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I resti di 9 Neanderthal scoperti nella grotta Guattari (Latina)

maggio 9, 2021

(Ministero della cultura)

Gli archeologi italiani hanno portato alla luce le ossa di nove individui di Neanderthal in provincia di Latina (Lazio). Il sito è la grotta Guattari, sul monte Circeo, già nota per il ritrovamento nel 1939 di altri due Neanderthal. È possibile che alcuni fossero stati cacciati e sbranati dalle iene. L’archeologo Francesco Di Mario, direttore dello scavo, ha dichiarato: «Sono tutti individui adulti tranne forse uno giovane». Sette uomini, una donna e forse un ragazzo: otto di loro vissero tra i 50 e i 68 mila anni fa e uno, il più antico, tra i 100 e i 90 mila anni fa.

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Zahi Hawass annuncia la scoperta di Aten, un villaggio accanto a Tebe, la capitale egizia

aprile 12, 2021
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I muri a zig-zag furono impiegati nell’architettura egizia principalmente verso la fine della XVIII dinastia

Una missione archeologica diretta da Zahi Hawass ha scavato un insediamento vicino all’antica capitale d’Egitto di Tebe, oggi Luxor. È stata rinominata “L’Aten abbagliante” e acclamata “città d’oro perduta”, tuttavia non si tratta di una nuova città, non ha finora reperti d’oro e non era esattamente perduta. È effettivamente intatta sin dall’antichità, visto che gli scavi dei francesi negli anni ’30 non hanno riguardato questo sito. Ad ogni modo il ritrovamento è molto importante: il sito ha almeno 3000 anni, un’iscrizione la data al regno del faraone Amenhotep III (1391-1353 a.C.) che aveva la residenza nel palazzo di Malqata a un km di distanza. L’insediamento ospitava diverse abitazioni e attività artigianali. Venne forse abbandonato durante il regno del suo successore Akhenaton, ma riutilizzato dal figlio di questi, Tutankhamon, e poi da Ay fino ai Bizantini (III-VII secolo d.C.). Racconta Hawass: «Molte missioni straniere hanno cercato questa città e non l’hanno mai trovata. Noi stavamo cercando il tempio funerario di Tutankhamon perché i templi di Horemheb e Ay erano in questa zona».

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Una carrozza da cerimonia nella Villa del Sauro Bardato a Pompei

febbraio 28, 2021

(@ Luigi Spina)

Poco al di fuori delle mura di Pompei, gli archeologi hanno fatto una scoperta unica in Italia. Per la prima volta è stato trovato un pilento, una carrozza a quattro ruote utilizzata dalle matrone romane nei giorni di festa, come ai matrimoni. Il veicolo è quasi integro, miracolosamente sfuggito agli scavi clandestini. Si trovava nel portico di una villa dove nel 2018 in una stalla erano emersi i resti di 3 cavalli (di cui uno riccamente bardato) e gli scheletri di due uomini l’anno scorso.

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Stonehenge era stata costruita prima in Galles?

febbraio 26, 2021

Le poche pietre ancora visibili a Waun Mawn in Galles (A. Stanford/M. P. Pearson et. al., Antiquity, 95, 379: 85-103, 2021)

Intorno al 3200 a.C., i contadini dell’Età della pietra delle colline Preseli, in Galles, costruirono un grande monumento: scolpirono megaliti di dolerite (o pietra blu) da una cava vicina, poi le eressero in posizione verticale in un grande cerchio di 30-50 pietre. Il significato del monumento, allineato con il solstizio d’estate, rimane un mistero. Ora una nuova ricerca del celebre archeologo Mike Parker Pearson rivela che 3 o 4 secoli dopo, i loro discendenti potrebbero aver smantellato il cerchio e trasportato le pietre giganti per 200 chilometri fino alla piana di Salisbury, dove crearono quello che è ancora il monumento di pietra preistorico più iconico del mondo: Stonehenge.

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Un tempio, un Libro dei morti e 50 bare: Hawass annuncia un’eccezionale scoperta a Saqqara

gennaio 25, 2021

(@EPA)

Dopo la straordinaria scoperta dell’anno scorso di oltre 100 bare, gli archaeologi egiziani hanno fatto nuovi ritrovamenti in un altro punto della necropoli di Saqqara, il cimitero della città di Menfi. Il tempio (già noto) accanto alla piramide del faraone Teti (2345-2323 a.C.), apparteneva a una moglie finora sconosciuta: Neit. Inoltre vicino alla piramide, la squadra diretta dall’egittologo Zahi Hawass ha anche trovato 52 pozzi funerari contenenti i resti di persone della XVIII e XIX dinastie d’Egitto (1550-1186 a.C.). Finora sono state trovate 50 bare di legno, un rotolo del Libro dei Morti, statuette, giochi da tavolo, maschere funerarie, barchette di legno rituali e una splendida stele di pietra.

