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Un nuovo anfiteatro nella città romana di Augusta Raurica in Svizzera

Maggio 16, 2022

Veduta aerea dell’anfiteatro forse più recente dell’impero romano (© Canton Argovia)

In Svizzera una squadra di archeologi si è imbattuta nelle rovine di un piccolo anfiteatro di epoca romana, la cui esistenza era finora sconosciuta. Il sito è l’antica Augusta Raurica, una importante città di frontiera che dove sono ancora visibili le rovine di un teatro e di un grande anfiteatro ad arcate del III secolo d.C. La recente costruzione di una rimessa per barche ha però svelato l’inaspettata impronta di un altro anfiteatro di diversa tipologia. L’archeologo Jakob Baerlocher spiega a Il Fatto Storico perché risalirebbe al IV secolo d.C.

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Mappa del tempio di Giove Casio

Maggio 3, 2022

Mappa del tempio di Giove Casio, 138 d.C.
Map of the temple of Jupiter Casius in Egypt, 138 A.D.

Zeus-Kasios era una divinità orientale, il cui culto era una combinazione tra il dio Zeus e il monte Casio (Kasios o Kasion per i Greci). Le origini sono misteriose, ma deriverebbe da Baal Saphon, una divinità cananea protettrice del commercio marittimo, attestata già nel II millennio a.C. nel regno di Ugarit (Siria). I Greci ne vennero in contatto in epoca ellenistica e l’associarono a Zeus forse perché entrambi viventi su monti mitici e dotati di poteri sui fenomeni atmosferici. Zeus-Kasios sarebbe stato il protettore dei navigatori nel mar Mediterraneo.

In verità esistono due rilievi col nome di Casio. Uno – Ras Kouroun – è una semplice duna alta un centinaio di metri, al confine tra Egitto e Arabia; l’altro – Gebel Akra (o Jebel Aqra), probabilmente il sito originale – è una vera montagna e si trova presso la foce del fiume Oronte in Siria.

Il culto di Zeus-Kasios è attestato anche in Grecia e Spagna, ma il recente scavo del tempio di Giove Casio, nella città romana di Pelusio in Egitto, segna la scoperta di un importante santuario a lui dedicato. Il tempio venne edificato in età ellenistica e ristrutturato dal prefetto dell’Egitto Tito Flavio Tiziano per ordine dell’imperatore Adriano nel II secolo d.C.

Scavato dopo un secolo il tempio di Zeus-Kasios in Egitto

Scavato dopo un secolo il tempio di Zeus-Kasios in Egitto

aprile 26, 2022

Tempio di Zeus-Kasios a Pelusio in Egitto (© Ministero egiziano per il turismo e le antichità)

Nel delta del Nilo sorge l’importante sito archeologico di Tell el-Farama, abitato già dagli antichi Egizi. Una missione archeologica ha finalmente scavato le rovine di un tempio dedicato a Zeus-Kasios, dopo che all’inizio del ‘900 l’archeologo francese Jean Cledat ne aveva scoperto dei resti nelle vicinanze. Sono state rinvenute colonne di granito rosa e iscrizioni che menzionano l’imperatore Adriano (regnante dal 117 al 138 d.C.). Zeus-Kasios era una fusione tra il dio Zeus e il monte Casio in Siria, lo stesso Plinio il Vecchio vi cita un tempio di Giove Casio. La polis greca si chiamava Pelousion, rinominata dai Romani Pelusium.

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Mappa della prima cattedrale di Notre-Dame

aprile 25, 2022

Mappa delle prime chiese intorno a Notre-Dame a Parigi
Map of the first churches in Notre-Dame de Paris

Cosa c’era prima della cattedrale di Notre-Dame di Parigi? Una tradizione storiografica vuole il tempio di Giove, quando la città era romana e si chiamava Lutezia. Sicuramente, nel sagrato dell’odierna Notre-Dame sorgeva la cattedrale di Santo Stefano costruita in epoca merovingia e ingrandita in epoca carolingia, mentre nel luogo dell’attuale edificio vi era la cosiddetta chiesa primitiva di Notre-Dame, costruita in stile romanico e già all’epoca dedicata a Maria madre di Gesù.

La recente scoperta di un muro di pietra sotto Notre-Dame “potrebbe essere un elemento dell’antica cattedrale romanica, della quale sappiamo molto poco”, ha detto Dorothée Chaoui-Derieux, responsabile del controllo scientifico e tecnico dell’ispezione archeologica. In effetti non sappiamo con certezza come fossero disposte le chiese.

