Inchiostro metallico nei papiri di Ercolano

Una parte del team di ricercatori, da sinistra: C. Ferrero, J. Wright, E. Brun (D. Delattre)
Una parte del team di ricercatori, da sinistra: C. Ferrero, J. Wright, E. Brun (D. Delattre)

Su uno dei famosi papiri di Ercolano, carbonizzati dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., un team internazionale di scienziati ha scoperto la presenza di metallo nell’inchiostro. È un risultato sorprendente, infatti fino a questo momento si pensava che gli inchiostri col metallo fossero stati introdotti solo diversi secoli dopo, durante il Medioevo.

Il metallo rilevato sui due frammenti analizzati cambia profondamente la nostra conoscenza della scrittura di greci e latini nell’antichità. Inoltre, questa ricerca apre nuove strade per lo studio dei rotoli di Ercolano ancora conservati, ma finora illeggibili poiché carbonizzati. Si tratta dell’unica libreria greco-romana sopravvissuta, e recuperare quei testi sarebbe un fatto senza precedenti.

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Scoperta la via che Annibale utilizzò per attraversare le Alpi

Bufera di neve: Annibale e il suo esercito attraversano le Alpi, di William Turner. Tate Gallery, Londra (Wikimedia)
Bufera di neve: Annibale e il suo esercito attraversano le Alpi, di William Turner (Wikimedia)

Un team di scienziati della Queen’s University di Belfast ha recentemente pubblicato i risultati di uno studio che potrebbe rispondere a uno dei grandi enigmi del passato: in quale punto Annibale attraversò le Alpi?

Durante la seconda guerra punica (218 – 201 a.C.), Annibale guidò l’esercito cartaginese contro Roma. Condusse le sue truppe – oltre 30.000 uomini, 37 elefanti e più di 15.000 cavalli e muli – attraverso le Alpi per invadere l’Italia, sconfiggendo l’esercito romano più volte e nettamente. Anche se alla fine il grande generale venne sconfitto a Zama (in Africa) nel 202 a.C., questa campagna è giustamente ricordata oggi come una delle imprese militari più memorabili del mondo antico.

Possiamo dire, a posteriori, che questi eventi hanno influenzato la futura repubblica romana, e dunque la civiltà europea come la conosciamo oggi. Continua a leggere “Scoperta la via che Annibale utilizzò per attraversare le Alpi”

Un’escursionista scopre una moneta romana rarissima

La moneta scoperta (Picasa, REX, Shutterstock)
La moneta scoperta (Picasa, REX, Shutterstock)

In Israele, nella Galilea orientale, un’escursionista ha casualmente scoperto una moneta romana d’oro estremamente rara a livello mondiale. Di questa moneta, coniata dall’imperatore Traiano a Roma nel 107 d.C., esiste infatti un solo altro esemplare che si trova al British Museum di Londra.

La moneta porta l’immagine dell’imperatore Augusto sul dritto, e delle legioni sul rovescio. Faceva parte di una serie di monete che Traiano fece coniare e dedicare agli imperatori romani venuti prima di lui. Continua a leggere “Un’escursionista scopre una moneta romana rarissima”

Scavato un lussuoso appartamento a Villa Adriana

L'edificio scavato dagli archeologi (Kevin MacNichol)
L’edificio scavato dagli archeologi (Kevin MacNichol)

All’interno dell’enorme Villa Adriana di Tivoli, nel Lazio, gli archeologi hanno scoperto un appartamento pieno di sontuose decorazioni. Risalente a 1.900 anni fa, si tratta di uno dei numerosi edifici di cui era ricca la residenza voluta dall’imperatore romano Adriano.

«La decorazione delle stanze, eccezionalmente conservata, include pavimenti a mosaico con motivi astratti e vegetali, pannelli di marmo, putture murarie, e un affresco del soffitto quasi intero», scrivono gli archeologi in uno studio presentato recentemente al meeting annuale dell’Archaeological Institute of America di San Francisco. Continua a leggere “Scavato un lussuoso appartamento a Villa Adriana”

Cinque nuove domus aperte a Pompei

(Riccardo Siano)
(Riccardo Siano)

In occasione della mostra ‘Mito e Natura, dalla Grecia a Pompei’, in programma dal 16 marzo al 15 giugno, nel sito partenopeo sono state aperte cinque domus.

Saranno infatti visitabili la Casa di Giulia Felice, una grande dama pompeiana che si è inventata una specie di Spa dell’antichità affittando la sua casa per eventi e terme; la Casa di Ottavio Quartione; la Casa della Venere in Conchiglia, chiamata così perché sul fondo del giardino ha un enorme affresco di Venere sdraiata in una conchiglia; la Casa del Frutteto, e la Casa di Marco Lucrezio in via Stabia (da non confondere con quella di Marco Lucrezio Frontone).

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Come i servizi sanitari dei Romani potrebbero aver peggiorato la salute

Latrine romane a Leptis Magna, in Libia (Craig Taylor)
Latrine romane a Leptis Magna, in Libia (Craig Taylor)

I Romani sono ben noti per aver introdotto la tecnologia sanitaria in Europa circa 2.000 anni fa, tra cui le latrine pubbliche a più posti, dotate di impianti di lavaggio, sistemi fognari, tubature collegate agli acquedotti, e le terme pubbliche riscaldate per lavarsi. I Romani introdussero anche delle leggi per tenere le città pulite da escrementi e rifiuti.

