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Le civiltà amazzoniche predatano la foresta pluviale

luglio 30, 2014
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Un nuovo studio ha rivelato che i misteriosi fossati circolari, quadrati e dritti, sparsi per tutta l’Amazzonia brasiliana e boliviana, furono creati prima della formazione della foresta pluviale. Queste strutture fatte dall’uomo rimangono mistero: potrebbero essere state usate per difesa, drenaggio, o forse motivi religiosi o cerimoniali.

La nuova ricerca evidenzia inoltre un’altra questione molto importante: se e quanto i popoli preistorici alterarono il paesaggio dell’Amazzonia prima dell’arrivo degli europei.

“Le persone hanno avuto un impatto sul sistema climatico globale attraverso l’uso della terra non solo negli ultimi 200-300 anni, ma per migliaia di anni”, dice l’autore dello studio John Francis Carson, ricercatore all’Università di Reading.

Un fossato circolare vicino a Laguna Granja, in Bolivia (Heiko Prumers)

Un fossato circolare vicino a Laguna Granja, in Bolivia (Heiko Prumers)

(Heiko Prumers)

(Heiko Prumers)

L’Amazzonia modificata?

Per molti anni, gli archeologi avevano pensato che prima dell’arrivo di Colombo gli indigeni si fossero spostati nell’Amazzonia senza un grande impatto sulla foresta pluviale. Dagli anni ’80, tuttavia, la deforestazione ha rivelato massicci lavori di sterramento, sotto forma di fossati profondi fino a 5 metri, mettendo in discussione le precedenti teorie.

Carson e i suoi colleghi hanno voluto esplorare la questione focalizzandosi sull’Amazzonia del nord-est della Bolivia, dove hanno prelevato sedimenti da due laghi vicino ad alcuni importanti siti. Questi sedimenti contengono antichi grani di polline e carbone, e possono rivelare l’ecosistema esistente all’epoca.

(Francis Mayle)

(Francis Mayle)

John Francis Carson (Francis Mayle)

John Francis Carson (Francis Mayle)

Il paesaggio antico

Un esame dei sedimenti – provenienti dai laghi Laguna Oricore e Laguna Granja – ha rivelato che quelli più antichi non provenivano per niente da una foresta pluviale. In verità, circa 2.000 – 3.000 anni fa l’Amazzonia boliviana somigliava di più alla savana dell’Africa piuttosto che alla giungla odierna.

Trova dunque risposta la questione se la prima Amazzonia fosse stata altamente deforestata oppure no per fare posto agli insediamenti. “La cosa sorprendente è che abbiamo scoperto che non è nessuna delle due ipotesi. C’è un terzo scenario in cui, quando arrivarono le prime persone, il clima era più secco”, dice Carson. L’analisi di polline e carbone indica che circa 2.000 anni fa cominciò un incremento delle precipitazioni. Ma i lavori con la terra predatano questo cambiamento, in altre parole i loro costruttori scavarono questi fossati quando ancora non c’era la foresta. Continuarono a vivere nell’area, probabilmente ripulendo solo le regioni intorno alle loro strutture.

(Heiko Prumers)

(Heiko Prumers)

(Heiko Prumers)

(Heiko Prumers)

Risposte alle domande

La scoperta che l’attività umana ebbe luogo prima dell’arrivo della foresta risponde anche ad altre questioni: come fecero i popoli dell’Amazzonia ad aver costruito nella foresta pluviale con dei semplici strumenti di pietra (non avevano bisogno di altro), quante persone sarebbero state necessarie a costruire le strutture (poche, se non era necessario ripulire le zone), e come sopravvisse la popolazione (coltivavano mais).

Secondo Carson, lo studio ha anche delle implicazioni per il mondo di oggi. La questione su come preservare la foresta amazzonica è complessa: alcuni dicono che gli uomini dovrebbero andarsene, mentre altri ritengono che debbano coesistere. Il nuovo studio suggerisce che la moderna foresta sia una coproduzione tra uomini natura. I cicli naturali fecero crescere la foresta pluviale, ma gli uomini vi rimasero per 1.500 anni. È molto probabile che le persone ebbero un certo impatto sulla composizione della foresta, favorendo alcune specie commestibili, facendo crescere frutteti o alterando i suoli, modificando la sua composizione chimica con un effetto a lungo termine. Questo tipo di studio è appena cominciato per quanto riguarda l’Amazzonia.

LiveScience

PNAS

3 commenti leave one →
  1. Milo permalink
    agosto 5, 2014 5:02 pm

    Eh, il cambiamento climatico globale fatto dall’uomo industriale… sempre più desertica la Terra!

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  2. Impwins permalink
    agosto 6, 2014 10:19 am

    Sempre interessantissimo questo blog! Molto spesso leggo gli articoli di fretta (causa lavoro) e non trovo tempo di commentarli. Sappi che siamo in tanti a fare così: i famosi lettori silenziosi. 🙂 Grazie per il tuo lavoro.

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    • Aezio permalink*
      agosto 7, 2014 9:44 pm

      E grazie a tutti voi della stima! Molti seguono costantemente il sito da anni, mi fa molto piacere.

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