Lo storico dell’arte Jean Hubert (1902-1994) propose l’esistenza di una cattedrale doppia, costituita da quella carolingia e quella romanica attaccate. Oggi si propende per la seguente teoria: la cattedrale di Santo Stefano, caduta in rovina, venne riedificata a poca distanza. La cattedrale primitiva di Notre-Dame venne creata in stile romanico, poco prima di essere abbattuta per la costruzione dell’odierna Notre-Dame de Paris, iniziata nel 1163.

Notre-Dame prima di Notre-Dame: gli scavi rivelano i primi segreti

Notre-Dame prima di Notre-Dame: gli scavi rivelano i primi segreti

marzo 31, 2022

(© Julien de Rosa / AFP)

La cattedrale di Notre-Dame di Parigi non ha finito di svelare i suoi segreti. Mentre i lavori di consolidamento dell’edificio incendiato nel 2019 sono stati completati, e ora può iniziare l’effettiva fase di restauro (in vista della riapertura nel 2024), gli archeologi hanno fatto delle scoperte sorprendenti: un sarcofago, frammenti di sculture dipinte con foglia d’oro o lapislazzuli, murature medievali. La rivista francese Télérama ha realizzato una preziosa intervista a Dorothée Chaoui-Derieux, responsabile del controllo scientifico e tecnico dell’operazione.

Gli scavi archeologi hanno interessato un’area di 120 m² tra il transetto e il coro della vecchia dama di pietra, necessari prima di installare un’impalcatura da 600 tonnellate e ricostruire la guglia. «Stranamente – dice Chaoui-Derieux – Notre-Dame è stata finora molto poco scavata. Ciò è stato fatto nel XVIII e XIX secolo, e c’è stato un seguito archeologico dei lavori negli anni ’80, ma senza alcuna vera operazione all’interno delle mura. Questo incidente rappresenta paradossalmente un’occasione unica per raccogliere informazioni».

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Mappa di Londinium, III secolo d.C.

marzo 16, 2022

Riconstruzione della città romana di Londinium (Londra)
Reconstruction of the Roman city of Londinium (London)

L’antica città di Londra fu un’invenzione dei Romani su un sito molto promettente. L’esercito romano che invase la Britannia nel 43 d.C. probabilmente attraversò il Tamigi nei pressi di Westminster e qui si accorse della felice posizione di alcuni insediamenti britannici. Il fiume era più stretto, adatto sia alla costruzione di un porto sia di un ponte, dove oggi vi è il London Bridge.

Nel corso di un secolo, Londinium diventò una ricca città, completa di foro, anfiteatro, terme e templi. Era situata nel cuore della Britannia romana, collegata al Mare del Nord grazie al Tamigi e alle principali città tramite uno straordinario sistema di strade che ancora oggi è ricalcato da molte autostrade inglesi.

Gli scavi archeologici più recenti sono concentrati nell’odierno quartiere di Southwark, a sud del Tamigi. Qui sorgevano vari isolotti fangosi, che i Romani protessero con degli argini per poi costruirvi numerosi edifici e abitazioni anche se fuori dalle mura. Non si sa molto della fine di Londinium, ma la città venne abbandonata in seguito al disastroso regno dell’imperatore Onorio nel V secolo.

Il mosaico di un triclinio romano nell’antica Londra: una villa o una mansio?

I primi danni al patrimonio storico dell’Ucraina

marzo 5, 2022

Cittadini ucraini proteggono le statue della chiesa di sant’Antonio a Leopoli (© Società ucraina per la protezione dei monumenti storici e culturali)

La tragedia della guerra ha causato finora la perdita di migliaia di vite tra soldati e civili, oltre a produrre più di un milione di sfollati. Uno degli effetti secondari del conflitto sono i danni al patrimonio artistico dell’Ucraina. Il bombardamento di Kharkiv ha causato la morte di migliaia di persone e bambini innocenti, danneggiando anche diversi edifici storici nel centro. A Leopoli, gli ucraini hanno iniziato a proteggere le statue e le vetrate delle chiese più a rischio di un attacco aereo.

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Il mosaico di un triclinio romano nell’antica Londra: una villa o una mansio?

marzo 1, 2022

Il mosaico romano di una mansio fuori Londinium (© Andy Chopping/MOLA)

Il mosaico romano di una mansio fuori Londinium (© Andy Chopping/MOLA)

Vicino a uno dei monumenti più famosi di Londra è stato inaspettatamente rinvenuto un bellissimo mosaico romano, datato tra il II e III secolo d.C. Si pensa che il mosaico abbia adornato i pavimenti di una sala da pranzo – un triclinium – di una villa o forse di una mansio (una stazione di tappa) poco fuori dalla città romana di Londinium. Oggi si trova vicino allo Shard, l’edificio più alto della capitale, vicino al London Bridge.

