Vai al contenuto

Una rete di fortificazioni militari dell’Età del Bronzo scoperta in Siria

gennaio 2, 2018
Qal'at al-Rahiyya hama syria età bronzo

Vista, verso Est, del muro settentrionale a Qal’at al-Rahiyya (M.-O. Rousset mission Marges arides)

Un’eccezionale rete militare dell’Età del Bronzo Medio (II millennio a.C.), completa di fortezze e torri, è stata scoperta nel Nord della Siria da missione archeologica franco-siriana.

La struttura, eccezionale per la sua estensione, fu eretta per proteggere le aree urbane e le terre circostanti. È la prima volta che in questo territorio viene scoperto un sistema fortificato così esteso.

Qal'at al-Rahiyya

Rampa d’accesso a Qal’at al-Rahiyya, vista verso Nord-Ovest (M.-O. Rousset mission Marges arides)

La regione esplorata dalla missione franco-siriana “Marges arides de Syrie du Nord” si trova ad Est della città di Hama e si estende per 7.000 km². All’epoca, ad Ovest vi erano le regioni sedentarie densamente popolate della Mezzaluna fertile, a Est le steppe aride abitate dai nomadi. La regione non fu abitata con continuità: «Abbiamo constatato che questa regione, difficile da sviluppare, veniva rioccupata in tempi di crisi. Tra l’alto, recentemente, il sito dell’epoca romana è stato rioccupato dagli abitanti in fuga da Hama e Homs», afferma uno degli autori, Marie-Odile Rousset, ricercatrice presso il Centre français de la Recherche scientifique (CNRS).

Qui gli archeologi hanno scoperto dei siti ben conservati, tra cui una rete di sorveglianza risalente al secondo millennio a.C. (2.000-1.550), dotata di fortezze, fortini, torri e recinti. «È la prima volta che viene portato alla luce un sistema fortificato di tale grandezza. Questa struttura corre lungo il rilievo che domina la steppa della Siria centrale e proteggeva gli insediamenti e le terre più attrattive durante l’Età del Bronzo Medio», dice Rousset. «Di quell’epoca conosciamo soprattutto le fortificazioni urbane, ma qui si tratta di fortificare un intero territorio per proteggere le strade principali e le terre». Le fortezze erano composte da grossi blocchi di basalto grezzo e i loro muri erano alti e larghi diversi metri. «Inoltre, ogni sito fortificato era stato progettato in modo da poter comunicare visivamente con gli altri grazie a segnali luminosi (luci notturne) o fumo, così da trasmettere rapidamente le informazioni ai centri di potere», precisa la studiosa.

La rete di fortificazioni è stata scoperta grazie alle immagini aeree e satellitari. I ricercatori francesi del Laboratoire Archéorient (Environnements et sociétés de l’Orient ancien-CNRS/Université Lumière Lyon 2) e della Direzione Generale delle Antichità e dei Musei della Siria, avevano già condotto delle analisi sul campo dal 1995 al 2002 e nel 2010 (dunque prima della guerra), datando anche le ceramiche raccolte sul posto. L’accesso alle osservazioni aeree e satellitari, dal 1960 ad oggi, ha però permesso di ricostruire la rete oltre i confini della zona esplorata, che dunque è stata rilevata lungo una distanza da nord a sud di circa 150 chilometri. Lo studio è stata pubblicato sulla rivista Paléorient il 19 dicembre 2017.

rubba siria

Le mura di Rubba (B. Geyer mission Marges arides)

CNRS

Università Lione 2

L’Orient-Le Jour

No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: