L’ISIS distrugge anche il tempio di Bel a Palmira

Secondo un’agenzia delle Nazioni Unite, un’immagine satellitare conferma la distruzione del tempio di Bel a Palmira, in Siria, da parte dell’ISIS.
Il capo delle antichità siriano aveva ipotizzato che il Tempio di Bel fosse ancora in piedi, nonostante le voci di una grande esplosione nel fine settimana.
Gli analisti di Unosat (l’OSNU, Operazione Satellitare delle Nazioni Unite) hanno però confermato che l’edificio principale è stato ridotto in macerie, oltre a una serie di colonne accanto a esso.
Il tempio venne consacrato nel 32 d.C. e costituiva il centro della vita religiosa palmirena. Era infatti dedicato alla divinità mesopotamica Bel, che a Palmira veniva venerata in una triade insieme al dio della luna Aglibol e al dio del sole Yarhibol. Le sue rovine erano considerate tra le meglio conservate a Palmira.
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Forse scoperto il palazzo perduto della Sparta micenea

Un antico palazzo greco pieno di manufatti e tavolette d’argilla potrebbe essere il palazzo a lungo perduto della Sparta micenea, una delle più famose civiltà dell’antica Grecia.
Il complesso di 10 stanze, chiamato Ayios Vassileios, conserva frammenti di pitture murali, una coppa con testa di toro, un sigillo decorato con un nautilo e diverse spade di bronzo. Il palazzo, che bruciò nel XIV secolo a.C., conteneva diverse tavolette scritte con la Lineare B, una forma arcaica della lingua greca.
Il palazzo si trova a circa 12 km dalla storica Sparta, che comunque fiorì secoli dopo.
La scoperta potrebbe gettare luce sulla fine della civiltà micenea, la cultura del Bronzo che misteriosamente scomparve verso il 1200 a.C. E potrebbe anche avere delle grandi implicazioni sulla formazione del sistema di scrittura della Lineare B. Continua a leggere “Forse scoperto il palazzo perduto della Sparta micenea”
L’ISIS distrugge il tempio di Baal Shamin a Palmira

La scorsa domenica l’ISIS ha fatto saltare in aria l’antico tempio di Baal Shamin a Palmira, ormai l’ultima di una triste serie di distruzioni del patrimonio culturale da parte del gruppo jihadista.
Famosa per le sue rovine greco-romane, Palmira era stata conquistata il 21 maggio, diffondendo la paura che l’ISIS potesse appunto distruggere il sito patrimonio dell’UNESCO, come già successo in altre parti di Siria e Iraq.
Fino a domenica, la maggior parte di Palmira era stata lasciata intatta, sebbene il gruppo terroristico avesse già distrutto una statua di leone e forse minato il sito. Continua a leggere “L’ISIS distrugge il tempio di Baal Shamin a Palmira”
La morte di Khaled Asaad e i pericoli per gli archeologi

Khaled Asaad aveva dedicato la vita a scavare e restaurare le rovine millenarie della città di Palmira, oggi in Siria.
Questa dedizione lo ha portato alla morte.
Lo studioso di 82 anni, che ha lavorato per oltre 50 anni come capo delle antichità della città, è stato torturato e ucciso dai militanti dell’ISIS, spiegano fonti siriane. Il suo corpo decapitato è stato appeso a una colonna romana. Un cartello spiegava che era stato giustiziato per essere un infedele che aveva sovrinteso alla collezione degli “idoli” di Palmira. Continua a leggere “La morte di Khaled Asaad e i pericoli per gli archeologi”
Una fossa comune neolitica mostra segni di enorme violenza

Una fossa comune, contenente almeno 26 scheletri, è un’ulteriore prova dei brutali scontri che sembrano aver caratterizzato l’Europa centrale 7.000 anni fa.
I resti sono stati scoperti nel sito di Schöneck-Kilianstädten, in Germania.
Gli individui avevano la testa spaccata, mentre alcuni avevano addirittura le gambe rotte – forse come forma di tortura. Continua a leggere “Una fossa comune neolitica mostra segni di enorme violenza”
Il più antico forte dei Pitti

La datazione al radiocarbonio rivela che un forte pittico sopra uno scoglio noto come Dunnicaer, in Scozia, risale tra il III e il IV secolo d.C., il che lo rende il più antico forte dei Pitti conosciuto al momento. I Pitti erano una confederazione di tribù formatasi nella Scozia nord-orientale durante la tarda antichità.
Gli archeologi dell’Università di Aberdeen hanno avuto bisogno dell’assistenza di alpinisti professionisti per raggiungere il sito per gli scavi, condotti lo scorso aprile. I loro sforzi sono stati ricompensati con i resti di fortificazioni in legno e pietra, pavimenti e un focolare in pietra. Continua a leggere “Il più antico forte dei Pitti”
Scoperti 24 nuovi geoglifi a Nazca

