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Ricostruito il volto di un abitante di Gerico

dicembre 15, 2016
(British Museum)

(British Museum)

Gli archeologi del British Museum hanno accuratamente ricostruito il viso di un uomo vissuto 9.500 anni fa nell’antica città di Gerico, permettendoci di vedere per la prima volta il suo aspetto.

La ricostruzione è stata realizzata grazie a una microtomografia computerizzata che aveva rivelato nuovi dettagli. Noto come il Cranio di Gerico, era stato trovato nel 1953 nella regione di Gerico, oggi in Cisgiordania (Palestina), dalla famosa archeologa britannica Kathleen Kenyon (1906–1978).

L’identità dell’uomo è sconosciuta, tuttavia gli studiosi pensano che si tratti di una persona importante, vista la cura con cui il suo cranio venne riempito di gesso durante la sepoltura. Può sembrare strano, ma i crani ingessati sono una prima forma di sepoltura rituale. La pratica comprendeva la rimozione del cranio dal corpo del defunto, lo si ricopriva di gesso e poi lo si decorava aggiungendogli uno strano di pittura e inserendo delle conchiglie nelle orbite degli occhi. Questi resti venivano probabilmente mostrati, mentre il resto del corpo veniva sepolto sotto la casa di famiglia, una tradizione molto comune tra l’8.200 e il 7.500 a.C.

Il Cranio di Gerico era stato scoperto insieme ad altri sei teschi ingessati, ma questo è quello conservato meglio. È uno dei migliori esempi di queste prime pratiche funerarie, sebbene non si conosca molto altro di questo individuo; ha dopotutto 9.500 anni. Ecco come appariva prima e dopo la ricostruzione:

(British Museum)

(British Museum)

(British Museum)

(British Museum)

(British Museum)

La ricostruzione è stata descritta sull’ultimo numero della rivista British Archaeology (British Museum)

«Era certamente adulto quando morì, non possiamo però dire perché furono scelti per essere ingessati il suo cranio e gli altri sepolti insieme», ha dichiarato a Seeker Alexandra Fletcher, curatrice presso il British Museum. «Questi individui potrebbero aver fatto qualcosa in vita da voler essere ricordati dopo la morte».

La microtomografia computerizzata del Cranio di Gerico è stata completata dal Centro di Imaging e Analisi del Museo di storia naturale di Londra, che ha prodotto un modello 3D comprensivo delle ossa interne. Per la prima volta sono state rivelate aree nascoste come palato, zigomi, arcate sopraccigliari e orbite degli occhi.

Al teschio mancava la mascella. Inoltre i denti erano cariati e rotti, mentre il naso si era rotto in età adulta, ma guarì prima della morte. Cosa più particolare, ci sono tracce che fin da piccolo si sottopose a una fasciatura alla testa per cambiare la forma del cranio. «La deformazione della testa è qualcosa che molti diversi popoli hanno fatto in varie forme in tutto il mondo fino a poco fa», spiega Fletcher. Nelle culture moderne, questa pratica vuole «abbellire un individuo. Ma in questo caso, le deformazioni avrebbero allargato la cima e il retro della testa – una cosa diversa rispetto a quelli che allungano il cranio. Penso che nella Gerico dell’epoca fosse di ‘bell’aspetto’». Anche questa caratteristica indica uno status elitario.

La ricostruzione sarà esposta alla mostra “Creating an ancestor: the Jericho Skull”, dal 15 dicembre al 19 febbraio al British Museum.

Al cranio era stato praticato un foro per inserirvi della terra al fine di irrobustire la struttura (British Museum)

Al cranio era stato praticato un foro per inserirvi della terra al fine di irrobustire la struttura (British Museum)

La ricostruzione 3D (British Museum)

La ricostruzione 3D (British Museum)

L'uomo potrebbe essere stato un importante anziano della comunità (British Museum)

L’uomo potrebbe essere stato un importante anziano della comunità (British Museum)

Seeker

One Comment leave one →
  1. Franco Invernizzi permalink
    dicembre 15, 2016 10:40 am

    Solamente grazie per questa meravigliosa macchina del tempo. Andai a Gerico la prima volta nei primi anni 80′ e poi altre volte, come “turista” ma tematicamente interessato. Visitando Gerico sia per il periodo di cui sopra ma anche per le evidenze che si notano del periodico Erodiano è sempre una emozione.

    Mi piace

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