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Il primo utilizzo del numero “0” scoperto sul manoscritto di Bakhshali

settembre 15, 2017

Il manoscritto di Bakhshali: nell’ultima riga di questa pagina si vede chiaramente il numero zero, indicato ancora come un punto (Bodleian Libraries, University of Oxford)

Un nuovo studio dell’Università di Oxford ha scoperto il più antico utilizzo del numero “0” al mondo. Il numero appare centinaia di volte in un antico testo indiano noto come il manoscritto di Bakhshali.

Il manoscritto consiste di 70 fogli di corteccia di betulla, pieni di testi in sanscrito e di matematica. In precedenza era stato datato intorno al IX secolo, ma la nuova datazione al radiocarbonio ha scoperto che è molto più antico: una sua parte risale tra il 224 e il 383 d.C.

Il testo sembra essere stato un manuale per i mercanti della Via della Seta. Include esercizi di aritmetica e di qualcosa che si avvicina all’algebra.

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Due tombe micenee scavate vicino a Nemea

settembre 2, 2017

L’ingresso della tomba sigillato da pietre irregolari (Ministero della Cultura Greco)

In Grecia sono state portate alla luce due nuove tombe a camera presso Aedonia, un sito a soli 10 km dalla famosa città di Nemea. Una tomba, già saccheggiata, è stata datata al Tardo periodo miceneo (1350-1200 a.C.). L’altra, intatta, risale al Primo periodo miceneo.

L’antico cimitero miceneo di Aedonia è costituito quasi esclusivamente da gruppi di tombe a camera. Le tombe sono scavate nella roccia e sono costituite da tre sezioni: il dromos, il corridoio che porta dalla superficie all’apertura sottoterra; lo stomio, l’ingresso della tomba sigillato da pietre irregolari; e la camera funeraria sotterranea.

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Scoperte tre tombe tolemaiche a Samalut, in Egitto

agosto 23, 2017
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Una delle camere funebri tagliate nella roccia, completa di nove nicche rettangolari (Ministry of Antiquities, Egypt)

Tre tombe di epoca tolemaica sono state scoperte vicino alla città di Samalut, in Egitto. Le tombe, scavate da una missione archeologica egiziana, contengono sarcofagi di forme e dimensioni diverse.

Al loro interno vi erano anche alcuni frammenti d’argilla che sono stati datati tra la XXVII dinastia d’Egitto e il periodo greco-romano. «Questo fatto suggerisce che l’area sia stata un grande cimitero per un lungo periodo di tempo», ha detto Ayman Ashmawy, a capo del dipartimento dell’Antico Egitto presso il Ministero delle Antichità.

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L’argento iberico rivela l’ascesa di Roma

agosto 22, 2017
denario romano argento spagna annibale

Questo denario romano venne coniato nel 108 -107 a.C., probabilmente con l’argento della Spagna sudorientale. I tre segni rossi indicano dove è stato forato per accedere al metallo non eroso (Institute for Archaeological Sciences, Goethe University, Frankfurt)

L’analisi di 70 monete romane ha dimostrato come la sconfitta di Annibale nella seconda guerra punica (218-201 a.C.) abbia comportato enormi ricchezze per i Romani.

Una squadra di scienziati dell’Università Goethe di Francoforte (Germania) ha scoperto che mentre prima le monete venivano coniate con l’argento della regione egea, dopo furono utilizzate le miniere d’argento della Spagna appena conquistata.

Lo studio, dicono i ricercatori, fornisce una testimonianza tangibile del passaggio di Roma da potenza regionale a impero.

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Confermata col LiDAR la fortezza vichinga di Borgring

agosto 21, 2017
fortezza Borgring lidar

La fortezza di Borgring, indicata da una freccia (Goodchild et al / Antiquity 2017)

Gli archeologi hanno utilizzato una tecnologia avanzata di telerilevamento per confermare l’esistenza di una fortezza vichinga del X secolo in Danimarca. Sebbene il sito fosse già stato provvisoriamente identificato sin dagli anni ’70, solo ora il sistema LiDAR ha potuto misurare le sottili differenze nel terreno.

In Danimarca esistono solo cinque fortezze circolari vichinghe, note come Trelleborg, e tutte sembrano essere state costruite tra il 975 e il 980 durante il regno di Aroldo “Dente Azzurro” Gormsson, che avrebbe cercato di unificare le fazioni vichinghe contro il Sacro Romano Impero.

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Scoperte tre ricche tombe celtiche in Svizzera

agosto 14, 2017
canton vallese svizzera tomba del guerriero

La tomba del guerriero (SBMA / ARIA SA)

Parure di gioielli, armi finemente lavorate, vasellame delicato… Un vero e proprio tesoro archeologico è stato portato alla luce a Sion (Svizzera), durante gli scavi per la costruzione di un parcheggio sul sito di Don Bosco.

Sono tombe eccezionalmente ricche, appartenenti a una necropoli celtica risalente al primo millennio a.C. L’arredamento che accompagna i defunti riflette la loro importanza sociale. Scoperto nel 1999, il sito di Don Bosco è già stato oggetto di numerose campagne di scavo legate a vari lavori di costruzione.

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Scoperta forse la città biblica di Betsaida Giulia

agosto 10, 2017
el-Araj

Vista aerea di el-Araj (Zachary Wong)

Una squadra di archeologi pensa di aver individuato la città romana di Giulia, sulle sponde del Mar di Galilea, in Israele. Giulia venne edificata sopra o vicino Betsaida, il villaggio di pescatori menzionato nel Vangelo, città natale degli apostoli Pietro, Andrea e Filippo e dove Gesù stesso compì un miracolo.

La scoperta più importante sono delle terme romane del I-III secolo d.C. Ma c’è di più: sono state trovate tracce di una chiesa del V secolo che, stando a un resoconto medievale, potrebbe essere sorta proprio sopra la casa dell’apostolo Pietro e di suo fratello Andrea.

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