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Incendio di Notre-Dame: cosa è andato perduto e cosa si è salvato

aprile 17, 2019

(Stephane Rochon Vollet—Abaca/SIPA)

La Cattedrale di Notre-Dame di Parigi ospita inestimabili reliquie religiose, opere d’arte, rosoni, organi e statue, ed è lei stessa un gioiello dell’arte gotica. Il disastroso incendio di lunedì ha messo seriamente in pericolo l’intero edificio, bruciando la guglia, il tetto e il telaio di legno che lo sosteneva, opera originale del ‘300. Sono state invece messe al sicuro molte opere del Tesoro della cattedrale quali la Corona di Spine, mentre le più importanti opere rimaste nella cattedrale si sono salvate.

(AFP/Philippe Wojazer)

L’incendio

Le cause dell’incendio sono ancora da chiarire, ma sono probabilmente dovute ai lavori di restauro. Una prima allerta anti-incendio era scattata alle 18:20 di lunedì, ma è solo alla seconda allerta, verso le 18:45, che il personale ha scoperto l’incendio, ormai troppo tardi. Gli ultimi fuochi verranno spenti alle 3:30 di notte. «La cattedrale era stata attaccata due volte dai francesi stessi», ha spiegato a BFM TV lo storico dell’arte Alexandre Gady. «Durante la Rivoluzione francese venne devastata, e durante la Comune di Parigi nel 1871 provarono a incendiarla. Nel 1918 l’esercito tedesco tirò una bomba dalla foresta della Piccardia con un grosso cannone Berta (Parisgeschütz, ndr), ma il colpo era troppo corto e cadde su Saint Gervais il Venerdì Santo (91 morti). Nella Seconda guerra mondiale i tedeschi non hanno danneggiato la cattedrale. Dunque questo non era mai successo nella storia del nostro paese. Siamo veramente stupiti di vedere queste immagini nel momento in cui siamo un grande paese civilizzato, ricco e prospero. Fa stringere il cuore».

Le opere perse:

Il tetto

Il tetto con tegole in lastre di piombo era originale e due terzi sono andati perduti. All’altezza del transetto (la parte che interseca perpendicolarmente la navata), l’incendio ha causato un buco di diversi metri e alcune volte sono crollate.

(AFP/Getty Images)

(Philippe Wang/Getty Images)

(AFP/Philippe Wosajer)

(Bastien Louvet, SIPA)

(Francois Guillot/AFP/Getty Images)

(Christophe Morin/Bloomberg via Getty Images)

(AFP/Getty Images)

La forêt

Il telaio di legno sotto il tetto era un’eccezionale opera di carpenteria quasi interamente originale. Soprannominata la “foresta”, per la sua realizzazione erano state tagliate circa 1300 querce. L’immensa struttura era lunga 100 metri, larga 13 e alta 10. Era una delle opere di carpenteria più antiche di Francia, completata all’inizio del XIII secolo, con alcuni elementi risalenti all’VIII secolo. Ne sono andati bruciati due terzi.

La forêt (notredamedeparis.fr)

(DR)

(Thibault Camus/AP)

La flèche

Uno dei simboli della cattedrale, la guglia è crollata alle 19:53 sotto le fiamme alimentate da un forte vento, distruggendo la volta sottostante. Arroccata a 93 metri di altezza, non era facilmente raggiungibile dai pompieri ed è andata totalmente bruciata. Venne disegnata da Eugène Viollet-le-Duc e costruita nel 1859-1860 con 500 tonnellate di legno e 250 di piombo.

(Benoit Tessier/Reuters)

(Geoffroy Van Der Hasselt/AFP/Getty Images)

(Daniel Fouray)

I resti della guglia caduti nella navata (LP/Arnaud Journois)

(LP/Arnaud Journois)

(LP/Arnaud Journois)

Le opere salvate:

Le 16 statue della guglia

Le statue di rame dei 12 apostoli e dei 4 evangelisti sul tetto, intorno alla flèche, si sono salvate. Erano state rimosse lo scorso giovedì per essere restaurate, e quindi sono sfuggite al disastro.

La rimozione delle statue lo scorso 11 Aprile (REUTERS)

Il gallo della guglia

Si pensava fosse andato bruciato, e invece è stato ritrovato ieri sera per terra, caduto miracolosamente fuori dall’incendio. «Il gallo si è salvato. Il capo architetto dei monumenti storici aveva il gallo tra le sue braccia», riporta il Ministero della Cultura. «È ammaccato ma probabilmente restaurabile. Visto il suo stato, non è stato possibile verificare se contiene ancora le reliquie». Nel gallo c’erano una delle 70 spine di Santa Corona di Cristo, una reliquia di Saint Denis e una di Santa Genoveffa. È l’architetto Philippe Villeneuve, responsabile della ristrutturazione di Notre-Dame, che ha fatto la scoperta.

