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Un grande cambiamento alla fine dell’Era Glaciale

febbraio 13, 2016
La grotta di Hohle Fels, in Germania. Qui sono stati trovati tre individui di 15.000 anni fa analizzati nello studio (Alb-Donau-Kreis Tourismus)

La grotta di Hohle Fels, in Germania. Qui sono stati trovati tre individui di 15.000 anni fa analizzati nello studio (Alb-Donau-Kreis Tourismus)

Una nuova ricerca scientifica ha scoperto un grande e inspiegabile cambiamento avvenuto circa 15.000 anni fa in Europa: i locali cacciatori-raccoglitori furono quasi interamente rimpiazzati da una popolazione proveniente da un’altra area geografica.

Le scoperte sono state fatte dopo l’approfondito studio del DNA ottenuto da ossa e denti di persone vissute in Europa tra il Tardo Pleistocene fino all’inizio dell’Olocene, un periodo di circa 30.000 anni.

Mentre cercavano dei dati genetici di questo periodo, i ricercatori dell’Istituto Max Planck di scienza della storia umana, in Germania, hanno fatto la scoperta inattesa. Dice l’autore dello studio Johannes Krause: «Abbiamo scoperto un capitolo completamente sconosciuto della storia umana: un grande cambiamento della popolazione avvenuto alla fine dell’ultima Era Glaciale».

Una singola migrazione

Per cercare e mettere insieme i fatti di questo ‘periodo perduto’, il team ha analizzato i genomi mitocondriali di 35 cacciatori-raccoglitori vissuti in Italia, Germania, Belgio, Francia, Repubblica Ceca e Romania, risalenti tra i 35.000 ai 7.000 anni fa.

Tre di queste 35 persone avevano un DNA mitocondriale appartenente all’aplogruppo M, ovvero facevano tutti parte di una singola linea di discendenza. Oggi questo aplogruppo è quasi completamente assente negli europei moderni, ma è molto comune tra le moderne popolazioni di Asia, Australasia e dei nativi americani.

Questo aveva portato gli scienziati a credere che la popolazione non-africana che colonizzò Europa e Asia, fosse migrata in questi luoghi in più occasioni e col tempo.

Invece, la scoperta di questo aplogruppo pure in Europa suggerisce che tutti i non-africani si dispersero velocemente e da una singola popolazione, un avvenimento accaduto secondo gli scienziati circa 55.000 anni fa. Poi, più avanti col tempo, l’aplogruppo M andò apparentemente perduto dall’Europa.

«Quando cominciò l’Ultimo massimo glaciale (il periodo di massima espansione dei ghiacci, ndr) circa 25.000 anni fa, le popolazioni di cacciatori-raccoglitori si sarebbero ritirate a sud verso dei ‘refugia glaciali’ (zone isolate per sfuggire alle calotte di ghiaccio), e il conseguente ‘restringimento’ genetico probabilmente risultò nella perdita di questo aplogruppo», spiega l’autore dello studio Cosimo Posth, dell’Università di Tubinga.

Sepoltura 16 a Dolnte Vestonice, Repubblica Ceca (Martin Frouz)

Sepoltura 16 a Dolnte Vestonice, Repubblica Ceca (Martin Frouz)

Ricambio di popolazione

Si tratta di una grande scoperta di per sé, ma la sorpresa maggiore per i ricercatori è arrivata quando hanno scoperto le tracce di un grande cambiamento della popolazione circa 14.500 anni fa, quando l’ultima Era Glaciale stava finendo e il mondo cominciava a scaldarsi.

Adam Powell, un altro scienziato dell’Istituto Max Planck, ha spiegato: «Il nostro modello suggerisce che durante questo periodo di sconvolgimento climatico, i discendenti dei cacciatori-raccoglitori che sopravvissero all’ultima era glaciale furono in gran parte rimpiazzati da una popolazione proveniente da un altro luogo».

Il prossimo passo per i ricercatori è ricostruire un quadro più completo della genetica europea di questo periodo, al fine di scoprire cosa possa aver causato un tale cambiamento della popolazione.

The Independent

Cell Press

Società Max Planck per l’avanzamento delle scienze

Current Biology

One Comment leave one →
  1. Liutprand permalink
    febbraio 25, 2016 6:24 pm

    Nell’articolo che s’intitola “La storia genetica degli europei comincia solo nel 4500 a.C.”, sopra linkato, è scritto che “i nuovi dati dipingono un quadro diverso: più che un singolo o pochi eventi di migrazione, l’Europa è stata occupata più volte, a ondate, da gruppi diversi, da diverse direzioni e in tempi diversi”.

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