Il team di ricercatori dell’Istituto di Nasca dell’Università giapponese di Yamagata, ha scoperto 24 nuovi geoglifi in Perù, durante il rilevamento topografico condotto tra dicembre 2014 e febbraio 2015.
I geoglifi sono quasi invisibili in superficie. Il team ha avuto bisogno di analizzarli con uno scanner tridimensionale per identificare le immagini a terra. Il risultato sono 24 nuovi geoglifi di animali, alcuni dei quali probabilmente raffigurano dei lama. L’ultimo anno, il team aveva scoperto 17 geoglifi simili nell’area adiacente e perciò ora è chiaro che si tratta di 41 geoglifi animali concentrati in un’area specifica. Continua a leggere “Scoperti 24 nuovi geoglifi a Nazca”
Identificato il corpo di Filippo II di Macedonia – forse

Un team di antropologi ha annunciato di aver risolto il mistero decennale riguardo il corpo del padre di Alessandro Magno.
Una nuova analisi delle ossa di una tomba macedone rivela uno scheletro con una ferita al ginocchio così grave che lo avrebbe fatto zoppicare notevolmente in vita. Questa lesione combacia con alcuni resoconti storici su Filippo II, il cui nascente impero venne esteso dal figlio Alessandro fino all’India.
Lo scheletro in questione, tuttavia, non è quello che si credeva essere di Filippo II, ma proviene dalla tomba accanto. Gli scheletri sono al centro del dibattito tra gli esperti. Mentre alcuni condividono i risultati del nuovo studio, altri sono più cauti, sostenendo che la ricerca non sia definitiva. Continua a leggere “Identificato il corpo di Filippo II di Macedonia – forse”
Decifrato un rotolo ebraico bruciato 1500 anni fa

Una tecnologia all’avanguardia ha permesso agli scienziati di leggere una parte di un rotolo di pergamena che era andato completamente bruciato ben 1500 anni fa. Era stato trovato dentro l’aron (l’Armadio Sacro) della sinagoga di Ein Gedi, in Israele, 45 anni fa.
Alla fine dello studio, molto faticoso e durato un anno, i ricercatori sono riusciti a leggere i versi dell’inizio del Libro del Levitico, il terzo libro della Torah ebraica e della Bibbia cristiana. Continua a leggere “Decifrato un rotolo ebraico bruciato 1500 anni fa”
Le scoperte archeologiche riscrivono il passato di Berenice

Gli scavi archeologici condotti presso il porto di Berenice Troglodytica, sulla costa del Mar Rosso, stanno riscrivendo il passato dell’antica città.
Berenice fu un famoso porto in epoca tolemaica-romana, tuttavia la città venne fondata su un precedente villaggio egizio che, grazie alle recenti scoperte, potrebbe essere stato più importante di quello che si credeva.

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Identificato in Inghilterra uno dei Corani più antichi

Grazie alle moderne tecnologie, in Inghilterra è stato identificato uno dei più antichi Corani ancora esistenti al mondo. Conservate all’Università di Birmingham, due pagine di pergamena sono state datate al radiocarbonio tra il 568 e il 645 d.C.
Il manoscritto sarebbe stato redatto poco dopo la morte del profeta Maometto, probabilmente vissuto tra il 570 e il 632 d.C. Continua a leggere “Identificato in Inghilterra uno dei Corani più antichi”
I nuovi patrimoni dell’umanità 2015

L’iscrizione del primo patrimonio di Giamaica e Singapore della nella lista dei beni protetti dall’UNESCO sono stati alcuni dei momenti più rilevanti della 39° sessione del Comitato per il Patrimonio dell’Umanità. Durante l’assemblea a Bonn, in Germania (28 giugno – 8 luglio), il Comitato ha aggiunto 24 nuovi siti alla lista: ora i beni protetti sono saliti a 1031, e si trovano in 163 paesi.
La sessione, presieduta da Maria Böhmer (Ministro aggiunto presso il Ministero degli affari esteri tedesco), ha inoltre approvato delle estensioni a 3 siti UNESCO già esistenti. Inoltre ha aggiunto 3 siti alla Lista dei Patrimoni in pericolo e ne ha rimosso uno.
Il Comitato quest’anno era composto dai seguenti paesi:
Algeria, Colombia, Croazia, Finlandia, Germania, India, Giamaica, Giappone, Kazakistan, Libano, Malesia, Perù, Filippine, Polonia, Portogallo, Qatar, Corea del Sud, Senegal, Serbia, Turchia, Vietnam. Continua a leggere “I nuovi patrimoni dell’umanità 2015”