La torre di Gerusalemme a Gihon non sarebbe cananea, ma israelita

La torre di pietra che proteggeva la sorgente d’acqua di Gerusalemme, nota come Gihon, è stata datata tra il 900 e l’800 a.C., e non al 1700 a.C. come finora si pensava.
Il cambiamento è molto rilevante: la torre era ritenuta far parte della fortezza costruita dai Cananei, che qui abitarono prima dell’arrivo degli ebrei. Nella Bibbia viene citata la conquista da parte di re David, che in quelle fonti d’acqua fece poi consacrare suo figlio Salomone re d’Israele.
Il punto è che Davide morì verso il 970 a.C. e quindi questa torre non esisteva ancora. Il dibattito fra gli studiosi è appena cominciato.
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Bambini e ragazzi costruirono la città egizia di Amarna?

In Egitto una squadra di ricercatori sta scavando il Cimitero Settentrionale di Amarna, che si pensa possa contenere i corpi di circa 2000 operai della cava di pietra adiacente.
Un primo esame di 105 individui ha fatto però una scoperta sconvolgente: la maggior parte di loro aveva meno di 15 anni, e il 90% aveva tra i 7 e i 25 anni. Di solito gli adolescenti hanno una buona salute, eppure in questi sono state riscontrate lesioni traumatiche e condizioni degenerative associate a carichi di lavoro pesanti.
La città di Amarna venne fatta costruire dal cosiddetto faraone eretico Akhenaton, morto nel 1332 a.C.
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Sfruttamento di pellicce di gatto nell’Iberia medievale

In Spagna sono state scoperte delle possibili prove di commercio di pellicce di gatto, se non addirittura tracce di riti pagani. In una fattoria medievale gli archeologi hanno rinvenuto circa 900 ossa di gatto domestico che presentano tagli e fratture compatibili con la pratica di spellamento.
La maggior parte dei gatti aveva tra i 9 e i 20 mesi di età alla morte, probabilmente perché gli animali sarebbero stati già abbastanza grandi mentre la loro pelliccia era ancora relativamente intatta.
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Una tomba ellenistica trovata ad Alessandria d’Egitto

Durante gli scavi in un sito del quartiere El Shatby ad Alessandria, in Egitto, una missione archeologica del Ministero delle Antichità ha portato alla luce una tomba scavata nella roccia databile al periodo ellenistico (323-30 a.C.).
Lo studio dello stile architettonico e dei reperti di ceramica mostra che la tomba risale al tempo dell’occupazione greca in Egitto.
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Scoperti un tempio e un campo da gioco aztechi a Tenochtitlán

I resti di un grande tempio azteco e di un campo per il gioco della palla sono stati scoperti a Città del Messico, vicino alla centrale piazza Zócalo. La moderna metropoli venne infatti edificata sopra l’antica capitale azteca, Tenochtitlan, conquistata dagli Spagnoli nel 1521.
Il tempio, dedicato al dio azteco del vento Ehecatl, era curiosamente di forma circolare e la sua parte superiore assomigliava forse a un serpente.
Sul campo cerimoniale per il gioco della palla è stata invece ritrovata un’offerta rituale davvero raccapricciante: un mucchio di vertebre di collo di giovani e bambini.
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Scoperto in Marocco il più antico Homo sapiens del mondo: risale a 315.000 anni fa

I ricercatori hanno affermato di aver trovato i più antichi resti di Homo sapiens in un luogo inaspettato: il Marocco.
Varie ossa del cranio, del viso e della mandibola – attribuite ai primi Homo sapiens – sono state datate a circa 315.000 anni fa, ovvero oltre 100.000 anni prima di quanto si pensasse. Finora la maggior parte degli scienziati collocava le origini della nostra specie in Africa orientale a 200.000 anni fa.
Le scoperte, pubblicate il 7 giugno su Nature, non significano che l’Homo sapiens si sia originato nel Nord Africa. Invece suggeriscono che i primi membri della specie si siano evoluti in tutto il continente.
Una maschera è il più antico oggetto di rame delle Ande

Un’antica maschera di rame rettangolare scoperta nel 2005 in Argentina si è rivelata uno dei più antichi oggetti in metallo mai prodotti in Sud America dall’uomo.
Trovata in una tomba del 1000 a.C. circa, la sua scoperta aumenta le nostre conoscenze sull’inizio della lavorazione del metallo nel continente, che secondo la teoria più accettata ebbe origine in Perù.
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Studiato il Graecopithecus: Un antenato comune tra uomini e scimpanzé in Europa?

