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Due relitti romani pieni di anfore alle Eolie

ottobre 18, 2014

Verrebbe quasi da definirlo un “cimitero subacqueo delle anfore”, ad evocare l’imponenza di due relitti romani affondati oltre duemila anni fa. È la sorpresa che, a oltre 120 metri di profondità, nelle acque delle isole Eolie, tra Lipari e Panarea, gli archeologi subacquei si sono trovati di fronte.

Nel mese di settembre l’équipe di tecnici della Soprintendenza del Mare, capitana da Sebastiano Tusa e Roberto La Rocca con l’ausilio di Salvo Emma, ha effettuato una serie sistematica di immersioni nei siti subacquei di Capistello, per indagare i relitti Panarea II e Panarea III già individuati negli ultimi quattro anni. Ma stavolta è stata la collaborazione con la Global Underwater Explorers (GUE) nell’ambito del progetto “Project Baseline”, a dare una svolta alle ricerche, grazie a due sommergibili “Triton submersibles” biposto dotati di braccio meccanico e attrezzature di documentazione videofotografiche. L’area dei relitti, a 120 metri di profondità, è stata così indagata in modo più approfondito con importanti risultati.

(Il Messaggero)

(Il Messaggero)

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Un tesoro nel relitto di Anticitera. E forse una seconda nave

ottobre 16, 2014

Dopo tre settimane di immersioni al largo dell’isola di Anticitera, una spedizione internazionale ha prodotto i risultati sperati: prove che il relitto del 70 a.C. contiene ancora molti dei suoi tesori, e l’autorizzazione per continuare gli scavi archeologici.

Forse la cosa più interessante è stato scoprire che ci sono due relitti sul fondo del mare, non solo uno. Il relitto principale proviene da una nave molto grande per l’epoca (50 metri). Il secondo possibile relitto si trova a circa 200 metri.

Edward O'Brien, della Woods Hole Oceanographic Institution, scende nel mare con la "Exosuit" (Brett Seymour, Return to Antikythera 2014)

Edward O’Brien, della Woods Hole Oceanographic Institution, scende nel mare con la “Exosuit” (Brett Seymour, Return to Antikythera 2014)

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L’arte rupestre in Indonesia antica come in Europa

ottobre 14, 2014

L’Europa non è l’unica parte del mondo dove, circa 40.000 fa, la creatività umana conobbe l’esplosione testimoniata dall’arte rupestre. Lo rivela la datazione delle pitture sulle pareti di alcune caverne dell’isola di Sulawesi, in Indonesia, rivelatesi contemporanee di quelle dei più antichi artisti europei: le impronte di mani risalgono in entrambi i casi a circa 40.000 anni fa, e le raffigurazioni di animali a 35.000. Questa coincidenza temporale suggerisce che già i primi gruppi umani che uscirono dall’Africa fossero in possesso di questa abilità.

(Maxime Aubert, Griffith University, Australia)

Altre pitture rupestri rinvenute sul’isola oltre mezzo secolo fa e non ancora datate. Secondo gli studiosi sarebbero coeve della mano e del babirussa (Maxime Aubert, Griffith University, Australia)

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Un Gesù senza barba trovato in Spagna

ottobre 12, 2014
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Gli archeologi in Spagna hanno trovato una delle prime immagini note di Gesù. È incisa su un piatto di vetro risalente al IV secolo.

Il piatto sarebbe una patena, un oggetto liturgico usato per tenere il pane dell’eucaristia durante i primi rituali cristiani. Misura 22 cm di diametro e i suoi frammenti sono stati rinvenuti nei pressi dalla città di Linares.

(FORVM MMX)

(FORVM MMX)

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Tracce del terremoto del 363 a Hippos

ottobre 10, 2014
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Gli archeologi hanno scoperto alcune tracce di un forte terremoto avvenuto oltre 1.700 anni fa nella regione del lago di Tiberiade, in Israele.

Gli scheletri ritrovati, ammassati sotto un tetto collassato, dipingono uno scenario di morte e distruzione causato da un terremoto che colpì la regione nel 363 d.C.

(Michael Eisenberg)

Hippos (Michael Eisenberg)

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Oltre 50 geoglifi scoperti in Kazakistan

ottobre 8, 2014

Oltre 50 geoglifi di varie forme e misure, tra cui una enorme svastica, sono state scoperte in Kazakistan, in Asia.

Le opere, principalmente dei cumuli di terra, somigliano per genere alle famose Linee di Nazca in Perù. Quelle appena identificate si estendono dai 90 ai 400 metri di diametro.

(DigitalGlobe, courtesy Google Earth)

(DigitalGlobe, courtesy Google Earth)

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Scoperta una donna egizia con 70 extension

ottobre 5, 2014

Oltre 3.300 anni fa, nell’antica città di Akhetaton in Egitto, venne sepolta una donna con un’acconciatura incredibilmente elaborata, completa di numerose extension.

Non fu mummificata: il suo corpo venne semplicemente avvolto in un tessuto. “Portava un’acconciatura molto complessa con circa 70 extension”, scrive Jolanda Bos, archeologa per l’Amarna Project, sul Journal of Egyptian Archaeology.

Non si conosce il nome della donna, ma è una delle centinaia di persone, molte delle quali conservano ancora la capigliatura, che furono sepolte in un cimitero vicino a quella che oggi si chiama Amarna.

(Jolanda Bos and Lonneke Beukenholdt)

(Jolanda Bos and Lonneke Beukenholdt)

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