Tuttavia, una nuova ricerca inglese ha rivelato che, nonostante tutte queste innovazioni, parassiti intestinali come vermi a frusta, vermi cilindrici e Entamoeba histolytica, non diminuirono come previsto rispetto alla precedente Età del Ferro, ma addirittura aumentarono. Continua a leggere “Come i servizi sanitari dei Romani potrebbero aver peggiorato la salute”

Scoperti degli affreschi di una dimora antica a Roma

(Sotterranei di Roma)
(Sotterranei di Roma)

Sotto l’asfalto di via Lamarmora, dove il traffico caotico che scorre tra il mercato Esquilino e piazza Vittorio fa dimenticare la bellezza di Roma, sono stati scoperti i resti di una dimora antica, con muri in parte con reticolato, in parte intonacati e con decorazioni.

I tesori archeologici sommersi e dimenticati sono stati svelati dagli speleologi della Soprintendenza che si sono calati per ispezionare la cavità sotterranea svelata dall’apertura di una voragine, mentre erano al lavoro gli operai dell’Italgas. Continua a leggere “Scoperti degli affreschi di una dimora antica a Roma”

Trovate oltre 4.000 monete romane in Svizzera

(AFP, Getty Images)
(AFP, Getty Images)

Durante un controllo alle radici dei suoi ciliegi, un contadino svizzero ha scoperto casualmente un mucchio di monete romane di 1.700 anni fa.

Il mucchio di oltre 4.000 monete di bronzo e d’argento è stato scoperto a Ueken, in Svizzera. Secondo il servizio archeologico regionale è uno dei più grandi ritrovamenti del genere mai effettuati in Svizzera. Continua a leggere “Trovate oltre 4.000 monete romane in Svizzera”

Una testa di Medusa ad Antiochia ad Cragum

Michael Hoff insieme agli studenti archeologi turchi (Michael Hoff, Hixson-Lied professor of art history, University of Nebraska-Lincoln)
Michael Hoff insieme agli studenti archeologi turchi (Michael Hoff, Hixson-Lied professor of art history, University of Nebraska-Lincoln)

Nelle rovine dell’antica città di Antiochia ad Cragum, in Turchia, gli archeologi hanno scoperto una testa di marmo di Medusa, risparmiata in qualche modo durante una campagna, all’inizio della cristianità, contro l’arte pagana.

Antiochia ad Cragum era stata fondata in epoca ellenistica, ma fiorì sotto l’impero romano di cui conserva ancora i segni: terme, colonnati, mosaici, negozi e una basilica.

Con serpenti come capelli, occhi grandi e bocca aperta, Medusa era un mostro mitologico in grado di pietrificare una persona con il solo sguardo. Ad Antiochia ad Cragum, la scultura di Medusa avrebbe avuto una funzione apotropaica, intesa ad allontanare il male. Più tardi però, il suo aspetto sarebbe considerato idolatra dai cristiani venuti ad abitare nel sito. Continua a leggere “Una testa di Medusa ad Antiochia ad Cragum”

I denti sani degli abitanti di Pompei

Alcune immagini della Tac (Tomograia assiale computerizzata) eseguita su una trentina di calchi delle vittime dell'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. a Pompei, alla quale sta lavorando un'equipe di studiosi incaricati dalla Soprintendentza archeologica di Pompei, 29 Settembre 2015 (ANSA/ CESARE ABBATE)
Alcune immagini della Tac (Tomograia assiale computerizzata) eseguita sui calchi (ANSA / Cesare Abbate)

Dentatura perfetta, almeno a un primo esame, al netto di carie o altre patologie che possono emergere solo con altri esami, ed ossa del cranio fratturate.

La sofisticata Tac multistrato eseguita a Pompei su 16 calchi di uomini e donne e di un bambino, restaurati ad agosto scorso, già sfata due opinioni comuni sugli antichi romani. Questi abitanti della città mercantile alle pendici del vulcano campano non avevano molti motivi per ricorrere al dentista, sembra, e morirono probabilmente per le ferite alla testa provocate da calcinacci o pezzi di tetto crollati durante l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. e non per asfissia. Continua a leggere “I denti sani degli abitanti di Pompei”

Trovati pezzi di gioco da tavolo romani in Germania

(Thomas Maurer)
(Thomas Maurer)

I resti di antichi pozzi d’acqua, perle e forcine per capelli sono le tracce di un insediamento fondato sopra un forte militare in epoca romana.

Circa 1.900 anni fa, un gruppo di soldati romani viveva in un forte nell’attuale Gernsheim, una città tedesca sul fiume Reno. Più tardi il forte venne abbandonato dai soldati, verso il 120 d.C., ma un altro gruppo di persone arrivò e vi costruì un villaggio proprio sopra.

Gli archeologi conoscevano il sito dall’800, ma le nuove scoperte gettano luce sui suoi abitanti e su cosa facevano per divertirsi. Continua a leggere “Trovati pezzi di gioco da tavolo romani in Germania”

Le scoperte archeologiche riscrivono il passato di Berenice

Il frammento col cartiglio del faraone Amenemhat IV (S.E. Sidebotham, MOA)
Il frammento col cartiglio del faraone Amenemhat IV (S.E. Sidebotham, MOA)

Gli scavi archeologici condotti presso il porto di Berenice Troglodytica, sulla costa del Mar Rosso, stanno riscrivendo il passato dell’antica città.

Berenice fu un famoso porto in epoca tolemaica-romana, tuttavia la città venne fondata su un precedente villaggio egizio che, grazie alle recenti scoperte, potrebbe essere stato più importante di quello che si credeva.

L'impero romano alla sua massima estensione e, in rosso, il porto di Berenice (The Berenike project)
L’impero romano alla sua massima estensione e, in rosso, il porto di Berenice (The Berenike project)

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