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Ricostruzione a colori di un guerriero di terracotta

febbraio 23, 2022

Ricostituzione dei colori originali di un balestriere inginocchiato dell'esercito di terracotta

Ricostituzione dei colori originali di un balestriere inginocchiato dell’esercito di terracotta

Il famoso esercito di terracotta era in origine colorato in modo vivace. Le statue apparivano in rosso acceso, rosa, blu, verde e altri colori naturali derivati da minerali o piante. Tutti a parte il color porpora che era artificiale, frutto di una reazione chimica, una grande innovazione unica della Cina. Oggi le statue sembrano ocra e grigie, questo perché il contatto con l’aria fa degradare i colori molto velocemente: i pigmenti cominciano a cambiare 15 secondi dopo l’esposizione alla luce; dopo 4 minuti, la lacca sottostante si rompe. Il problema è che l’antica lacca cinese era di origine animale, dunque sensibile al cambio di umidità. E quando si rimuove la terra, l’acqua evapora.

Quando ebbe unificato l’impero, 700.000 uomini vennero lì mandati da tutte le terre dell’Impero” (Sima Qian, Shiji, 6)

Nessuna fonte storica parla dell’esercito di terracotta. Lo storico cinese Sima Qian scrive però dell’immenso sforzo per costruire il mausoleo dell’imperatore Qin Shi Huang (259-210 a.C.), primo unificatore della Cina. L’intero complesso si estende per 56 km², così grande che alla morte dell’imperatore a 49 anni non era ancora finito. Finora sono stati scavati circa 8000 soldati e cavalli di terracotta, oltre a carri di legno e bronzo e vere armi.

25 nuovi guerrieri di terracotta scoperti in Cina

febbraio 16, 2022

Gli ultimi 25 guerrieri di terracotta, scoperti nel centro della parte nord della fossa n.1 (Chinanews)

Nel famoso mausoleo dell’imperatore Qin Shi Huang, gli archeologi scoprono regolarmente nuove sculture di terracotta. L’ultimo ritrovamento sono 25 statue che ritraggono soldati e ufficiali di medio e alto rango. In origine l’enorme esercito era interamente dipinto ed era equipaggiato con armi. Dalla scoperta del sito nel 1974 sono state portate alla luce circa 8.000 statue, ma gli esperti ritengono che ce ne siano ancora molte altre sottoterra. La difficoltà di studiarle e preservarle correttamente evita per il momento lo scavo dell’intero sito.

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Scoperta l’offerta votiva per la dea Atena ad Elea: elmi, scudo e ceramiche “sacre”

febbraio 9, 2022

L’elmo greco calcidico scoperto a Elea (Velia) (@ Ministero della Cultura)

Gli archeologi italiani hanno effettuato un’altra eccezionale scoperta. Nella polis greca di Elea, oggi in Campania, è stata rinvenuta intatta l’offerta votiva che i Greci fecero alla fondazione della città. Vi sono una ceramica a vernice nera con l’iscrizione IPH (“sacro”), un elmo greco di tipo calcidico, un elmo etrusco a calotta di tipo Negau e uno scudo. Erano in una camera costruita sotto il tempio della dea Atena sull’acropoli. I Greci fondarono questa città dopo la battaglia navale di Alalia (in Corsica) avvenuta tra il 541 e il 535 a.C. In quell’occasione, una coalizione tra Etruschi e Cartaginesi li attaccò: i Greci resistettero ma rimasero senza navi da guerra e dovettero fuggire; gli Etruschi riuscirono a estrometterli dal Mediterraneo occidentale ma la loro potenza era in declino.

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Un santuario buddista nella città indo-greca di Bazira, fu opera di Ashoka il Grande?

febbraio 2, 2022

(@Fazal Khaliq)

La città di Bakirot, nel nord del Pakistan, ospita uno dei siti archeologici più interessanti del paese. I Greci la chiamavano Bazira, e nel 327 a.C. venne assediata dall’esercito macedone al comando di Ceno, uno dei più valorosi generali di Alessandro Magno. La città passò presto sotto il controllo dell’impero indiano di Maurya il cui fondatore, Chandragupta, primo unificatore dell’India, aveva incredibilmente incontrato Alessandro Magno da giovane. È possibile che questo nuovo santuario buddista venne costruito da suo nipote Ashoka il Grande verso il 250 a.C. Bazira venne successivamente riconquistata dai Macedoni, ma il santuario continuò a funzionare anche in età indo-greca. Di più, il re Menandro I è considerato uno dei primi occidentali a essersi convertito al buddismo.

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