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Trovato uno scheletro umano sul relitto di Antikythera

settembre 21, 2016
Gli archeologi Brendan Foley, Theotokis Theodoulou e Alex Tourtas scavano il relitto di Antikythera Shipwreck, assistiti da Nikolas Giannoulakis e Gemma Smith (Brett Seymour, EUA/WHOI/ARGO)

Gli archeologi Brendan Foley, Theotokis Theodoulou e Alex Tourtas scavano il relitto di Antikythera Shipwreck, assistiti da Nikolas Giannoulakis e Gemma Smith (Brett Seymour, EUA/WHOI/ARGO)

Una squadra internazionale di ricercatori ha scoperto uno scheletro umano durante gli scavi del famoso relitto di Anticitera. La buona condizione dei resti scheletrici dell’uomo potrebbe fornire la prima traccia di DNA recuperata da una nave affondata nell’antichità.

I subacquei hanno scoperto i resti scheletrici dell’uomo, forse un membro dell’equipaggio, il 31 agosto. È qui, nel Mar Egeo, vicino all’isola greca di Anticitera, che è stato trovato il misterioso meccanismo, un avanzatissimo calcolatore astronomico. Il naufragio della nave, forse una nave greca mercantile, sarebbe avvenuto nel I secolo a.C.

I resti scheletrici in situ (Brett Seymour, EUA/WHOI/ARGO)

I resti scheletrici in situ (Brett Seymour, EUA/WHOI/ARGO)

Da quando venne scoperto il relitto, nel 1900, erano già stati trovati dei resti umani. La spedizione del 1976 di Jacques-Yves Cousteau e del suo equipaggio, a bordo della Calypso, ne avevano portato alla luce almeno quattro, oltre a quasi 300 preziosi manufatti. Ma questo è il primo scheletro chi si trova da quando gli scienziati sono capaci di condurre un’analisi genetica.

Le ossa trovate finora, che erano sepolte sotto mezzo metro di sabbia e frammenti di ceramica, includono parti di costole, due femori, due ossa del braccio e parti di un cranio con mascella e tre denti ancora attaccati. Sono state descritte sulla rivista scientifica Nature.

Recuperare il DNA

L’esperto in DNA antico presso il Museo di storia naturale di Danimarca a Copenhagen, Hannes Schroeder, ha potuto visionare le ossa di persona, determinando che probabilmente appartenevano alla stessa persona – un giovane uomo. «Contro tutte le previsioni, le ossa sono sopravvissute a oltre 2.000 anni sul fondo del mare, e sembrano in condizione abbastanza buona, il che è incredibile», dice.

Le parti del cranio sembrano particolarmente promettenti per quanto riguarda l’estrazione del DNA, poiché contenevano la parte petrosa, una parte di osso temporale a forma di piramide quadrangolare. Situata alla base del cranio, quest’area contiene parte del più denso materiale osseo nel corpo, ed è considerato uno dei migliori posti per trovare del DNA. Se ce ne fosse abbastanza, potremmo conoscere l’aspetto fisico del giovane, o da quale parte del mondo venisse.

Una immagine del cranio, quasi intatto (Brett Seymour, EUA/WHOI/ARGO)

Una immagine del cranio, quasi intatto (Brett Seymour, EUA/WHOI/ARGO)

Il meccanismo di Anticitera

Dato che il relitto era stato individuato la prima volta da un gruppo di pescatori di spugne nel 1900, numerosi oggetti sono stati portati in superficie. Le prime spedizioni, nel 1901, trovarono tesori a volontà: dozzine di statue di marmo, scheletri dei membri dell’equipaggio e lo spettacolare “computer” di bronzo soprannominato il meccanismo di Anticitera.

Questo curioso congegno, descritto dal Ministero ellenico della Cultura e dello Sport come il più complesso oggetto antico mai scoperto, è stato trovato in 82 frammenti. Conteneva ruote, quadranti e oltre 30 ingranaggi. La complessità e l’intricata progettazione ha incuriosito gli esperti per decenni; alla fine si è scoperto che era capace di mostrare le fasi lunari e le posizioni di Sole, Luna e pianeti in date particolari.

Tra i vari oggetti emersi dal relitto ci sono anche dei beni di lusso: pezzi di giochi da tavolo, strumenti musicali e persino il braccio di quello che sembra essere stato un trono di bronzo.

Ma mentre gli oggetti trovati nel sito forniscono informazioni importanti sulla vita di migliaia di anni fa, questo scheletro rappresenta un collegamento vitale con gli antichi – in particolare con l’equipaggio di questa nave, dice Brendan Foley, un archeologo marino della WHOI che ha partecipato allo scavo del 2016. «Gli archeologi studiano il passato umano attraverso gli oggetti che i nostri antenati hanno creato. Ora abbiamo un collegamento diretto con questa persona, che navigò e morì a bordo della nave di Anticitera», ha detto Foley. «Non conosciamo niente del genere».

Woods Hole Oceanographic Institution

Live Science

Nature

Lo scorso giugno, ad Atene, era stata presentata l’analisi completa delle iscrizioni trovate sul meccanismo di Anticitera.

Nel 2014 era stata avanzata la possibilità di un secondo relitto.

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