L’Unesco approva una controversa risoluzione su Gerusalemme

La Cupola della Roccia e alcuni gatti (Spencer Platt/Getty Images)
La Cupola della Roccia e alcuni gatti (Spencer Platt/Getty Images)

Il 18 ottobre, a Parigi, l’UNESCO ha approvato una controversa risoluzione sul Monte del Tempio a Gerusalemme usando solo il suo nome islamico. Il Consiglio esecutivo, di cui fanno parte 58 stati, ha approvato la risoluzione proposta da alcuni paesi arabi: Algeria, Egitto, Libano, Marocco, Oman, Qatar e Sudan. È passata con 24 sì, 6 no (Usa, Germania, Gran Bretagna, Lituania, Estonia, Olanda), 26 astensioni (tra cui l’Italia) e 2 paesi non presenti al momento del voto.

Il Monte del Tempio è un luogo sacro sia per gli ebrei (che lo chiamano Har HaBayit), sia per i musulmani (che lo chiamano Haram al-Sharif, ‘nobile santuario’), oltre che per i cristiani.

Dopo questa risoluzione, Israele ha congelato la cooperazione con l’Unesco.

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Camere segrete nella Piramide di Cheope? I primi dubbi

Comparazione tra le muografie delle strutture note e non (Simulation by K. Morishima (Nagoya University) and Benoit Marini for ScanPyramids, results by K. Morishima (Nagoya University) for ScanPyramids)
Comparazione tra le muografie delle strutture note e non (Simulation by K. Morishima (Nagoya University) and Benoit Marini for ScanPyramids, results by K. Morishima (Nagoya University) for ScanPyramids)

Un gruppo di scienziati ha annunciato di aver scoperto due spazi o cavità sconosciute dentro la Grande piramide di Giza, la più grande piramide d’Egitto. Tali cavità potrebbero essere i segni di sepolture nascoste o stanze e, per questo motivo, i media di tutto il mondo hanno dato molto risalto a questa “scoperta”. Alcuni quotidiani hanno addirittura scritto che sono state trovate delle “stanze segrete” dentro la piramide.

Tuttavia, un altro gruppo di scienziati che sovrintendono questo progetto, tra cui il famoso egittologo Zahi Hawass, non pensa che siano state scoperte delle cavità o degli spazi abbastanza grandi.

Ritenuta costruita dal faraone Cheope verso il 2560 a.C., la Grande Piramide è la più grande struttura del suo genere in Egitto, e una delle tre piramidi di Giza. La costruzione originale raggiungeva i 146,6 metri di altezza mentre oggi, a causa dell’usura e delle estrazioni, si erge per 138 metri. È una delle sette meraviglie del mondo antico, ed è stato l’edificio più alto del mondo fino al completamento della Cattedrale di Lincoln in Inghilterra nel XIV secolo.

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Scoperte centinaia di scarpe nel forte romano di Vindolanda

(Vindolanda Trust)
(Vindolanda Trust)

Nel forte romano di Vindolanda, oggi in Inghilterra, sono state scoperte nel corso dell’estate oltre 400 scarpe per uomini, donne e bambini, portando il totale delle scarpe rinvenute in questo sito a oltre 7.000. Gli archeologi hanno praticamente trovato tutti i tipi di calzature possibili.

Plausibilmente alcune delle scarpe appena scoperte appartenevano a una singola persona. Andrew Birley, CEO del Vindolanda Trust e direttore degli scavi, ha parlato di un «censimento incredibile e senza paralleli di una comunità in guerra. La quantità di calzature è fantastica, vista la sua grande diversità persino per un sito come Vindolanda, che ha conservato più scarpe romane che in qualunque altro luogo dell’impero».

Le calzature sono state trovate in un fossato difensivo, insieme a reperti di ceramica e resti di cani e gatti.

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Nella tomba del guerriero di Pilo, gli anelli del potere

(Department of Classics/University of Cincinnati)
Uno dei sei pettini d’avorio rinvenuti (Department of Classics/University of Cincinnati)

Lo studio sull’eccezionale scoperta fatta un anno fa in Grecia – la tomba intatta di un guerriero a Pilo – ha ipotizzato che il ricchissimo corredo funerario potesse essere il prodotto di quella stessa comunità, e non un bottino razziato alla vicina isola di Creta.

In particolare, dicono gli archeologi, gli anelli d’oro erano anelli del potere, degli oggetti riservati solo ai governanti.

La tomba getta luce su un importante processo storico, l’estensione della cultura minoica dall’isola di Creta alla Grecia meridionale, dove formò le basi per la successiva civiltà micenea, la prima avanzata del continente europeo.

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Scoperta una porta-santuario della città biblica di Tel Lachish

(Israel Antiquities Authority)
(Israel Antiquities Authority)

Secondo la Bibbia Ebraica, re Ezechia, 12′ re del regno di Giuda, era il figlio pio di un padre non religioso, re Acaz. Appena succeduto al trono, Ezechia condusse una battaglia contro l’idolatria, ordinando che tutti i falsi idoli – oggetti, animali o altre divinità che le persone veneravano – fossero distrutti.

Ora gli archeologi al lavoro nell’anticà città di Tel Lachih, in Israele, credono di aver scoperto delle prove di questa guerra: una porta-santuario a forma di torre, un importante luogo di incontro e di culto, venne incredibilmente dissacrata dal suo stesso re con una latrina.

Non solo: nei dintorni sono state rinvenute tracce della successiva conquista della città, nel corso della famosa guerra tra regno d’Assiria e regno di Giuda, conclusasi con l’assedio di Gerusalemme.

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Quasi tutti gli esseri umani non africani risalgono alla stessa migrazione

Eske Willerslev (a sinistra) incontra gli anziani aborigeni durante la sua ricerca (Science)
Eske Willerslev (a sinistra) incontra gli anziani aborigeni durante la sua ricerca (Preben Hjort, Mayday Film)

Tre nuovi studi genomici hanno delineato un preciso quadro su come gli esseri umani si diffusero sul pianeta.

Dall’Africa, la culla dell’Homo Sapiens, gli uomini probabilmente migrarono più volte in diverse ondate, ma fu soltanto una la migrazione da cui tutti gli euroasiatici viventi oggi discendono: avvenne tra i 50.000 e i 60.000 anni fa, e ci ha dato più del 90% della nostra ascendenza.

Le ricerche sottolineano inoltre la grande particolarità degli aborigeni australiani: sono loro il popolo geneticamente più antico della Terra, praticamente immutato da circa 50.000 anni. Non a caso l’Autralia conserva alcune delle testimonianze più antiche dell’Homo Sapiens al di fuori dell’Africa.

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Trovate quattro monete Romane in un castello medievale in Giappone

(Uruma Board of Education)
Il dritto della moneta romana (Uruma Board of Education)

Quando l’archeologo Hiroyuki Miyagi aveva sentito che erano state scoperte delle monete Romane e Ottomane tra le rovine di un vecchio castello di Okinawa, in Giappone, all’inizio aveva pensato a una bufala.

«Non riuscivo a credere che avessero trovato delle monete dell’Impero romano nel castello di Kasturen», ha dichiarato Miyagi, che lavora presso l’Università Internazionale di Okinawa, alla CNN. «Ho pensato che fossero delle repliche lasciate dai turisti».

E invece le monete erano vere. È la prima volta che tali oggetti vengono scoperti in Giappone.

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Le ultime ricerche su Ötzi: una morte inaspettata, i contatti con la Toscana e una voce profonda

La mummia nel luogo di ritrovamento (Paul Hanny)
La mummia nel luogo di ritrovamento (Paul Hanny)

In occasione dei 25 anni dal suo ritrovamento, a Bolzano è stato dedicato un congresso internazionale – dal 19 al 21 settembre – a Ötzi, la famosa Mummia del Similaun, durante il quale sono stati presentati delle nuove ricerche a lui dedicate.

