Scavata una stazione con terme e sepolcri sulla via Portuense
Terme maschili e femminili, una stazione di posta e un luogo di culto. In sostanza, un vero e proprio “hub” risalente a duemila anni fa.
Una stazione dotata di strutture di servizio, per il corpo e per lo spirito, destinate a confortare il tragitto di viaggiatori e trasportatori, moltissimi, impegnati a raggiungere i moli di Portus (oggi Fiumicino) o provenienti dai medesimi approdi commerciali per trasferire le merci destinate alla capitale dell’Impero romano.

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Decifrato un diploma militare romano
Voleva sposarsi ed avere figli già romani cives alla nascita, Lucio Camelio Severo figlio di Lucio, della tribù Palatina di Puteoli (Pozzuoli), e il «diritto di connubio» gli spettava avendo egli prestato servizio come pretoriano nella Undicesima Coorte Urbana di Roma. Congedato dopo 20 anni in servizio di ordine pubblico nella turbolenta capitale dell’impero, chiese e ottenne il permesso di sposare una donna che non era cittadina romana («peregrina») nella sua fattoria sulla strada fra Pozzuoli e Quarto.
Il permesso arrivò inciso sul bronzo: una tavoletta di 14 per 11 centimetri che adesso si trova nella trasparente teca del Museo dei Campi Flegrei diretto da Paola Miniero.

Teschi di bambini usati nei rituali antichi
Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Antiquity ha rivelato che un certo numero di teschi di bambini dell’Età del bronzo, scoperti intorno al perimetro di antichi insediamenti in Svizzera e Germania, mostrano segni di morte violenta.
Secondo un articolo pubblicato su Live Science, i teschi dei bambini potrebbero essere stati offerti in dono agli dei locali del lago.

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La nave di Ground Zero costruita probabilmente a Filadelfia
Non tutti sanno che nel 2010, sul sito di Ground Zero, là dove ora campeggia una nuovissima Freedom Tower, erano stati ritrovati i resti di un’antica nave sotterrata, la cui presenza in quei luoghi è stata per molto tempo un vero e proprio mistero. Oggi alcuni studi gettano una nuova luce su quella scoperta, spiegando, almeno in parte, la sua provenienza.

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Le più antiche orme umane trovate in Romania
Le impronte fossili di piedi umani trovate nella grotta di Ciur-Izbuc, in Romania, rappresentano le più antiche orme del genere in Europa, e forse del mondo, dicono i ricercatori. Circa 400 orme erano state scoperte nella caverna nel 1965.
Gli scienziati inizialmente le avevano attribuite a un uomo, una donna e a un bambino vissuti tra i 10.000 e i 15.000 anni fa. Tuttavia, le misurazioni al radiocarbonio di due ossa di orso, scavate proprio sotto le orme, indicano che l’Homo sapiens lasciò quelle tracce circa 36.500 anni fa, spiega l’antropologo David Webb, della Kutztown University in Pennsylvania.

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Il tempio perduto di Musasir
Statue a grandezza umana e basi di colonne di un tempio dedicato al dio tutelare della città sono state scoperte nella regione del Kurdistan iracheno, nel presunto sito di Musasir.
Le scoperte risalgono a oltre 2.500 anni fa, all’Età del Ferro, un periodo nel quale diversi gruppi – come Urartiani, Assiri e Sciti – si contendevano la supremazia dell’odierno Iraq settentrionale.
“Non ho fatto scavi, solo dei sondaggi archeologici – gli abitanti hanno scoperto questi materiali per caso”, dice Dlshad Marf Zamua, dottorato all’Università di Leiden, che lavora su questi siti dal 2005.

Una pianta usata come dentifricio 2.000 anni fa
L’analisi dei denti consente ai ricercatori di raccogliere informazioni illuminanti e spesso curiose sui nostri progenitori. Dopo la scoperta che i Neandertal usavano rudimentali stuzzicadenti, ecco che uno studio, realizzato anche da ricercatori italiani, prova che gli abitanti del Sudan di 2.000 anni fa usavano una pianta infestante per combattere con successo la carie.

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Ötzi soffriva di paradentosi
Il patrimonio genetico di Ötzi è stato già decifrato. Ma un microscopico campione di appena 0,1 grammi prelevato dall’osso pelvico della mummia – risalente a 5.300 anni fa – è ancora in grado di fornire molte informazioni sull’Iceman.
I ricercatori dell’EURAC di Bolzano e dell’Università di Vienna hanno infatti analizzato i frammenti di DNA non umano rilevati sul campione, trovando traccia del batterio Treponema denticola, responsabile della paradentosi. A livello genetico è stata così confermata la Tac, effettuata nel 2013, secondo cui Ötzi avrebbe sofferto di paradentosi.

Le civiltà amazzoniche predatano la foresta pluviale
Un nuovo studio ha rivelato che i misteriosi fossati circolari, quadrati e dritti, sparsi per tutta l’Amazzonia brasiliana e boliviana, furono creati prima della formazione della foresta pluviale. Queste strutture fatte dall’uomo rimangono mistero: potrebbero essere state usate per difesa, drenaggio, o forse motivi religiosi o cerimoniali.
La nuova ricerca evidenzia inoltre un’altra questione molto importante: se e quanto i popoli preistorici alterarono il paesaggio dell’Amazzonia prima dell’arrivo degli europei.
“Le persone hanno avuto un impatto sul sistema climatico globale attraverso l’uso della terra non solo negli ultimi 200-300 anni, ma per migliaia di anni”, dice l’autore dello studio John Francis Carson, ricercatore all’Università di Reading.

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Due nuovi ambienti alla Crypta Balbi
A Roma, due nuovi ambienti sono stati scavati alla Crypta Balbi, rivelando una fullonica (una sorta di lavanderia) e un sacello (un recinto sacro con altare) dedicato a divinità greche e orientali.
Questi ultimi risultati ampliano ulteriormente il percorso archeologico del quartiere antico addossato all’esedra della Crypta Balbi, nato nel II sec. d.C. e che si conferma brulicante di vita e attività commerciali fino ai primi anni del VII secolo d.C.

Scoperta una parete dipinta in una tomba di Giza
Una parete dipinta, databile a circa 4.300 anni fa, è stata scoperta dai ricercatori in una tomba posizionata a soli 300 metri dalla Grande Piramide di Giza.
L’opera ritrae scene di vita quotidiana, con barche che navigano nel Nilo, uomini a caccia di uccelli e un uomo, il cui nome è Perseneb, ritratto con la moglie e il cane. La tomba nella quale è stato ritrovato il dipinto fa parte di un gruppo di sepolture destinate a personaggi di vari ranghi sociali, appartenenti all’Antico Regno d’Egitto (tra il 2.649 e il 2.150 a.C.), coeve delle piramidi di Giza.


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Il significato del Mjöllnir, il martello di Thor
Gli archeologi danesi hanno risolto il mistero sul significato degli amuleti di Mjöllnir indossati dai Vichinghi: essi rappresentano proprio il martello di Thor.
Oltre 1.000 pendenti a forma di martello, prodotti a partire dal primo millennio d.C., sono stati rinvenuti finora in tutto il nord Europa.
Sebbene fosse largamente ritenuto che questi amuleti fossero martelli, rimaneva un dibattito riguardo il loro vero significato. L’inusuale forma dell’oggetto, caratterizzata da un corto manico e una testa simmetrica, aveva sollevato dubbi sulla sua identificazione.

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