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Parassiti di 8000 anni a Çatalhöyük

giugno 13, 2019

Uovo microscopico di tricocefalo da Çatalhöyük. La barra della scala nera rappresenta 20 micrometri (Evilena Anastasiou)

Una ricerca pubblicata sulla rivista Antiquity ha rivelato le prime prove archeologiche di infezioni da parassiti intestinali nel vicino Oriente. Gli scienziati hanno trovato tracce di tricocefali nel famoso villaggio preistorico di Çatalhöyük, fondato intorno al 7.100 a.C. I suoi abitanti furono tra i primi agricoltori della storia, e questo potrebbe spiegare l’insorgere di nuove infezioni quali la tricocefalosi.

(Evilena Anastasiou)

La popolazione di Çatalhöyük fu tra le prime a coltivare cereali quali grano e orzo, e ad allevare capre e pecore. «Çatalhöyük fu uno dei villaggi più grandi e densamente popolati del suo tempo. È possibile che il nuovo stile di vita abbia comportato nuove malattie», afferma Piers Mitchell, paleopatologo dell’Università di Cambridge. Le prime latrine furono inventate nel IV millennio a.C. in Mesopotamia, ovvero 3.000 anni dopo. Gli abitanti di Çatalhöyük avrebbero invece utilizzato delle zone riservate a tali bisogni, magari trasportando con un vaso. «Il contatto con le feci umane mise la popolazione a rischio di diffusione di malattie, e spiega perché diventarono vulnerabili a contrarre tricocefali», dice Marissa Ledger, autrice dello studio. «La scrittura venne inventata solo 3000 anni dopo, quindi non lasciarono testimonianze scritte di ciò che accadde. Questa ricerca ci consente per la prima volta di immaginare i sintomi che di cui soffrirono alcuni abitanti infettati da quel parassita».

Coprolite umano di 8000 anni da Çatalhöyük (Lisa-Marie Shillito)

Per cercare le uova dei parassiti, i ricercatori Mitchell, Ledger e Evilena Anastasiou hanno analizzato al microscopio i coproliti (escrementi fossili) in un’area del villaggio e nella regione pelvica delle sepolture. I campioni risalgono al 7.100 – 6150 a.C., e il laboratorio di spettrometria di massa dell’Università di Bristol ha determinato che si tratta di feci umane, e non animali, grazie alle analisi di steroli e acidi biliari. Gli scienziati hanno trovato uova di tricocefalo in due coproliti. I tricocefali sono lunghi 3-5 cm, vivono sul rivestimento dell’intestino crasso e possono vivere 5 anni. I vermi maschi e femmine si accoppiano e le loro uova si mescolano alle feci. I vermi a frusta si diffondono quando le feci umane, che contengono le loro uova, contaminano cibo o bevande. Una grave infezione da tricocefalo può causare anemia, diarrea, crescita rachitica e ridotta intelligenza nei bambini. «Ora dobbiamo trovare i coproliti dei cacciatori preistorici nel Vicino Oriente, per capire come il cambiamento dello stile di vita abbia influenzato le malattie», ha aggiunto Mitchell.

Università di Cambridge

The Independent

Antiquity

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