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Ricostruito il volto di un Pitto assassinato brutalmente

febbraio 19, 2017
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(University of Dundee)

(University of Dundee)

Una squadra di ricercatori dell’Università di Dundee ha ricostruito il viso di un uomo delle tribù dei Pitti, il cui scheletro era stato scoperto in una grotta nelle Highlands scozzesi, sulla penisola di Black Isle.

L’esame delle ossa ha rivelato che subì almeno cinque gravi ferite alla testa: i denti dell’arcata destra erano rotti; la parte sinistra della mascella fratturata; dietro la testa c’era un’altra frattura, probabilmente causata dalla caduta dopo i primi due colpi; un’altra ferita gli aveva poi trapassato la testa. Una quinta ferita in cima alla testa, infine, sarebbe stata causata da un’arma diversa, più grande.

Stando alla datazione al radiocarbonio, l’uomo morì circa 1.400 anni fa. L’archeologo a capo dello scavo Steven Birch ha raccontato che l’uomo venne poi sepolto con cura. Non si conoscono le ragioni del brutale omicidio.

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Trovati frammenti di pitture murali nel complesso faraonico di Pi-Ramesse

febbraio 17, 2017
(‎Ministry of Antiquities)

(‎Ministry of Antiquities)

Nell’antica città di Pi-Ramesse, la capitale d’Egitto sotto tutti i sovrani Ramessidi, una squadra di archeologi sta scoprendo delle parti di un grande complesso di edifici. Secondo un rilevamento magnetico condotto l’anno scorso, il sito è grande circa 200 x 160 metri.

Era probabilmente un complesso monumentale, forse un palazzo o un tempio, ha dichiarato il ministro egiziano per le antichità Mahmoud Afifi.

Curiosamente, sul fondo di una fossa è stato rinvenuto uno strato di malta con ancora visibili le orme dei piedi lasciate da alcuni bambini.

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Scoperto un bottino di armi dell’Età del Bronzo in Scozia

febbraio 16, 2017
(GUARD Archaeology)

(GUARD Archaeology)

In un sito preistorico della Scozia, nei pressi dell’odierna città di Carnoustie, gli archeologi hanno fatto una rara scoperta: una punta di lancia di bronzo decorata in oro, risalente alla Tarda Età del Bronzo.

L’arma era stata scoperta durante un’ispezione archeologica su un terreno che doveva diventare un campo da calcio.

La punta di lancia si trovava di fianco a una spada di bronzo, a una spilla e a una guaina. Nell’intero sito, che comprende anche i resti di case, sono stati trovati numerosi altri reperti preistorici.

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Scoperta una dodicesima grotta dei Rotoli del Mar Morto

febbraio 10, 2017
(Casey L. Olson and Oren Gutfeld)

(Casey L. Olson and Oren Gutfeld)

Oltre 60 anni dopo i primi scavi a Qumran, gli archeologi israeliani hanno annunciato di aver identificato una dodicesima grotta che ritengono contenesse dei Manoscritti del Mar Morto, almeno fino a quando venne saccheggiata alla metà del XX secolo.

Dentro non vi era infatti alcun rotolo, tuttavia sono stati rinvenuti un piccolo brandello di pergamena in un vaso e frammenti di almeno sette giare, di tipologia identica a quella delle altre grotte di Qumran.

«Non c’è dubbio che questa sia una nuova grotta coi Rotoli», ha dichiarato Oren Gutfeld, archeologo a capo dello scavo, a The Times of Israel. «Solo che i Rotoli non ci sono».

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La tomba di un Vichingo di alto rango in Scozia

febbraio 9, 2017
(Ardnamurchan Transitions Project)

(Ardnamurchan Transitions Project)

Circa 1.000 anni fa, i Vichinghi scavarono una tomba per “un guerriero di alto rango” e lo seppellirono in una barca piena di offerte funerarie, tra cui una grossa spada e un’ascia.

Il guerriero vichingo venne sepolto nella Swordle Bay, in Scozia, lontano dal suo paese d’origine in Scandinavia. Gli stessi manufatti trovati nella sua tomba provenivano da diversi paesi: Scandinavia, Scozia e Irlanda.

Un nuovo studio su questo raro ritrovamento ha potuto dare un’idea di come vivessero gli abitanti della Scozia occidentale nel X secolo.

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Una casa neolitica scavata sull’isola di Marawah

febbraio 7, 2017
(Abu Dhabi Tourism & Culture Authority)

(Abu Dhabi Tourism & Culture Authority)

Sull’isola di Marawah, al largo della costa di Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti), gli archeologi hanno scavato le fondamenta ben conservate di una casa di 7.500 anni fa.

«È un ritrovamento sbalorditivo poiché non ci sono paragoni in nessun’altra parte della costa del Golfo Persico», ha dichiarato Mark Beech, capo del Dipartimento del patrimonio costiero e di paleontologia presso l’Autorità del Turismo e della Cultura di Abu Dhabi (TCA).

È peraltro possibile che sotto la sabbia si celino ancora i resti di un intero villaggio preistorico. «Ci sono sette collinette e abbiamo scavato la più piccola, dunque in futuro potremmo trovare altri edifici», dice Beech.

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L’ISIS distrugge la facciata del teatro romano e il tetrapilo di Palmira

gennaio 20, 2017
(DigitalGlobe)

(DigitalGlobe)

I miliziani dell’ISIS hanno distrutto parte dello storico teatro romano e quasi l’intero tetrapilo nell’antica città di Palmira, in Siria.

Le nuove immagini satellitari confermano le devastazioni, dice una dichiarazione rilasciata oggi dal Direttorato Generale delle Antichità e dei Musei (l’equivalente della nostra Sovraintendenza). «Le immagini mostrano danni significativi al tetrapilo e al teatro romano causati dalle distruzioni dell’ISIS», recita il comunicato.

Non è chiaro quando sia avvenuto il danno, tuttavia le fotografie satellitari erano state fatte tra il 26 dicembre 2016 e il 10 gennaio 2017.

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