportato le pietre giganti per 200 chilometri fino alla piana di Salisbury, dove crearono quello che è ancora il monumento di pietra preistorico più iconico del mondo: Stonehenge.

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Un tempio, un Libro dei morti e 50 bare: Hawass annuncia un’eccezionale scoperta a Saqqara

(@EPA)

Dopo la straordinaria scoperta dell’anno scorso di oltre 100 bare, gli archaeologi egiziani hanno fatto nuovi ritrovamenti in un altro punto della necropoli di Saqqara, il cimitero della città di Menfi. Il tempio (già noto) accanto alla piramide del faraone Teti (2345-2323 a.C.), apparteneva a una moglie finora sconosciuta: Neit. Inoltre vicino alla piramide, la squadra diretta dall’egittologo Zahi Hawass ha anche trovato 52 pozzi funerari contenenti i resti di persone della XVIII e XIX dinastie d’Egitto (1550-1186 a.C.). Finora sono state trovate 50 bare di legno, un rotolo del Libro dei Morti, statuette, giochi da tavolo, maschere funerarie, barchette di legno rituali e una splendida stele di pietra.

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