(Twitter, Jacques Chanut)

Il Tesoro e le reliquie

La reliquia più preziosa conservata a Notre Dame è la Santa Corona, posta, secondo la tradizione cattolica, sulla testa di Gesù poco prima della sua crocifissione. La corona e la tunica di Saint Louis erano state portate al sicuro nell’Hôtel de ville (il municipio) all’inizio dell’incendio. Notre-Dame conserva altre due reliquie della Passione di Cristo: un pezzo della Croce e un chiodo della Passione.

La Santa Corona nel 2014 (PHILIPPE WOJAZER, REUTERS)

La tunica nel novembre 2012 (PATRICK KOVARIK, AFP)

Alcune opere messe al sicuro nell’Hôtel de ville, il 16 aprile (BENOIT TESSIER / REUTERS)

CreditThomas (Samson/Agence France-Presse, Getty Images)

Gli organi

Ci sono tre organi: quello del coro (del XIX secolo), quello positivo e soprattutto l’organo maggiore. Costruito nel XV secolo, l’organo maggiore si è espanso gradualmente fino a raggiungere le sue dimensioni attuali, dotato di quasi 8000 canne e 5 tastiere. Ha attraversato la Rivoluzione senza danni, utilizzato per eseguire musiche patriottiche come “La Marseillaise” e “Ah ça vais”, e ha resistito ancora. Il piccolo organo sotto la guglia è stato invece danneggiato.

(Stephane De Sakutin, AFP)

I rosoni

I tre rosoni di Notre-Dame (facciata, nord e sud) si sono salvati tutti. Sono enormi vetrate medievali che presentano rispettivamente nel loro centro la Vergine, il Bambin Gesù e il Cristo, oltre a profeti, santi, angeli e re. Furono costruiti nel XIII secolo e poi rinnovati più volte. I rosoni nord e sud, i due più grandi, hanno un diametro di 13 metri. Quello più a rischio era quello a nord: il più bello e antico, e quello modificato meno. Le altre vetrate sembrano in buone condizioni, ma il piombo che le sostiene potrebbe aver sofferto il fuoco.

(DR)

(DR)

Il rosone nord (Steve Tulley/Alamy Stock Photo)

Coro e abside

Delle 37 statue della Vergine, è famosa quella scolpita tra il 1712 e il 1728 dello scultore Nicolas Coustou, una Pietà commissionata da Luigi XIV secondo il volere di suo padre Luigi XIII. Mostra la Vergine piangente con il corpo di Cristo sceso dalla croce. Alle spalle, intatte, vi sono la Croce (e la Gloria), opera del 1993 dell’artista Marc Couturier. Stessa buona sorte per le statue inginocchiate di Luigi XIII e Luigi XIV. Non è chiaro lo stato del coro ligneo che rappresenta le scene di vita di Gesù, capolavoro dell’arte gotica.

(Petit Tesson / POOL / AFP)

I grandi Mays

Tra il 1630 e il 1707, quasi ogni anno la corporazione degli orafi parigini donò una tela alla cattedrale. Di questi 76 “Grandi Maggi”, 13 erano ancora esposti nelle varie cappelle della navata. Uno dei più bei dipinti è La Visitation de Jean Jouvenet (1716), capolavoro del XVIII secolo e vestigia del coro barocco della cattedrale. Alcuni dipinti erano troppo grandi per essere rimossi in tempo, il loro stato è in corso di valutazione.

Il Bourdon

Nella torre sud si trova la più grande campana di Notre-Dame chiamata “Bourdon” (calabrone). Suona durante le principali festività cattoliche e in occasione di grandi eventi. Il Bourdon venne fuso più di 300 anni fa e battezzato Emmanuel dal suo padrino Luigi XIV. Pesa 13 tonnellate e il suo batacchio (il pendolo interno) pesa 500 chili.

Il bourdon di Notre-Dame, nel febbraioi 2013 (CHARLES PLATIAU, REUTERS)

(LP/Arnaud Journois)

(LP/Arnaud Journois)

(Lewis Joly, SIPA)

(JB Autissier/Panoramic/Reuters)

Le Parisien

Le Monde

AFP

One Comment leave one →
  1. aprile 17, 2019 6:43 pm

    Ah ça vais credo sia un motto di spirito coniato sul titolo originale, che è Ça ira 😀

    Mi piace

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