Statue ellenistiche, iscrizioni etrusche e ex-voto anatomici: l’eccezionale santuario romano di San Casciano dei Bagni

Il deposito votivo

5 statue e numerose statuette

Un eccezionale ritrovamento di 24 sculture di bronzo é stato scoperto tra le acque termali di un santuario di epoca romana. Il sito, oggi a San Casciano dei Bagni in provincia di Siena, ospitava dei bagni termali molto noti nell’antichità. Tra i numerosi reperti spiccano le cinque statue di Apollo, di Igea, di un efebo (un adolescente maschio), di una donna e di un giovane con la toga. «Hanno la misura dei tre piedi romani, ovvero quasi un metro, quella che Plinio definitiva la honorata mensura, ovvero la dimensione giusta per le statue di culto e, in questo caso, anche da processione», ha dichiarato il direttore generale dei musei italiani, Massimo Osanna.

Luigi La Rocca, direttore della Direzione generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del MiC, ha dichiarato: «È una scoperta straordinaria perché restituisce un corpus di bronzi di epoca romana, alcuni di [particolare qualità] che rimandano forse a originali ellenistici». Le statue raffigurano alcune delle divinità venerate nel santuario. Igea era, non a caso, la dea della salute e dell’igiene. Altre sculture – di organi e parti anatomiche – furono deposte per richiedere l’intervento divino che li avrebbe guariti mediante le acque termali.

Le sculture in bronzo nell’Istituto centrale del restauro di Grosseto (@ Ministero della cultura)

L’efebo

Statua di efebo (@ Ministero della cultura)

Il giovane togato

Statua di giovane togato (@ Ministero della cultura)

Statua femminile

(@ Ministero della cultura)
(@ EPA/Jacopo Tabolli/Università per Stranieri di Siena)

Statua di Apollo (?) come arciere (meno probabile, citaredo)

Apollo, “dio dall’arco d’argento” (@ Ministero della cultura)
(@ Ministero della cultura)
Statua di Apollo arcitenens (@ Ministero della cultura)

Statua di Hygea con iscrizione etrusca sulla veste

Emanuele Mariotti con la statua di Igea (@ Dove Viaggi)
Statua della dea Igea (@ EPA/Jacopo Tabolli/Università per Stranieri di Siena)

Le altre offerte votive

Statuetta di giovinetto con uccellino e bulla (@ Jacopo Tabolli)
Bambino con bulla al collo e pallina in mano (@ Ministero della cultura)
Jacopo Tabolli con il bronzo di un piede (@ Jacopo Tabolli)
Bronzo di gamba (@ EPA/Ministero della cultura)
Braccio votivo (@ Ministero della cultura)
Statuette di infanti (@ Ministero della cultura)
La testa di un bimbo (@ Jacopo Tabolli)
Busto femminile, a sinistra (@ Ministero della cultura)
Testa con diadema a destra. Diana? (@ Ministero della cultura)
Testa femminile (@ Ministero della cultura)
Teste maschili (@ Ministero della cultura)
Altri bronzetti (@ Ministero della cultura)
Bronzo di polmoni e intestino (@ Ministero della cultura)
Utero in bronzo di età imperiale (@ ANSA/Jacopo Tabolli)
Una folgore (@ ANSA/Jacopo Tabolli)
Un pene (@ ANSA/Ministero della cultura)

Iscrizioni

L’ottimo stato di conservazione permette la lettura delle iscrizioni incise sui bronzi. In lingua etrusca si leggono forme dedicatorie e i nomi di alcune potenti famiglie etrusche del territorio dell’Etruria interna, dai Velimna di Perugia ai Marcni noti nell’agro senese. In latino vediamo anche la menzione delle sorgenti calde, le aquae calidae. La gran parte di questi capolavori è stata datata tra il II e il I secolo a.C. «Un momento di passaggio tra la fase di dominazione etrusca e romana», ha detto l’etruscologo Jacopo Tabolli (Università per Stranieri di Siena), coordinatore scientifico del progetto di scavo. «Eppure, nonostante il conflitto, nella vasca sacra votano insieme Etruschi e Romani».

La campagna di scavo

Le sculture sono state rinvenute sul fondo della vasca rituale lo scorso ottobre. Le ricerche sono durate 14 settimane ma erano iniziate nel 2019, finora hanno portato al ritrovamento di oltre cinquemila monete d’oro, argento, oricalco e bronzo, oltre a numerosi reperti. Il santuario era collegato alla vasca sacra del cosiddetto Bagno Grande, detto anche Bagno Romano. I visitatori avrebbero lanciato le monete nelle vasche come gesto di buona fortuna per la loro salute.

Alcune delle monete rinvenute, in oro, argento, oricalco e bronzo (@ Jacopo Tabolli)

Il santuario di San Casciano dei Bagni

Le vestigia monumentali che vediamo oggi sono di epoca romana. Eppure c’era stata una fase precedente, risalente almeno al III secolo a.C. «Sicuramente c’era stata una fase [etrusca] precedente caratterizzata da un [santuario con] abside e collegato alla sorgente», spiega l’archeologo Emanuele Mariotti, direttore dello scavo. «In epoca romana, la vasca venne monumentalizzata con [una struttura] in blocchi di travertino. Era circondata da un portico di 4 o 6 colonne, probabilmente su più livelli. C’è il mistero di un grande arco, al centro della vasca, che avrebbe funzionato da ingresso o forse da sostegno al piano superiore del portico».

La chiusura del sito

«Non si tratta di uno scarico di materiale sacro nell’acqua calda, ma di una deposizione rituale: le statue furono staccate dal bordo della vasca e depositate sul fondo insieme a quasi seimila monete in argento, bronzo e oro», dice Mariotti. Agli inizi del V secolo d.C. il santuario venne smantellato e chiuso “per ripararlo da possibili attacchi: il grande tesoro sacro nella vasca fu coperto con devozione con le tegole e le colonne del portico sacro, a suggellarne la chiusura definitiva”.

Veduta aerea degli scavi di San Casciano (@ Ministero della cultura)
Il santuario etrusco-romano di San Casciano dei Bagni (@ Dove Viaggi)
Il santuario di San Casciano (@ Ministero della cultura)
La vasca votiva (@ Ministero della cultura)
Vasca monumentale (@ Ministero della cultura)

Il nuovo museo

«È la scoperta più importante dai Bronzi di Riace e certamente uno dei ritrovamenti di bronzi più significativi mai avvenuti nella storia del Mediterraneo antico», commenta il direttore generale dei musei italiani, Massimo Osanna, che ha appena approvato l’acquisto del palazzo cinquecentesco che ospiterà a San Casciano le meraviglie restituite dal Bagno Grande, un museo al quale si aggiungerà in futuro un parco archeologico.

Da sinistra: Luigi La Rocca, Agnese Carletti, Gennaro Sangiuliano, Gabriele Nannetti e Massimo Osanna (@ Ministero della cultura)

Ministero della Cultura

ANSA (2)

Corriere della Sera

Dove Viaggi

Repubblica

Il Santuario Ritrovato – San Casciano dei Bagni

Un’altra iscrizione etrusca recante il nome di Uni, la suprema dea del Pantheon etrusco, era stata trovata nel santuario di Poggio Colla.

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