La seta più antica del mondo

Le più antiche tracce di seta prodotta con i bachi da seta sono state rinvenute in Cina in alcune tombe di 8.500 anni, ovvero molto prima di quanto si credesse.
La seta era un bene di lusso raro nel mondo antico. La sua fama diede il nome alla cosiddetta Via della Seta, la leggendaria rete di strade commerciali che una volta collegava Oriente e Occidente, Cina e Roma.
Il segreto di come produrre la seta era stato scoperto in Cina. Seconda una leggenda cinese, dopo che un bozzolo di baco da seta cadde in una tazza da tè della moglie “dell’imperatore giallo” Huang Di, si scoprì come il bozzolo potesse produrre un filo lungo un chilometro.
Trovato a Gela un megalite usato come calendario solare

Ad appena dieci chilometri dalla città di Gela, in Sicilia, un gruppo di quattro appassionati di archeologia è riuscito a identificare una nuova “pietra calendario”, una pietra forata in grado di segnare lo scorrere delle stagioni e degli anni. Un esperimento ha dimostrato che nel giorno del solstizio d’inverno, quando il Sole è allo zenit, la luce si staglia all’interno del foro.
«È stata un’impressione molto forte, potente. L’equazione con la “pietra forata” di San Cipirello è immediata», ha commentato l’archeologo Ferdinando Maurici, direttore del museo di Terrasini (Palermo).
Il megalite sarebbe stato forato dagli uomini nel periodo preistorico probabilmente tra il VI e il III millennio a.C.
Continua a leggere “Trovato a Gela un megalite usato come calendario solare”
Un muro indica nuove tombe da scavare a Qubbet el-Hawa

Un muro alto due metri è stato scoperto vicino alle tombe tagliate nella roccia nel sito di Qubbet el-Hawa, grazie alla squadra di archeologi dell’Università di Birmingham, all’Egypt Exploration Society, e al Qubbet Al-Hawa Research Project (QHRP). Il muro forniva un sostegno alle tombe dell’Antico regno scavate nelle terrazze vicine.
«I ritrovamenti stanno profondamente cambiando la nostra comprensione del paesaggio funerario in quest’area durante l’Antico Regno e il Primo periodo intermedio nel 2.278-2.184 a.C. Non penso che qualcuno sappia di già a chi appartengano le tombe», ha dichiarato Carl Graves, dottorando al lavoro insieme a Martin Bommas, direttore della spedizione.
Continua a leggere “Un muro indica nuove tombe da scavare a Qubbet el-Hawa”
Le 9 scoperte archeologiche più grandi del 2016

Quest’anno gli archeologi hanno portato alla luce dei tesori che hanno rivelato non solo strane pratiche (come la costruzione di una piramide dentro una piramide dentro una piramide), ma anche i segreti di alcuni dei manufatti più noti. Dai Rotoli del Mar Morto alla più giovane mummia mai trovata in Egitto, da un complesso megalitico di 1.500 anni fino alla tomba di Gesù, ecco uno sguardo su alcune delle più interessanti scoperte archeologiche del 2016.
Continua a leggere “Le 9 scoperte archeologiche più grandi del 2016”
Le prime tracce di verdure cotte trovate nel Sahara

Quando immaginiamo i cacciatori-raccoglitori neolitici, probabilmente pensiamo a delle persone che mangiano all’aperto dei grossi pezzi di carne intorno a un fuoco. Ma la verità è che in molti, 10.000 anni fa, mangiavano più verdure e cereali che carne.
I ricercatori dell’Università di Bristol e della Sapienza di Roma, con la collaborazione delle Università di Milano e Modena, hanno fatto questa scoperta dopo un’analisi chimica approfondita su 110 frammenti di ceramica trovati nel deserto del Sahara in Libia; all’epoca, la regione era un’umida savana piena di laghi, greggi di animali e una vegetazione rigogliosa.
Continua a leggere “Le prime tracce di verdure cotte trovate nel Sahara”
Scavate altre statue della dea Sekhmet

Uno missione archeologica europea-egiziana ha portato alla luce quattro statue di 3.000 anni della dea Sekhmet con testa di leonessa, nel tempio funerario del faraone Amenofi III, di fronte a Luxor. Le statue, tre busti e un torso senza testa, sono state scoperte nella sala dell’ipostilo.
Nella mitologia egizia Sekhmet era la figlia del dio sole Ra ed era nota anche per i suoi poteri di guarigione. In questo tempio sono numerose le sue statue poiché Amenofi III, afflitto da dolorose patologie verso la fine della sua vita, ne cercò la benevolenza e la protezione.
Un raro amuleto di Odino scoperto in Danimarca

