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Trovate quattro monete Romane in un castello medievale in Giappone

settembre 28, 2016
(Uruma Board of Education)

Il dritto della moneta romana (Uruma Board of Education)

Quando l’archeologo Hiroyuki Miyagi aveva sentito che erano state scoperte delle monete Romane e Ottomane tra le rovine di un vecchio castello di Okinawa, in Giappone, all’inizio aveva pensato a una bufala.

«Non riuscivo a credere che avessero trovato delle monete dell’Impero romano nel castello di Kasturen», ha dichiarato Miyagi, che lavora presso l’Università Internazionale di Okinawa, alla CNN. «Ho pensato che fossero delle repliche lasciate dai turisti».

E invece le monete erano vere. È la prima volta che tali oggetti vengono scoperti in Giappone.

Il sito di scavo (Uruma Board of Education)

Il sito di scavo (Uruma Board of Education)

Le monete scoperte sono in totale dieci; quattro, di rame, provengono dall’impero romano e risalgono al III o IV secolo. Il castello esistette dal XII al XV secolo.

Una moneta è ottomana e altri cinque oggetti metallici sembrano anch’essi delle monete.

Una scoperta fortunata

Dal 2013, un team di archeologi del Board educazione della città di Uruma, scava il castello di Kasturen – un sito patrimonio dell’UNESCO – che si trova a Okinawa, nel sud del Giappone.

Ma le antiche monete – dieci in totale – sono state scoperte solo recentemente quando Toshio Tsukamoto, un ricercatore del Dipartimento delle proprietà culturali del tempio di Gangoji, le ha individuate durante il viaggio verso il castello da Nara. La scoperta è stata annunciata lunedì dal Board educazione di Uruma.

«Ero venuto ad analizzare i manufatti scoperti, come l’armatura di un samurai giapponese, quando ho intravisto le monete», racconta Tsukamoto. « Avevo partecipato a scavi in Egitto e in Italia, e avevo visto molte monete Romane prima, per questo le ho riconosciute immediatamente». Le monete sono state poi sottoposte a Miyagi, che le ha esaminate ai raggi X. «Si possono vedere meglio le incisioni sulle monete quando usiamo i raggi X». Infatti i disegni su entrambi i lati non sono chiari per via dell’abrasione. Basandosi sull’analisi a raggi X, tuttavia, le monete sembrano portare un’immagine di Constantino I e di un soldato con la lancia.

L’archeologo ha anche scoperto che la moneta ottomana aveva iscrizioni risalenti al 1687, mentre le monete romane sembrano essere molto più antiche.

Il rovescio della moneta ottomana (Uruma Board of Education)

Il rovescio della moneta ottomana (Uruma Board of Education)

Origini misteriose

È difficile dire da dove provenissero esattamente queste monete, dice Masaki Yokou, portavoce del Board educazione di Uruma.

Soprannominandola “una strana e interessante scoperta”, Yokou ha spiegato che il castello di Katsuren era noto per aver avuto relazioni commerciali con la Cina e altri paesi asiatici vicini nel XIV e XV secolo. «Non pensiamo che ci sia un collegamento diretto tra l’Impero romano e il castello di Katsuren, ma la scoperta conferma come questa regione abbia avuto relazioni commerciali col resto dell’Asia», ha detto.

Sia Yokou sia Tsukamoto hanno ipotizzato che le monete finirono in Giappone dopo essere passate attraverso diverse rotte commerciali tra l’Occidente e l’Asia.

Miyagi, che ha definito la scoperta “notevole”, ha detto che il prossimo passo sarà trovare e scoprire esattamente come queste monete siano finite in Giappone.

Altri manufatti rinvenuti in questo scavo includono delle ceramiche giapponesi e oggetti usati per gli abitanti del castello, oltre a monete cinesi e ceramiche acquistate grazie al commercio con la Cina. «Le ceramiche e le monete cinesi risalgono ad almeno 600-700 anni. Ci piacerebbe analizzare questi oggetti insieme alle monete romane, per scoprire come siano finite qui», ha detto Miyagi.

(Uruma Board of Education)

Il castello fa parte del patrimonio UNESCO Siti Gusuku e beni associati del reame delle Ryu Kyu (Uruma Board of Education)

The Japan Times

CNN

6 commenti leave one →
  1. Liutprand permalink
    settembre 29, 2016 8:53 am

    Avevo letto di monete romane rinvenute in Cina. Il Giappone è una novità.

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  2. Liutprand permalink
    settembre 29, 2016 9:09 am

    Scusate, non si tratta della Cina, ma del Vietnam (delta del fiume Mekong).

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  3. settembre 29, 2016 4:28 pm

    Tecnicamente é possibile che navi romane siano arrivate anche in Giappone. resta comunque la spiegazione di scambi commerciali con paesi asiatici come Vietnam e Cina.

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  4. Claudio permalink
    settembre 30, 2016 10:12 am

    Una precisazione: nell’articolo si continua a parlare di “monete romane in Giappone”, ma bisogna sottolineare che Okinawa dista oltre 600 km dal Giappone (e 500km da Taiwan).
    Storicamente l’isola non faceva parte del Giappone: si trattava di un regno indipendente, divenuto poi tributario della Cina, e successivamente (anche) del Giappone. Viene annesso al Giappone solo nel 19° secolo.
    Nel tardo medioevo e nell’età moderna gli abitanti di Okinawa sono noti come pescatori, mercanti e pirati, con una zona di operazioni che giunge quantomeno fino alle Filippine.
    Giusto per dire che gli abitanti di Okinawa possono essere andati molto lontano per procurarsi quelle monete.

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  5. Roberto Ferretti permalink
    settembre 30, 2016 8:14 pm

    Non dimentichiamo che fin dal tempo degli antichi romani c’era un commercio molto fiorente di spezie provenienti dall’estremo oriente.

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  6. febbraio 20, 2017 4:31 pm

    La particolarità di Okinawa è nota a chiunque si sia mai documentato sulla storia di questa isola del Pacifico. Propaggine sud del Giappone, ne rappresentò per lunghi periodi la porta commerciale con la Cina. La cultura dell’isola rappresenta una singolarità e possiede diversi tratti originali rispetto a quella del Giappone….essendo stata appunto luogo di commercio, l’ipotesi più verosimile, per giustificare razionalmente il ritrovamento, è quella dell’approdo di bastimenti commerciali provenienti dall’Asia continentale abitualmente avvezza allo scambio della seta ed altre materie preziose con il medio oriente e tramite questo con l’area mediterranea degli imperi post romani, come quello Ottomano….anche oggi monete di altri paesi, molto simili alle nostre si possono mischiare alle nostre e si trovano in circolazione…ricordiamo per finire che il valore delle monete in passato era reale, o quasi….quindi non era il conio ad interessare, ma il suo valore materiale derivante dalla quantità di metallo prezioso.

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