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Decifrato l’elamita lineare, la prima scrittura fonetica del mondo

gennaio 9, 2021

“L’iscrizione B” in elamita lineare incisa su un frammento di roccia proveniente da Susa, Iran, attribuito al sovrano Puzur-Shushinak (2150-2100 a.C.), (Museo del Louvre) a sinistra; “Iscrizione K” su un vaso Gunagi in argento datato 1900-1880 a.C. (Iran), a destra (@ François Desset, Sylviane Savatier, Sciences et Avenir)

L’archeologo francese François Desset è riuscito a decifrare uno dei pochi sistemi di scrittura antichi ancora non compresi: l’elamita lineare, utilizzato tra il 2300 e il 1900 a.C. nell’odierno Iran. L’elamita lineare è di fondamentale importanza perché è la prima scrittura fonetica conosciuta nella storia, utilizza segni che rappresentano solo suoni (vocali, consonanti, sillabe) e non concetti come i geroglifici. Le poche inscrizioni sopravvissute menzionano nomi di re, regni e divinità. Desset ha impiegato quattordici anni a decifrarle.

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La top 10 delle più grandi scoperte archeologiche del 2020

dicembre 31, 2020

(Ahmed Hasan / AFP via Getty Images)

La rivista americana Archaeology ha selezionato le dieci scoperte più interessanti del 2020. Dell’incredibile scoperta a Saqqara al monumento funerario per Romolo, ecco alcune delle dieci scoperte più interessanti di quest’anno, segnato fortemente dal COVID-19.

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Il bancone di un “bar” a Pompei interamente affrescato

dicembre 27, 2020

(Luigi Spina)

Un nuovo scavo a Pompei ha portato alla luce un thermopolium, una sorta di “bar” che serviva pasti veloci e bevande calde o fredde. Le eleganti decorazioni mostrano alcuni dei cibi che si potevano acquistare nel locale. La scoperta era stata fatta l’anno scorso, col ritrovamento dell’ingresso e del bancone affrescato da una ninfa marina. Lo scavo di quest’anno ha invece riguardato il resto dell’ambiente. Il termopolio si apriva su una piazzetta molto frequentata dai pompeiani: qui vi erano anche una fontana e la cosiddetta Taverna dei gladiatori combattenti rinvenuta nel 2019.

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Spada e ascia dell’Età del Bronzo trovate in Repubblica Ceca

dicembre 18, 2020

La spada, rotta in un punto ma comunque in buono stato (© Museo della Slesia, Repubblica Ceca)

In Repubblica Ceca, un cercatore di funghi si è imbattuto in una spada dell’Età del bronzo vicino a casa sua, nei pressi della città di Jeseník. Il raro oggetto risalirebbe al 1.300 a.C. circa, e ora gli archeologi vogliono scavare l’area circostante. «Aveva appena piovuto e sono andato a raccogliere funghi», ha raccontato Roman Novák. «Mentre camminavo, ho visto un pezzo di metallo sporgere da alcune pietre. Gli ho dato un calcetto e ho visto che era la lama di una spada. Allora ho scavato un po’ e ho trovato un’ascia di bronzo».

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Un nuovo enorme sito di arte rupestre a Lindosa, in Amazzonia

dicembre 7, 2020

(Ella Al-Shamahi)

Lindosa è un noto sito di arte preistorica nella foresta pluviale amazzonica, in Colombia. Contiene circa 45.000 pitture rupestri, e si trova di fianco al più famoso sito di Chiribiquete, patrimonio UNESCO, che ne ospita 75.000. Una squadra di esploratori britannici e colombiani ha scoperto 12 km di nuove pareti rocciose con migliaia di raffigurazioni. Ci sono forme geometriche, figure umane e impronte di mani, così come scene di caccia e persone che interagiscono con piante, alberi e animali della savana. Basandosi sui disegni di animali estinti, le pitture furono realizzate probabilmente tra i 12.600 e gli 11.800 anni fa. Il mastodonte, per esempio, è un parente preistorico dell’elefante e viveva in Sud America fino a 12.000 anni fa. Ci sono anche immagini del paleolama, bradipi giganti e cavalli dell’era glaciale. Il sito è lontani dagli insediamenti moderni, ma era conosciuto da alcune comunità locali che hanno aiutato i ricercatori a esplorarli.

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Trovati due abitanti di Pompei nella Villa del Sauro Bardato

novembre 22, 2020

I calchi in gesso dei due pompeiani (Luigi Spina/Parco Archeologico/EPA)

Lo scavo di ​​una grande villa alla periferia di Pompei ha restituito gli scheletri di due uomini, morti insieme mentre si riparavano dalla catastrofica eruzione del Vesuvio avvenuta il giorno prima, il 24 ottobre del 79 d.C. È possibile che i due uomini fossero uno schiavo e il suo padrone. Massimo Osanna, direttore del parco ad interim, ha dichiarato: «È uno scavo importantissimo, restituisce al patrimonio una villa suburbana meravigliosa, ma anche scoperte toccanti di grande emotività e impatto». Gli scavi stanno interessando un sito che in passato è stato gravemente rovinato dai tombaroli.

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Scoperti a Saqqara oltre 100 bare e sarcofagi egizi e tolemaici

novembre 16, 2020

(Ahmed Hasan / AFP via Getty Images)

Una nuova enorme scoperta archeologica a Saqqara ha portato al ritrovamento di oltre 100 bare di legno intatte con geroglifici, scene dipinte a colori vivaci e mummie ben conservate all’interno. Vi erano anche 40 statuette dorate della divinità Ptah-Sokar, dio funerario della necropoli di Saqqara, 20 cassette canopiche di legno e molti altri reperti. È lo stesso luogo delle precedenti scoperte di settembre e ottobre. Saqqara è uno dei siti più importanti della necropoli dell’antica città di Menfi, la prima capitale d’Egitto.

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