Un cercatore d’oro amatoriale di nome Carsten Helm, in compagnia dei suoi due figli di 10 e 12 anni, ha scoperto una serie di oggetti d’oro del VI secolo d.C. sull’isola di Lolland, in Danimarca. Tra essi vi è un cosiddetto bratteato, un sottile medaglione d’oro portato come un gioiello durante l’Età del Ferro germanica.
Gli archeologi del Museo di Lolland-Falster credono che l’immagine sull’amuleto dipinga il dio norreno Odino. La loro conclusione si basa su altri ritrovamenti di bratteati simili che includono un’iscrizione runica che recita “L’Alto” (o “L’eccelso”), uno degli epiteti di Odino.
Inciso sul medaglione vi è anche una svastica.
Continua a leggere “Un raro amuleto di Odino scoperto in Danimarca”
Ricostruito il volto di un abitante di Gerico

Gli archeologi del British Museum hanno accuratamente ricostruito il viso di un uomo vissuto 9.500 anni fa nell’antica città di Gerico, permettendoci di vedere per la prima volta il suo aspetto.
La ricostruzione è stata realizzata grazie a una microtomografia computerizzata che aveva rivelato nuovi dettagli. Noto come il Cranio di Gerico, era stato trovato nel 1953 nella regione di Gerico, oggi in Cisgiordania (Palestina), dalla famosa archeologa britannica Kathleen Kenyon (1906–1978).
Continua a leggere “Ricostruito il volto di un abitante di Gerico”
Lo studio di Vlochós rivela un’importante città greca

Un nuovo scavo ha rivelato che un antico insediamento greco, ritenuto essere un piccolo villaggio, fosse in realtà una città importante.
Le rovine a Vlochós, nella Tessaglia occidentale, erano note da 200 anni (gli annunci di città “perduta” o “scoperta” sono dunque infondati, ndr). Finora, tuttavia, il sito non era stato studiato in modo sistematico, e gli archeologi l’avevano considerato una sorta di “luogo isolato”, dice Robin Rönnlund, dottorando in archeologia presso l’Università di Goteborg (Svezia) e a capo della ricerca.
«Il nostro progetto copre un buco importante nella conoscenza dell’area, e mostra che rimane molto da scoprire sul suolo greco», dice.
Continua a leggere “Lo studio di Vlochós rivela un’importante città greca”
Recuperati migliaia di reperti in un sito sacrificale in Cina

In Cina è stato scavato un sito sacrificale che potrebbe essere stato utilizzato dagli imperatori delle dinastie Qin (221 – 206 a.C.) e Han Occidentale (206 a.C. – 24 d.C.). Secondo China Daily il team di scavo ha recuperato 2.109 manufatti, tra cui oggetti di giada, tegole, ornamenti in bronzo, carri e i resti di cavalli.
«Lo scavo si è concentrato su dei pozzi sacrificali e su una piattaforma di terra, sulle vestigia di due siti con caratteristiche diverse, ed è la prima volta che abbiamo tali siti sacrificali di epoca imperiale, che corrispondono alle fonti antiche», dice il ricercatore Tian Yaqi dell’Istituto provinciale di Archeologia dello Shaanxi.
Continua a leggere “Recuperati migliaia di reperti in un sito sacrificale in Cina”
Scoperto il nome di un governatore romano della Giudea: Gargilius Antiquus

I ricercatori dell’Università israeliana di Haifa hanno fatto un’eccezionale scoperta: una rara iscrizione di poco precedente alla rivolta di Simon Bar Kokhba permette per la prima volta l’identificazione definitiva di Gargilius Antiquus come un governatore romano della Giudea all’epoca.
L’iscrizione è stata trovata durante gli scavi sottomarini dentro e intorno al sito di Tel Dor. «Per la prima volta, possiamo affermare con certezza il nome del prefetto romano della Giudea durante il periodo critico sfociato nella rivolta di Bar Kokhba. Inoltre è solo la seconda volta che il nome “Giudea” appare in qualunque iscrizione del periodo romano», hanno commentato il direttore degli scavi Assaf Yasur-Landau e lo storico Gil Gambash.
Continua a leggere “Scoperto il nome di un governatore romano della Giudea: Gargilius Antiquus”
Scoperto un tempio dedicato a Ehécatl-Quetzalcóatl a Città del Messico

Un team di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia del Messico (INAH) ha scoperto un tempio dedicato a Ehécatl, una delle sembianze di Quetzalcoatl nonché dio del vento secondo la mitologia azteca, presente nelle brezze che portano la pioggia e nel soffio della vita.
Si trova all’interno di un grande sito cerimoniale nella città precolombiana di Tlatelolco, fondata dal Tlatelolcas su un’isolotto a nord ovest di Tenochtitlan, la capitale dell’impero azteco. L’attuale Città del Messico racchiude ormai entrambe le due città preispaniche.
Le rovine del tempio erano apparse per la prima volta nel 2014 a circa tre metri di profondità, dopo la demolizione di un supermercato.
Continua a leggere “Scoperto un tempio dedicato a Ehécatl-Quetzalcóatl a Città del Messico”