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Sarcofagi etruschi, statue e affreschi: torna in Italia un tesoro archeologico

marzo 25, 2016
Un momento della presentazione, all'interno della Caserma La Marmora, dei reperti archeologici recuperati (ANSA / ANGELO CARCONI)

Un momento della presentazione, all’interno della Caserma La Marmora, dei reperti archeologici recuperati (ANSA / ANGELO CARCONI)

Sarcofagi etruschi e romani, statue, vasi, busti in marmo. E soprattutto un gruppo di lastre dipinte assolutamente eccezionali, frutto della grande spoliazione di un tempio etrusco di Cerveteri, il cui ritrovamento e restauro getterà “nuova luce sulla pittura etrusca” e permetterà il ritorno nei musei etruschi di una testimonianza senza eguali sulle decorazioni dei templi di quel periodo.

Stipato in oltre 45 casse di legno, torna in Italia un tesoro di reperti archeologici proveniente dalle razzie degli anni ’70 e ’80 nei siti dell’Etruria, ma anche di Sicilia, Puglia, Campania e Calabria. Si tratta di una serie di sarcofagi etruschi dipinti, statue in marmo, lastre affrescate di epoca compresa tra VII secolo a.C. e II secolo d.C., il cui valore complessivo si aggira sui 9 milioni di euro.

(ANSA/UFFICIO STAMPA CARABINIERI)

(ANSA/UFFICIO STAMPA CARABINIERI)

Esportati illecitamente e acquistati dal mercante inglese Robin Symes, nonché destinati alla vendita in Inghilterra, Giappone e Usa, i reperti sono stati recuperati, anche grazie alla collaborazione delle autorità svizzere, dai carabinieri per la tutela del patrimonio culturale (Tpc) nei caveau del Porto Franco di Ginevra nell’ambito dell’operazione ‘Antiche dimore’.

«Il loro destino sarà di tornare nei loro territori», dice il ministro Franceschini. «Ancora una volta la collaborazione tra Paesi porta a ottimi risultati».

I frammenti delle lastre dipinte, spiega la soprintendente dell’Etruria meridionale Alfonsina Russo, sono distinti in due fasi, una della metà e l’altra della fine del VI secolo avanti Cristo, e provengono dalla spoliazione di un edificio templare di Cerveteri, forse dalla zona della Vigna Marini Vitalini.

Sono eccezionali, tanto da far parlare la soprintendente di “uno dei recuperi più importanti degli ultimi decenni”, perché uniche: «Prima avevamo solo frammenti sparsi nel museo etrusco di Villa Giulia e le lastre dipinte Boccanera e Campana, conservate rispettivamente al British Museum e al Louvre, che provengono però da due sale mortuarie – spiega -: si tratta quindi di un recupero straordinario che consentirà di fare nuova luce sulle botteghe che fiorirono in quell’epoca in Etruria con artigiani provenienti dalla Grecia. Sarebbe opportuno fare subito un restauro e farlo magari davanti al pubblico».

(ANSA/Angelo Carconi)

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(agf)

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(ANSA/Angelo Carconi)

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(Ufficio Stampa Carabinieri)

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(ANSA)

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ANSA

La Repubblica

5 commenti leave one →
  1. marzo 25, 2016 3:06 pm

    … viva!

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  2. giusy67 permalink
    marzo 25, 2016 5:49 pm

    I vasi stupendi vengono dalla mia Canusium Apulia, mi auguro che tornino qui.

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  3. marzo 26, 2016 7:20 pm

    Quello di cui mi stupisco in questi casi è la passione per questi oggetti da parte di chi se li porta in casa. Ma non sarebbero più felici di averne delle copie e saperli in un museo?
    Che te ne fai a casa? Capisco la bellezza, ma non è il materiale né l’opera in sé a renderli belli quanto i tasselli di storia che vanno a comporre.
    Se fossi miliardario mi regalerei il tempo di visitare tutti i musei e capire cosa c’è davvero dietro un’opera, non mi regalerei l’opera!!

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  4. gianni permalink
    luglio 23, 2016 4:08 pm

    I nostri reperti, e il nostro patrimonio archeologico, devono rimanere nei musei per essere ammirati e commentati dai visitatori del mondo. L’eredità dei nostri antenati va tutelata. Da parte nostra un grazie alle forze dell’ordine e ai Carabinieri per il recupero, la tutela
    e la conservazione di beni essenziali per la storia della nostra Nazione.

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