Tra i principali risultati scientifici, è stato scoperto che il rame con cui è stata costruita l’ascia che portava con se potrebbe non provenire dalle Alpi, come ritenuto finora, ma dai giacimenti della Toscana meridionale. Ötzi inoltre non si dedicava alla lavorazione del rame, come invece avevano fatto pensare le tracce di arsenico e rame trovate nei suoi capelli. E il suo assassinio potrebbe essere legato ad una situazione di conflitto accaduta qualche giorno prima della sua morte.

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Scoperta una rara moneta d’oro romana con l’immagine di Nerone

Una squadra di archeologi americani ha scoperto un aureo, una preziosa moneta d’oro all’epoca dei Romani. Porta l’immagine dell’imperatore Nerone, ed è stata trovata vicino alle rovine di una villa del I secolo sul Monte Sion, a Gerusalemme in Israele. «La moneta è eccezionale, perché è la prima volta che una moneta di questo tipo viene rinvenuta a Gerusalemme in uno scavo scientifico. Di solito, … Continua a leggere Scoperta una rara moneta d’oro romana con l’immagine di Nerone

Come i gatti hanno conquistato il mondo (e alcune navi vichinghe)

Un gatto mummificato dell'Antico Egitto
Un gatto mummificato dell’Antico Egitto

Migliaia di anni prima che i gatti arrivassero a dominare internet, si erano diffusi nell’antica Eurasia e in Africa, portati dai primi agricoltori, dai marinai e persino dai Vichinghi.

La ricerca, riportata dalla rivista scientifica Nature, è stata presentata a una conferenza lo scorso 15 settembre.

È il primo studio su larga scala mai effettuato sul DNA antico dei gatti. Per farlo, gli studiosi hanno sequenziato il DNA di oltre 200 gatti vissuti tra i 15.000 anni fa e il XVIII secolo d.C.

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Trovato uno scheletro umano sul relitto di Antikythera

Gli archeologi Brendan Foley, Theotokis Theodoulou e Alex Tourtas scavano il relitto di Antikythera Shipwreck, assistiti da Nikolas Giannoulakis e Gemma Smith (Brett Seymour, EUA/WHOI/ARGO)
Gli archeologi Brendan Foley, Theotokis Theodoulou e Alex Tourtas scavano il relitto di Antikythera Shipwreck, assistiti da Nikolas Giannoulakis e Gemma Smith (Brett Seymour, EUA/WHOI/ARGO)

Una squadra internazionale di ricercatori ha scoperto uno scheletro umano durante gli scavi del famoso relitto di Anticitera. La buona condizione dei resti scheletrici dell’uomo potrebbe fornire la prima traccia di DNA recuperata da una nave affondata nell’antichità.

I subacquei hanno scoperto i resti scheletrici dell’uomo, forse un membro dell’equipaggio, il 31 agosto. È qui, nel Mar Egeo, vicino all’isola greca di Anticitera, che è stato trovato il misterioso meccanismo, un avanzatissimo calcolatore astronomico. Il naufragio della nave, forse una nave greca mercantile, sarebbe avvenuto nel I secolo a.C.

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Ritrovata la HMS Terror, l’altra nave della spedizione perduta di Franklin

Il ponte della HMS Terror (Arctic Research Foundation)
Il ponte della HMS Terror (Arctic Research Foundation)

La nave perduta dell’esploratore britannico Sir John Franklin, la HMS Terror, è stata trovata in ottime condizioni sul fondo di una baia del Mar Artico, una scoperta che mette in discussione la storia di uno dei più profondi misteri della spedizione polare.

Il 12 settembre del 1846 la HMS Terror e la nave ammiraglia di Franklin, la HMS Erebus (trovata nel 2014), furono abbandonate tra i ghiacci nel corso della sfortunata spedizione per cercare il Passaggio a Nord Ovest.

Tutti i 129 uomini della spedizione Franklin morirono, fu il più grande disastro nella lunga storia delle spedizioni polari della Royal Navy. Le ricerche di soccorso continuarono per 11 anni senza trovare tracce, e il destino di quegli uomini rimase un enigma che interessò generazioni di storici, archeologi e avventurieri.

Ora il mistero sembra essere stato risolto, grazie a una missione di intrepidi esploratori e all’improbabile consiglio di un Inuit.

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