Una statua di Alessandro Magno dimenticata in un museo

La statua di alessandro Magno riscoperta (Angeliki Kottaridi, Facebook)

I curatori del Museo Archeologico di Veria, in Grecia, hanno scoperto un nuovo busto di Alessandro Magno di epoca tardo-ellenistica. La statua giaceva dimenticata da decenni “in un angolo buio di un deposito”, e finora nessuno l’aveva riconosciuta. L’usura le ha fatto perdere il naso, ma il volto del grande conquistatore è ancora chiaro.

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L’iscrizione di una coorte romana nei Paesi Bassi

L’iscrizione della coorte romana (zuid-holland.nl)

Un palo di legno con la scritta romana “COH II CR” ha confermato il coinvolgimento di una coorte di soldati romani nella costruzione di una strada vicino a Valkenburg, nei Paesi Bassi. Il sito si trova ai confini settentrionali dell’Impero romano, e fa parte del limes che il governo olandese vuole iscrivere nella Lista dei Patrimoni dell’Unesco nel 2021.

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Il cranio fossile di Apidima: l’Homo Sapiens in Europa già 210.000 anni fa?

Il cranio Apidima 1 (Katerina Harvati, Eberhard Karls, Università di Tubinga)

Un cranio scoperto in una grotta in Grecia potrebbe essere il più antico fossile umano moderno mai trovato al di fuori dell’Africa. Era stato rinvenuto negli anni ’70 nella grotta di Apidima, sulla penisola di Mani, e in uno studio pubblicato su Nature è stato datato ad almeno 210.000 anni. Se la datazione venisse confermata – e molti scienziati vogliono ulteriori prove – la scoperta riscriverà un capitolo chiave della storia umana, e il cranio diventerà il più antico fossile di Homo sapiens in Europa di oltre 160.000 anni.

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Un palazzo dell’impero Mitanni sul fiume Tigri

(Universität Tübingen)

Le rovine di un palazzo dell’Età del Bronzo sono state scoperte dagli archeologi sulle rive del fiume Tigri, nel Kurdistan iracheno. Una scoperta sensazionale che potrebbe rivelare nuovi dettagli sul misterioso impero dei Mitanni. Sebbene i Mitanni abbiano regnato sulla Mesopotamia settentrionale e sulla Siria tra il 1500 e il 1300 a.C., la loro civiltà è poco conosciuta.

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I nuovi Patrimoni mondiali dell’umanità UNESCO 2019

Tu Ywin Taung, Bagan, Birmania (Department of Archaeology and National Museum)

La 43° sessione del Comitato per il Patrimonio dell’Umanità, in svolgimento a Baku (Azerbaigian) dal 30 Giugno al 10 Luglio, ha iscritto 29 nuovi siti nella lista dei Patrimoni mondiali dell’UNESCO. Un ulteriore sito già presente sulla lista è stato invece esteso. Le nuove iscrizioni portano a 1121 il numero dei beni protetti in 167 stati. La Cina raggiunge l’Italia per il maggior numero di siti (55). Seguono Spagna (48), Germania (46) e Francia (45).

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Una tomba a camera del II secolo a.C. a Taranto

I reperti scoperti in via Maturi, a Taranto (Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio Brindisi, Lecce e Taranto)

In occasione delle Giornate dell’archeologia, a Taranto, è stata presentata la scoperta di una tomba a camera del II secolo a.C. Al suo interno vi erano sette corpi inumati e ricchi corredi di età ellenistica: circa 150 reperti tra ceramica, coroplastica, alabastro e metalli. Il ritrovamento era avvenuto lo scorso febbraio in via Maturi.

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Il primo consumo di cannabis nella Cina del 500 a.C.

Braciere di legno con le pietre riscaldate, nella tomba M12 del cimitero di Jirzankal (Xinhua Wu)

Oggi più di 150 milioni di persone fumano regolarmente la cannabis, ma finora non era chiaro dove e quando si cominciarono ad apprezzare le proprietà psicoattive dell’erba. Una squadra diretta dagli archeologi Yang Yimin e Ren Meng dell’Accademia cinese delle scienze di Pechino, ha scoperto le prove del suo consumo nell’Asia centrale da parte dell’antica popolazione dei Sogdiani. Durante le cerimonie funerarie avrebbero bruciato la cannabis per i suoi fumi inebrianti, su un remoto altopiano di montagna circa 2500 anni fa.

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Parassiti di 8000 anni a Çatalhöyük

Uovo microscopico di tricocefalo da Çatalhöyük. La barra della scala nera rappresenta 20 micrometri (Evilena Anastasiou)

Una ricerca pubblicata sulla rivista Antiquity ha rivelato le prime prove archeologiche di infezioni da parassiti intestinali nel vicino Oriente. Gli scienziati hanno trovato tracce di tricocefali nel famoso villaggio preistorico di Çatalhöyük, fondato intorno al 7.100 a.C. I suoi abitanti furono tra i primi agricoltori della storia, e questo potrebbe spiegare l’insorgere di nuove infezioni quali la tricocefalosi.

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Scoperta la testa di una divinità nel Foro di Traiano

(Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali)

Questa mattina gli archeologi della Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali, impegnati nello scavo archeologico di via Alessandrina, hanno ritrovato la testa di una statua in marmo bianco di età imperiale (I secolo a.C. – V d.C.) di dimensioni di poco maggiori del vero e in ottime condizioni di conservazione. Per le sue caratteristiche iconografiche potrebbe rappresentare una divinità. Per i tecnici della Sovrintendenza è stata una “bellissima sorpresa”.

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Una moneta di Ulpio Cornelio Leliano

(Highways England)

Una moneta romana incredibilmente rara è stata trovata durante alcuni lavori stradali in Inghilterra. Raffigura Ulpio Cornelio Leliano, che regnò per pochi mesi nel 269 d.C. prima di essere ucciso. Secondo l’archeologo Steve Sherlock, è solo la seconda moneta del suo genere ad essere scoperta in Britannia.

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Scoperto un kurgan sarmatico in Russia

Gioielli, alcuni d’oro (Ministero della Cultura e del Turismo della regione di Astrachan)

Un contadino russo ha scoperto un antico tumulo funerario, un kurgan, nella sua fattoria. La tomba era stata saccheggiata nell’antichità, ma conteneva ancora tre scheletri umani, resti animali, armi, gioielli d’oro e un calderone di bronzo. Il kurgan sarebbe del VI secolo a.C. e apparteneva a una tribù nomade dei Sarmati.

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Il massacro di una famiglia nel Neolitico

Ricostituzione della sepoltura multipla (Michał Podsiadło)

Nel 2011, un gruppo di archeologi polacchi aveva fatto una macabra scoperta nel villaggio polacco di Koszyce: quindici scheletri di donne, bambini e adolescenti, tutti uccisi da violenti colpi alla testa. Appartenevano alla cosiddetta cultura delle anfore globulari e vissero tra il 2880 e il 2776 a.C. Ora, otto anni dopo la scoperta, gli studi del DNA hanno rivelato che tutti (tranne una donna) facevano parte della stessa famiglia allargata.

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