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Una fossa comune neolitica mostra segni di enorme violenza

agosto 20, 2015
(Christian Meyer)

Frattura sul cranio di un bambino di 3 anni circa (Christian Meyer)

Una fossa comune, contenente almeno 26 scheletri, è un’ulteriore prova dei brutali scontri che sembrano aver caratterizzato l’Europa centrale 7.000 anni fa.

I resti sono stati scoperti nel sito di Schöneck-Kilianstädten, in Germania.

Gli individui avevano la testa spaccata, mentre alcuni avevano addirittura le gambe rotte –  forse come forma di tortura.

(Christian Meyer)

(Christian Meyer)

Gli scienziati scrivono su PNAS che la fossa funebre combacia con il periodo di diffusa violenza di inizio Neolitico. Simili fosse comuni sono state riscontrate a Talheim (Germania), e Asparn/Schletz (Austria).

Gli occupanti erano probabilmente tutti membri di comunità agricole, il cui stile di decorazione della ceramica li ha fatti chiamare Cultura della ceramica lineare (5500–4500 a.C.).

Questo gruppo ha lasciato una ricca documentazione archeologica che, secondo Christian Meyer e colleghi, evidenzia la straordinarietà delle fosse comuni. Di solito queste persone venivano sepolte con una stile cerimoniale, posizionati accuratamente sul lato sinistro del corpo, e circondati da oggetti di valore.

In queste fosse invece, i corpi sono stati gettati a casaccio, e sono circondati da ogni tipo di oggetto di scarto.

Nel sito di Schöneck-Kilianstädten, identificato durante la costruzione di una strada, i morti includono 10 bambini di meno di sei anni. Oltre a ferite di tagli non affilati sulle ossa, tra gli scheletri vi erano molte punte di freccia. La conclusione è che tali armi ebbero un ruolo nelle loro morti.

«Non sappiamo con certezza cosa successe, ma pensiamo che diverse comunità agricole si stessero combattendo l’un l’altra», dice Meyer. «In precedenza erano stati trovati altri due siti che mostravano una simile violenza. Tutti questi tre siti risalgono alla fine della Cultura della ceramica lineare, quindi penso che all’epoca ci fossero alcuni profondi cambiamenti in corso. Forse, c’erano troppe persone; forse un cambiamento climatico stava colpendo la produzione agricola. Di certo qualcosa deve essere successo per provocare un conflitto letale tra comunità agricole».

(Christian Meyer)

(Christian Meyer)

La scoperta più drammatica è il numero – quasi due terzi – di tibie rotte.

«Non possiamo dire con certezza se le persone fossero vive o morte quando le loro gambe furono spezzate, perché le ossa avrebbero lo stesso aspetto anche se i corpi fossero stati mutilati dopo la morte. Ma in generale ha più senso se fosse stata una tortura».

(Christian Meyer)

(Christian Meyer)

BBC

Università di Basilea

PNAS

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  1. Giuliano Bultrini permalink
    agosto 20, 2015 11:05 pm

    Le gambe si spezzano per impedire la fuga. Per il resto la varietà nella tipologia di resti umani suggerisce la risultanza di una scorreria dove i più indifesi sono rimasti uccisi.
    Bande di predoni che vessavano le popolazioni agricole? In un’epoca di forti cambiamenti ed avvicendamenti di popolazioni, vedesi i numerosi articoli sull’origine delle popolazioni europee, un serie di fatti di questo tipo è perfettamente in linea.

    Mi piace

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