Skip to content

Trovate oltre 4.000 monete romane in Svizzera

novembre 23, 2015
(AFP, Getty Images)

(AFP, Getty Images)

Durante un controllo alle radici dei suoi ciliegi, un contadino svizzero ha scoperto casualmente un mucchio di monete romane di 1.700 anni fa.

Il mucchio di oltre 4.000 monete di bronzo e d’argento è stato scoperto a Ueken, in Svizzera. Secondo il servizio archeologico regionale è uno dei più grandi ritrovamenti del genere mai effettuati in Svizzera.

(AFP, Getty Images)

(AFP, Getty Images)

La scoperta è avvenuta lo scorso luglio, quando il contadino aveva intravisto alcune monete verdi luccicanti spuntare da un mucchio di terra sollevato da una talpa.

Alcuni mesi prima, i resti di un antico insediamento romano erano stati scoperti in uno scavo nelle vicina città di Frick, perciò il contadino aveva sospettato di aver trovato delle monete romane. Ha contattato il servizio archeologico regionale e i suoi sospetti sono stati confermati.

Dopo mesi di scavi (in modo discreto), gli archeologi hanno recuperato un totale di 4.166 monete in buone condizioni.

(AFP, Getty Images)

(AFP, Getty Images)

Grazie al buono stato di conservazione, gli esperti sono riusciti a determinare che risalgono dal regno dell’imperatore Aureliano (270-275 d.C.) a quello di Massimiano (286-305 d.C.), con le monete più recenti datate al 294.

«Non si è mai costruito nel terreno del frutteto dove sono state trovate le monete», ha detto all’AFP l’archeologo Georg Matter.

L’eccellente condizione delle monete indica che i proprietari le nascosero sistematicamente poco dopo la loro coniazione, dicono gli archeologi. Poi, per qualche ragione, il proprietario le seppellì dopo il 294 e non le riprese mai più.

Alcune delle monete, fatte principalmente di bronzo ma con un contenuto insolitamente alto d’argento del 5%, erano state sepolte in piccoli borsellini di cuoio.

Gli archeologi dicono che è impossibile determinare il loro valore originale a causa dell’inflazione rampante dell’epoca, ma chiaramente dovevano valere almeno uno o due anni di salario.

Quanto le monete valgano oggi non è pertinente, dice Matter, spiegando che il contadino non potrà tenere il tesoro. «Probabilmente otterrà un compenso», dice, «ma i reperti appartengono al pubblico, in accordo con la legge svizzera».

Il tesoro di Ueken andrà in esposizione al museo di Vindonissa a Brugg.

(AFP, Getty Images)

(AFP, Getty Images)

AFP

5 commenti leave one →
  1. novembre 24, 2015 5:53 am

    beh…ma almeno una gliela potrebbero lasciare… eccheccavolo!
    😉

    Mi piace

  2. giusy67 permalink
    novembre 24, 2015 9:32 am

    Bella la scoperta, immagino l’emozione del contadino! Comunque quel probabilmente davanti alla ricompensa non mi piace. Giustissimo che le scoperte siano di tutti e che vengano custodite nei musei, ma questo è anche un problema dell’Italia. Le ricompense vanno date e in fretta!!!

    Mi piace

  3. novembre 24, 2015 11:51 pm

    credo che la ricompensa sia necessaria … non vorrei che il prossimo possa pensare “visto che non mi daranno niente provo a guadagnarci direttamente io … ” sarebbe una tragedia

    Mi piace

  4. novembre 25, 2015 12:08 am

    L’albero delle “ciliege” … questi svizzeri, soldi vogliono, di soldi parlano e soldi trovano.
    A parte gli stereotipi, sarebbe interessante si approfondisse una storia con un racconto o vari racconti, dei libri attorno a queste scoperte e si facesse educazione e promozione di comportamento, in quanto l’uomo avrebbe potuto non segnalare niente e scavare tutto da solo e danneggiare per sempre la storia. ed invece ha segnalato e ora tutti anche noi online sappiamo questo e altri fatti sapremo.
    Bisogna fare comunicazione e insegnare perché e come fare per conservare il patrimonio e le informazioni quando si trovano queste cose per caso o meno.

    Così come esiste un protocollo importante quando ci troviamo di fronte ad un pezzo di meteorite (non toccarlo) allo stesso tempo bisogna insegnare come fare cosa fare per proteggere la storia, la verità… (anche in mare).

    Mi piace

  5. DomenicoC permalink
    novembre 25, 2015 10:57 am

    l’epoca dell’abbandono è quella delle lotte tra massimiano e le tribù franche che appoggiavano carausio. la linea vindonissa-augusta raurica dove si trovavano gli insediamenti romani vicini poteva essere attraversata da truppe di invasione e sicuramente fu interessata da un’intenso transito militare in quel periodo. forse nel contesto delle campagne di costanzo cloro qualche pericolo imminente può aver indotto il possessore a nascondere il tesoretto. lì vicino sorgevano anche miniere di ferro. il vicino centro di Frick era noto in antichità come Ferraricia per la loro presenza.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: