Sull’isola di Lesbo, in Grecia, è stata scoperta l’antica tomba intatta di una giovane donna. Risale al periodo geometrico (IX-VII a.C.), ed è stata datata all’VIII secolo a.C.
In Israele, nella Galilea orientale, un’escursionista ha casualmente scoperto una moneta romana d’oro estremamente rara a livello mondiale. Di questa moneta, coniata dall’imperatore Traiano a Roma nel 107 d.C., esiste infatti un solo altro esemplare che si trova al British Museum di Londra.
L’edificio scavato dagli archeologi (Kevin MacNichol)
All’interno dell’enorme Villa Adriana di Tivoli, nel Lazio, gli archeologi hanno scoperto un appartamento pieno di sontuose decorazioni. Risalente a 1.900 anni fa, si tratta di uno dei numerosi edifici di cui era ricca la residenza voluta dall’imperatore romano Adriano.
«La decorazione delle stanze, eccezionalmente conservata, include pavimenti a mosaico con motivi astratti e vegetali, pannelli di marmo, putture murarie, e un affresco del soffitto quasi intero», scrivono gli archeologi in uno studio presentato recentemente al meeting annuale dell’Archaeological Institute of America di San Francisco. Continua a leggere “Scavato un lussuoso appartamento a Villa Adriana”
Un soldato dell’esercito siriano guarda Palmira dall’alto del castello medievale della città (Valery Sharifulin/TASS via Getty Images)
I combattenti dello Stato Islamico si sono ritirati da Palmira, sotto l’assalto delle forze del governo siriano supportate dall’aviazione russa. La cattura della città moderna e delle sue antiche rovine segue una campagna di tre settimane, e strategicamente apre la strada verso il cuore dell’ISIS a Deir ez-Zor e Raqqa, a est.
Si tratta dell’ultima sconfitta sofferta dall’ISIS, che negli ultimi mesi è stato sottoposto a delle offensive su diversi fronti in Iraq e in Siria.
Ora le forze governative siriane cominciano a fare la conta dei danni subiti dai monumenti, nell’intenzione di partire al più presto con un piano di ricostruzione.
Un momento della presentazione, all’interno della Caserma La Marmora, dei reperti archeologici recuperati (ANSA / ANGELO CARCONI)
Sarcofagi etruschi e romani, statue, vasi, busti in marmo. E soprattutto un gruppo di lastre dipinte assolutamente eccezionali, frutto della grande spoliazione di un tempio etrusco di Cerveteri, il cui ritrovamento e restauro getterà “nuova luce sulla pittura etrusca” e permetterà il ritorno nei musei etruschi di una testimonianza senza eguali sulle decorazioni dei templi di quel periodo.
Stipato in oltre 45 casse di legno, torna in Italia un tesoro di reperti archeologici proveniente dalle razzie degli anni ’70 e ’80 nei siti dell’Etruria, ma anche di Sicilia, Puglia, Campania e Calabria. Si tratta di una serie di sarcofagi etruschi dipinti, statue in marmo, lastre affrescate di epoca compresa tra VII secolo a.C. e II secolo d.C., il cui valore complessivo si aggira sui 9 milioni di euro.
L’esistenza di camere segrete nella tomba di Tutankhamon potrebbe essere più probabile, dato che nuove scansioni radar hanno rilevato delle cavità dietro i muri a nord e a ovest della tomba.
In occasione della mostra ‘Mito e Natura, dalla Grecia a Pompei’, in programma dal 16 marzo al 15 giugno, nel sito partenopeo sono state aperte cinque domus.
Saranno infatti visitabili la Casa di Giulia Felice, una grande dama pompeiana che si è inventata una specie di Spa dell’antichità affittando la sua casa per eventi e terme; la Casa di Ottavio Quartione; la Casa della Venere in Conchiglia, chiamata così perché sul fondo del giardino ha un enorme affresco di Venere sdraiata in una conchiglia; la Casa del Frutteto, e la Casa di Marco Lucrezio in via Stabia (da non confondere con quella di Marco Lucrezio Frontone).
Ospiti da oltremare. Nikolaj Roerich, 1901 (Wikimedia)
Dal tardo VIII secolo fino al tardo XI, i vichinghi dominarono l’Europa e viaggiarono nel mondo, dalle lontane sponde della Russia alla costa orientale del Nord America. Sebbene le loro incursioni (spesso dirette contro obiettivi religiosi) furono indubbiamente brutali, molti vichinghi erano commercianti, contadini, e si insediarono pacificamente, lasciando il segno su quasi ogni regione e civiltà toccata.
L’archeologo Ronit Lupo di fianco ai resti di una delle antiche abitazioni scoperte nel quartiere di Shuafat (Assaf Peretz/Israel Antiquities Authority)
Gli archeologi hanno trovato i più antichi resti conosciuti dell’odierna città di Gerusalemme: risalgono a circa 7.000 anni fa. Le scoperte sono state effettuate grazie agli scavi dell’Autorità Israeliana delle Antichità, prima della costruzione di una nuova strada nel quartiere di Shuafat, a nord-est della città.
Lo scavo ha rivelano due case con dei resti e dei pavimenti ben conservati. Contenevano installazioni varie, oltre a ceramiche, strumenti in selce e una scodella in basalto.
Gli esperti hanno datato i ritrovamenti al 5.000 a.C., all’inizio dell’Era calcolitica, o Età del Rame. Durante questo periodo, che si estese fino al 3.000 a.C., l’uomo cominciò a usare gli strumenti di rame per la prima volta, un avanzamento tecnologico rivoluzionario rispetto ai precedenti utensili di pietra. Continua a leggere “Le più antiche rovine di Gerusalemme risalgono a 7.000 anni fa”
Una nuova mappatura dell’antico muro che si estendeva per 150 chilometri in Giordania ha lasciato gli archeologi pieni di domande, tra cui la data di costruzione del muro, chi lo costruì e qual era il suo scopo.
Conosciuto oggi come “Khatt Shebib”, l’esistenza del muro venne riportata per la prima volta nel 1948 da Sir Alec Kirkbride, un diplomatico britannico in Giordania. Viaggiando in aereo, aveva visto “un muro di pietra che percorreva, senza alcun motivo apparente, il paese”. Continua a leggere “Il misterioso muro di Khatt Shebib in Giordania”
La più grande e la meglio conservata ruota dell’Età del bronzo mai scoperta in Gran Bretagna, è emersa da un sito chiamato la ‘Pompei britannica’. Fatta di assi di quercia, risale tra il 1.100 e l’800 a.C. circa.
«Il sito è una sorpresa continua ma, se me lo chiedete, una ruota perfettamente conservata è l’ultima cosa che mi aspettavo di trovare», dice il direttore del sito Mark Knight, della Cambridge university archaeology unit. «In questo sito, tendono a spuntare degli oggetti mai visti altrove, dunque è certamente possibile che potremmo trovare un’altra ruota persino migliore». Continua a leggere “Scoperta una ruota di 3.000 anni nella ‘Pompei della Gran Bretagna’”
La grotta di Hohle Fels, in Germania. Qui sono stati trovati tre individui di 15.000 anni fa analizzati nello studio (Alb-Donau-Kreis Tourismus)
Una nuova ricerca scientifica ha scoperto un grande e inspiegabile cambiamento avvenuto circa 15.000 anni fa in Europa: i locali cacciatori-raccoglitori furono quasi interamente rimpiazzati da una popolazione proveniente da un’altra area geografica.
Le scoperte sono state fatte dopo l’approfondito studio del DNA ottenuto da ossa e denti di persone vissute in Europa tra il Tardo Pleistocene fino all’inizio dell’Olocene, un periodo di circa 30.000 anni.
Mentre cercavano dei dati genetici di questo periodo, i ricercatori dell’Istituto Max Planck di scienza della storia umana, in Germania, hanno fatto la scoperta inattesa. Dice l’autore dello studio Johannes Krause: «Abbiamo scoperto un capitolo completamente sconosciuto della storia umana: un grande cambiamento della popolazione avvenuto alla fine dell’ultima Era Glaciale». Continua a leggere “Un grande cambiamento alla fine dell’Era Glaciale”