Trovati 600 kg di monete romane in Spagna

Pesano tra gli otto e i dieci grammi, se ne contano decine di migliaia ed erano contenute in 19 anfore. Fatte di bronzo, sono coperte di terra, polvere e storia. Delle opere di canalizzazione nel comune di Tomares, in Spagna, hanno portato alla luce 600 chilogrammi di monete romane coniate dal II al IV secolo d.C.
«Si tratta di una scoperta che possiamo già qualificare di enorme importanza. È un ritrovamento unico con pochissimi casi analoghi. Certamente, nella storia dell’impero romano e del basso impero romano in Spagna, non conosciamo niente di simile», assicura Ana Navarro, direttrice del Museo Archeologico di Siviglia, dove sono ora conservate le monete.
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Scoperto un edificio sacro della regina Hatshepsut

Sull’isola Elefantina, in Egitto, una missione archeologica dell’Istituto archeologico germanico ha scoperto una serie di blocchi che molto probabilmente appartengono a un edificio finora sconosciuto, fatto costruire dalla regina Hatshepsut.
Su diversi blocchi, la regina Hatshepsut è rappresentata come una donna, suggerendo che l’edificio da cui provengono fosse stato eretto durante la prima parte del regno del faraone donna, che durò dal 1.478 al 1.458 a.C. Più tardi infatti, la regina venne rappresentata come un uomo.
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Ricomposte dopo 1.000 anni delle canzoni medievali perdute

Per la prima volta, dopo 1.000 anni, un eccezionale lavoro di ricostruzione ha riportato in vita un antico repertorio di canzoni medievali.
Sam Barrett, ricercatore dell’Università di Cambridge, ha impiegato oltre 20 anni per ricomporre le melodie contenute in un manoscritto dell’XI secolo chiamato ‘Cambridge Songs’.
‘Songs of Consolation’, suonata lo scorso 23 aprile alla Pembroke College Chapel di Cambridge, è stata ricostruita grazie ai neumi (i segni della notazione musicale usati durante il Medioevo) trovati su una pagina del manoscritto che si era creduta persa per 142 anni.
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Scoperta una grande villa romana in Inghilterra

Une delle ville romane meglio conservate d’Inghilterra è stata recentemente scoperta sotto una casa, nella contea del Wiltshire.
Il proprietario Luke Irwin voleva far correre i cavi elettrici dalla casa a un vecchio fienile, dove far giocare i suoi bambini a ping pong. Ma a febbraio, gli operai che stavano scavando il terreno hanno colpito una superficie dura a circa 46 cm di profondità.
«È stato straordinario», ha dichiarato Irwin a Live Science. «Sono felice di essere stato presente quel giorno». Gli operai avevano appena scoperto un elaborato pavimento a mosaico. Continua a leggere “Scoperta una grande villa romana in Inghilterra”
Scoperte due fosse comuni in Grecia – sono i seguaci del tiranno Cilone?

Gli archeologi hanno scoperto due fosse comuni vicino ad Atene, in Grecia, contenenti gli scheletri di 80 uomini. Secondo Stella Chryssoulaki, direttrice dei servizi archeologici regionali, erano forse dei seguaci dell’allora tiranno Cilone di Atene.
Vista “la grande importanza di queste scoperte”, il ministero della cultura greco ha confermato il proseguimento degli scavi. Continua a leggere “Scoperte due fosse comuni in Grecia – sono i seguaci del tiranno Cilone?”
Gli errori del film ‘Gods of Egypt’

Nelle sale italiane, lo scorso 25 febbraio è uscito “Gods of Egypt”, un film d’avventura fantastico che prende ispirazione dalla mitologia egizia.
Si tratta di un film d’azione e quindi non ha la pretesa di correttezza storica, tuttavia è già stato criticato per avere un cast principalmente bianco nonostante un set storico ambientato in Africa, contringendo il regista Alex Proyas e la Lionsgate alle scuse. Critiche simili erano piovute anche l’anno scorso sul film biblico ‘Exodus: Gods and Kings’, ma la cosiddetta questione del “whitewashing” risale a molti decenni fa.
Mentre è vero che i colori della pelle siano improbabili, la storia del film e i personaggi sono invece fondati su alcuni miti e sull’iconografia dell’antico Egitto. Ecco una panoramica degli eroi e dei cattivi del film, e delle divinità storiche dell’antico Egitto. Continua a leggere “Gli errori del film ‘Gods of Egypt’”
La grotta di Chauvet ha più di 30.000 anni

Le magnifiche pitture e incisioni rupestri della grotta Chauvet, nel sud-est della Francia, risalgono a oltre 30.000 anni fa, e sono dunque di 10.000 più antiche di quanto si pensasse.
Una serie di oltre 250 datazioni al radiocarbonio ha infatti stabilito che la grotta venne utilizzata in due distinti periodi separati da diverse migliaia di anni. Il primo periodo durò dai 37.000 ai 33.500 anni fa; il secondo dai 31.000 ai 28.000 anni fa. L’occupazione della grotta potrebbe essere finita quando una caduta di massi ne bloccò l’ingresso.
Gli studiosi dicono che la maggior parte dei disegni venne creata nel primo periodo di occupazione. Gli orsi lasciarono dei graffi sui muri tra i 48.500 e i 33.300 anni fa, ma probabilmente usavano la caverna solo in inverno. «Solo le pitture nere sono state datate», scrivono i ricercatori su PNAS. «La tecnica di datazione per le pitture rosse deve ancora essere sviluppata». Continua a leggere “La grotta di Chauvet ha più di 30.000 anni”
Sequestrati 240 reperti archeologici a Enna

La Polizia di Stato di Enna ha sequestrato, nell’abitazione di un 56enne pregiudicato italiano, numerosi reperti archeologici ritenuti “di inestimabile valore”. Si tratta di anfore, unguentari, lucerne, monete, terracotte figurate e votive e pesi per telai.
Provenivano verosimilmente da insediamenti abitativi o necropoli di siti indigeni ellenizzati, presenti nella Sicilia centro meridionale, risalenti tra il V e il II secolo a.C. Continua a leggere “Sequestrati 240 reperti archeologici a Enna”
Il DNA antico mostra l’impatto catastrofico degli Europei sui nativi Americani

Il primo studio su larga scala del DNA antico dei primi americani ha confermato l’impatto devastante della colonizzazione europea sulle popolazioni indigene americane.
Condotto dal Centro australiano per l’analisi del Dna antico (ACAD) dell’Università di Adelaide, i ricercatori hanno ricostruito una storia genetica delle popolazioni indigene americane, esaminando direttamente il DNA di 92 mummie e scheletri precolombiani, risalenti tra i 500 e i 8.600 anni fa.
Pubblicato su Science Advances, lo studio rivela un’impressionante assenza dei lignaggi genetici precolombiani nei nativi americani moderni; mostrando un’estinzione di questi lignaggi con l’arrivo degli spagnoli. Continua a leggere “Il DNA antico mostra l’impatto catastrofico degli Europei sui nativi Americani”
Antiche maledizioni contro i tavernieri ateniesi

Cinque tavolette di piombo che maledivano i tavernieri circa 2.400 anni fa sono state scoperte nella tomba di una giovane donna ad Atene, in Grecia.
Quattro tavolette erano incise con maledizioni che invocavano i nomi di dèi “ctoni” (sotterranei), chiedendo loro di colpire quattro diverse coppie di tavernieri, marito e moglie, ad Atene. La quinta tavoletta era bianca e probabilmente gli era stata recitata oralmente una formula magica o un incantesimo.
Tutte le cinque tavolette erano forate con un chiodo di ferro, piegate e deposte in una tomba. La tomba avrebbe fornito alle tavolette un percorso verso quegli dèi, che secondo le credenze antiche avrebbero quindi eseguito le maledizioni. Continua a leggere “Antiche maledizioni contro i tavernieri ateniesi”
L’Irlanda abitata 2.500 anni prima di quanto si pensasse

Lo studio di un osso animale, scoperto in una grotta in Irlanda oltre un secolo fa, ha portato gli archeologi a spingere indietro nel tempo l’arrivo dell’uomo su quest’isola di circa 2.500 anni.
L’analisi si è concentrata su una rotula di orso bruno tagliata dall’uomo, che giaceva in una scatola di cartone nel Museo Nazionale d’Irlanda da un secolo. I risultati hanno confermato che gli esseri umani vivevano sull’isola già 12.500 anni fa.
Finora infatti, il sito mesolitico di Mount Sandel, risalente a circa 10.000 anni fa, veniva considerato come la prova più antica dell’occupazione umana in Irlanda. Continua a leggere “L’Irlanda abitata 2.500 anni prima di quanto si pensasse”
Inchiostro metallico nei papiri di Ercolano

Su uno dei famosi papiri di Ercolano, carbonizzati dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., un team internazionale di scienziati ha scoperto la presenza di metallo nell’inchiostro. È un risultato sorprendente, infatti fino a questo momento si pensava che gli inchiostri col metallo fossero stati introdotti solo diversi secoli dopo, durante il Medioevo.
Il metallo rilevato sui due frammenti analizzati cambia profondamente la nostra conoscenza della scrittura di greci e latini nell’antichità. Inoltre, questa ricerca apre nuove strade per lo studio dei rotoli di Ercolano ancora conservati, ma finora illeggibili poiché carbonizzati. Si tratta dell’unica libreria greco-romana sopravvissuta, e recuperare quei testi sarebbe un fatto senza precedenti.
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