Secondo un nuovo studio, l’ultimo antenato comune tra esseri umani e scimpanzé – impropriamente noto come “anello mancante” – potrebbe aver vissuto nel Mediterraneo orientale, e non in Africa come si pensava.
La controversa teoria proviene da uno studio sui fossili di due individui di Graecopithecus freybergi, finora classificati come scimmie antropomorfe e ora classificati come gli hominini più antichi mai trovati, e quindi potenzialmente antenati anche dell’Homo sapiens.
Tuttavia, numerosi ricercatori hanno già manifestato il loro scetticismo sui risultati dello studio.
Scoperte ad Assuan 10 tombe del Periodo tardo dell’Egitto

Una missione archeologica egiziana ha portato alla luce dieci tombe tagliate nella roccia durante gli scavi vicino al mausoleo di Aga Khan, ad Assuan, in Egitto.
Le tombe possono essere datate al Periodo tardo dell’Egitto (672-332 a.C.). Precedenti studi rivelano che il sito era probabilmente un prolungamento della necropoli di Assuan sulla riva ovest del Nilo, dove si trovano una serie di tombe appartenute ai supervisori di Assuan dell’Antico, Medio e Nuovo Regno.
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Un tesoro di 41 monete d’oro del Tardo Impero Romano scoperto nei Paesi Bassi

Gli archeologi hanno fatto una scoperta eccezionale nella città di Lienden, nei Paesi Bassi: ben 41 monete d’oro risalenti al Tardo Impero romano.
Il tesoro sarebbe stato sepolto da un capo militare franco nella seconda metà del V secolo d.C., quando l’area faceva ancora parte dell’Impero romano d’Occidente, solo pochi anni prima della sua fine nel 476 d.C.
La moneta più recente porta l’effige di Maggioriano, uno degli ultimi imperatori romani, che regnò dal 457 fino alla sua morte nel 461. «Su tale base riteniamo che questo tesoro sia stato sepolto intorno al 460», ha detto Nico Roymans, professore di archeologia presso la Vrije Universiteit di Amsterdam.
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Esplorate le acque dell’antico porto di Delo

Una squadra di sommozzatori ha esplorato l’area intorno al frangiflutti che proteggeva l’ormai sommerso porto dell’isola di Delo, in Grecia.
Le ricerche dell’Eforato per le Antichità Subacquee hanno rivelato relitti di navi antiche di epoca ellenistica e numerosi altri reperti, tra cui centinaia di anfore provenienti dal Mediterraneo occidentale.
«Le scoperte archeologiche confermano che Delo fu un’importante base commerciale e si trovava lungo un’importante rotta marittima commerciale che collegava il Mediterraneo orientale e occidentale», riporta un comunicato del Ministero della Cultura greco.
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Il volto della guerra: le ferite mortali scoperte in una fossa comune della Guerra dei trent’anni

Nel novembre del 1632, ai cittadini di Lützen in Germania, spettò un compito davvero macabro: seppellire circa 9.000 soldati morti su un campo di battaglia della sanguinosa Guerra dei trent’anni. Dopo secoli, gli archeologi hanno trovato tracce di quell’evento.
Alcuni anni fa i ricercatori avevano scoperto una fossa comune nel sito della Battaglia di Lützen. Ma ora, analizzando le ossa, hanno imparato di più sulle vite e sulle violenti morti di questi soldati.
La Guerra dei trent’anni è stato uno degli eventi più sanguinosi della storia europea, più mortale della Peste nera e della Seconda Guerra Mondiale, in termini di percentuale della popolazione persa. Combattuta tra il 1618 e il 1648, il conflitto nacque come una lotta tra cattolici e protestanti all’interno del Sacro Romano Impero. I brutali scontri toccarono gran parte dell’Europa centrale, ma la maggior parte delle battaglie furono combattute in quella che oggi è la Germania.