160 tombe della dinastia Han a Zhengzhou

Il pavimento rituale di mattoni incisi con piante e animali (Xinhua)

Nel centro della Cina, gli archeologi hanno scoperto un totale di 160 tombe antiche. Risalirebbero alla dinastia Han (202 a.C. – 220 d.C.) e contenevano oltre 1.000 oggetti funerari, tra cui monete, ceramiche, reperti di bronzo e di ferro, e soprattutto un eccezionale pavimento rituale con le incisioni di piante e animali. Nonostante l’abbondanza di manufatti, gli archeologi pensano che le tombe appartenessero alla popolazione comune, e non alle famiglie reali.

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Un cimitero dell’Antico Regno a Giza

(Mohamed Abd El Ghany, Reuters)

Gli archeologi hanno scavato un antico cimitero vicino alle famose piramidi di Giza, appena fuori dal Cairo. Nella parte scoperta, tra i pozzi funerari e le tombe degli alti funzionari Egizi, spicca una bella statua in calcare della V dinastia (2465-2323 a.C.). Il cimitero venne riutilizzato nel Periodo tardo (664-332 a.C.), poiché gli archeologi hanno trovato bare dipinte e maschere funerarie di quell’epoca.

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Scoperta la Sala della Sfinge nella Domus Aurea

Un centauro (Parco archeologico del Colosseo)

Una nuova sala è stata scoperta nella Domus Aurea, la maestosa residenza del I secolo d.C. dell’imperatore Nerone. Soprannominata “Sala della Sfinge”, contiene una volta interamente decorata con pitture murali di pantere, centauri rampanti e persino una sfinge solitaria. Secondo l’ANSA, i tecnici vi si sono imbattuti durante il restauro di un ambiente contiguo.

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Scoperto l’Homo Luzonensis nelle Filippine

La grotta di Callao sull’isola di Luzon nelle Filippine (Callao Cave Archaeology Project)

Un nuovo ramo è stato aggiunto all’albero dell’evoluzione umana dopo che una nuova, antica specie umana, l’Homo luzonensis, è stata scoperta nelle Filippine. Sono almeno tre individui di circa 67.000 anni fa. Tra il 2007 e il 2015, i ricercatori ne hanno trovato 13 ossa nei sedimenti della grotta di Callao, sull’isola di Luzon. La scoperta riecheggia l’enigmatico Homo floresiensis scoperto in Indonesia: entrambi piccoli e ritrovati incredibilmente su delle isole.

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Incendio di Notre-Dame: cosa è andato perduto e cosa si è salvato

(Stephane Rochon Vollet—Abaca/SIPA)

La Cattedrale di Notre-Dame di Parigi ospita inestimabili reliquie religiose, opere d’arte, rosoni, organi e statue, ed è lei stessa un gioiello dell’arte gotica. Il disastroso incendio di lunedì ha messo seriamente in pericolo l’intero edificio, bruciando la guglia, il tetto e il telaio di legno che lo sosteneva, opera originale del ‘300. Sono state invece messe al sicuro molte opere del Tesoro della cattedrale quali la Corona di Spine, mentre le più importanti opere rimaste nella cattedrale si sono salvate.

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Una nuova sala del tempio di Ramses II ad Abydos

(Ministero delle Antichità d’Egitto)

Gli scavi archeologici nel tempio funerario di Ramses II, ad Abydos, hanno portato alla luce un nuovo edificio. Abydos era una delle città più antiche e sante d’Egitto, e ospita il grande tempio funerario di Seti I, padre di Ramses II. Nel nuovo edificio – forse un vestibolo o una sala reale – gli archeologi hanno scoperto le pietre angolari ancora incise coi cartigli di Ramses II.

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La peste nera del ‘300 nell’Africa subsahariana?

Nel Medioevo, gli Etiopi adottarono santi europei della peste, tra cui san Sebastiano, qui mostrato in una pittura murale del XVII secolo in una chiesa etiope (Claire Bosc Tiesse and Anaïs Wion)

Lo Yersinia pestis, il batterio che provocò la peste nera tra il 1347 e il 1352 d.C., fece fino a 200 milioni di morti tra Europa, Asia e nord Africa. Finora si pensava che non avesse attraversato il deserto del Sahara e quindi l’Africa subsahariana. Nuove ricerche basate su prove storiche, genetiche e su siti archeologici quali Akrokrowa (Ghana) e Kirikongo (Burkina Faso), mostrano invece possibili segni della peste nera.

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Un carico di tegole romane

(Sebastià Munar / Consell de Mallorca)

Gli archeologi subacquei hanno scoperto i resti di una nave commerciale del I-II secolo d.C. nelle acque di Maiorca, in Spagna. Il carico – tegole e altri materiali da costruzione – non arrivò mai a destinazione poiché probabilmente la nave venne sorpresa da una tempesta e si schiantò sugli scogli vicino alla costa.

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I più antichi tatuaggi figurativi sulle mummie di Gebelein

(Trustes of the British Museum)

Un toro selvatico, una pecora crinita e motivi a forma di S sono stati scoperti su due mummie egizie nel British Museum, a Londra. Mai notati finora, i corpi dei cosiddetti Uomo e Donna di Gebelein conservano i tatuaggi figurativi più antichi del mondo. Vissero nell’Egitto predinastico, tra il 3351 e il 3017 a.C., più o meno contemporanei del famoso Ötzi.

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La grotta del dio giaguaro a Chichén Itzá

Guillermo de Anda (Karla Ortega, Proyecto Gran Acuífero Maya)

Una grotta intatta piena di offerte rituali maya è stata scoperta vicino alla famosa città di Chichen Itza, in Messico. Ci sono piatti, vasi e soprattutto bruciatori d’incenso dedicati a Tlaloc, il dio dell’acqua mesoamericano. È possibile che i Maya stessero cercando il favore degli dèi per far fronte a una grave siccità durante il periodo classico tardo e terminale (700-1000 d.C.). La grotta, già nota in passato ma dimenticata, deve il suo nome a Balamku, il “dio giaguaro” che poteva entrare o uscire dagli inferi.

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L’antica fortezza greco-battriana di Uzundara

Immagine aerea di Uzundara (Nigora Dvurechenskaya et al.)

In Uzbekistan, una missione archeologica sta portando alla luce un poco conosciuto sistema di fortificazioni di epoca ellenistica. Lungo 908 metri, proteggeva il confine settentrionale del regno greco-battriano contro le incursioni dei nomadi. I ritrovamenti di armi e monete hanno datato al 290 a.C. la costruzione di Uzundara, dove per i successivi 150 anni si sarebbe installata una guarnigione macedone.

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Lo scheletro di una ragazzina vicino alla piramide di Meidum

(Ministero delle Antichità egiziano)

Nel cimitero accanto alla piramide di Meidum, in Egitto, gli archeologi hanno rinvenuto lo scheletro di una giovane di circa 13 anni. La piramide, costruita forse intorno al 2.600 a.C., è la prima ad avere la forma canonica a facce piane. La ragazzina era stata sepolta in posizione fetale, senza alcuna offerta funeraria.

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