L’arte rupestre in Indonesia antica come in Europa
L’Europa non è l’unica parte del mondo dove, circa 40.000 fa, la creatività umana conobbe l’esplosione testimoniata dall’arte rupestre. Lo rivela la datazione delle pitture sulle pareti di alcune caverne dell’isola di Sulawesi, in Indonesia, rivelatesi contemporanee di quelle dei più antichi artisti europei: le impronte di mani risalgono in entrambi i casi a circa 40.000 anni fa, e le raffigurazioni di animali a 35.000. Questa coincidenza temporale suggerisce che già i primi gruppi umani che uscirono dall’Africa fossero in possesso di questa abilità.

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Un Gesù senza barba trovato in Spagna
Gli archeologi in Spagna hanno trovato una delle prime immagini note di Gesù. È incisa su un piatto di vetro risalente al IV secolo.
Il piatto sarebbe una patena, un oggetto liturgico usato per tenere il pane dell’eucaristia durante i primi rituali cristiani. Misura 22 cm di diametro e i suoi frammenti sono stati rinvenuti nei pressi dalla città di Linares.

Tracce del terremoto del 363 a Hippos
Gli archeologi hanno scoperto alcune tracce di un forte terremoto avvenuto oltre 1.700 anni fa nella regione del lago di Tiberiade, in Israele.
Gli scheletri ritrovati, ammassati sotto un tetto collassato, dipingono uno scenario di morte e distruzione causato da un terremoto che colpì la regione nel 363 d.C.

Oltre 50 geoglifi scoperti in Kazakistan
Oltre 50 geoglifi di varie forme e misure, tra cui una enorme svastica, sono state scoperte in Kazakistan, in Asia.
Le opere, principalmente dei cumuli di terra, somigliano per genere alle famose Linee di Nazca in Perù. Quelle appena identificate si estendono dai 90 ai 400 metri di diametro.

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Scoperta una donna egizia con 70 extension
Oltre 3.300 anni fa, nell’antica città di Akhetaton in Egitto, venne sepolta una donna con un’acconciatura incredibilmente elaborata, completa di numerose extension.
Non fu mummificata: il suo corpo venne semplicemente avvolto in un tessuto. “Portava un’acconciatura molto complessa con circa 70 extension”, scrive Jolanda Bos, archeologa per l’Amarna Project, sul Journal of Egyptian Archaeology.
Non si conosce il nome della donna, ma è una delle centinaia di persone, molte delle quali conservano ancora la capigliatura, che furono sepolte in un cimitero vicino a quella che oggi si chiama Amarna.

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Re Riccardo III morì per due colpi alla testa
Gli scienziati incaricati di analizzare lo scheletro di re Riccardo III, avvenuta nel 1485 durante la nella Battaglia di Bosworth Field, hanno effettuato un dettagliato resoconto delle cause della sua morte. In conclusione, sarebbero state due delle molte ferite alla testa ad averlo ucciso rapidamente.
L’analisi dei resti dell’ultimo monarca inglese a morire in battaglia indicano che venne attaccato da una o più persone: nove degli undici colpi, chiaramente inflitti in battaglia, lo colpirono in testa, mentre un altro possibile colpo fatale venne inferto al bacino. Stando a questi risultati, in quel momento il re non aveva già più il suo elmo.

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Decifrati dei nomi di Amazzoni su alcuni vasi greci
Sembravano scritte senza senso, invece nascondevano un segreto: i nomi delle Amazzoni, le leggendarie guerriere raffigurate dalla mitologia greca, e forse davvero esistite.
In uno studio di prossima pubblicazione, Adrienne Mayor della Stanford University e David Saunders, curatore presso il J. Paul Getty Museum, ipotizzano che alcune scritte trovate su una serie di vasi greci siano in realtà traslitterazioni fonetiche dei nomi (anzi dei nomignoli) attribuiti alle mitiche guerriere nella lingua degli Sciti, un popolo nomade che nell’antichità si scontrò spesso con i Greci.

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Scoperta una fortezza vichinga in Danimarca
Gli archeologi sull’isola danese di Selandia hanno recentemente scoperto una fortezza vichinga risalente probabilmente al X secolo d.C. È la prima volta in 60 anni che una tale fortezza viene scavata in Danimarca, dicono i ricercatori.
“I Vichinghi hanno la reputazione di essere feroci guerrieri nordici e pirati. Per molti è sorprendente che fossero anche abili costruttori di magnifiche fortezze”, dice Søren Sindbæk, professore di archeologia medievale all’Università di Aarhus.

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I ladri del vaso d’oro di Hasanlu
Nel 1958, l’archeologo Robert Dyson stava scavando la cittadella ‘perduta’ di Hasanlu, in Iran, quando si imbatté in un bellissimo vaso d’oro. Tuttavia, dopo la scoperta, la cittadella venne a lungo dimenticata.
E così la storia della preziosa coppa e dei misteriosi corpi trovati accanto, 2800 anni fa, sta emergendo solo ora: Michael Danti, in passato studente di Dyson e ora archeologo all’Università di Boston, ha recuperato gli studi svelando gli ultimi momenti di Hasanlu.

I gioielli romani nascosti a Budicca
Grazie ai lavori di restauro di un negozio, alcuni preziosi gioielli romani sono stati scoperti in Inghilterra. Bracciali, braccialetti, anelli e monete d’oro e d’argento erano sepolti tra la macerie di una casa romana a Camulodunum, l’odierna Colchester.
Gli archeologi pensano che fossero stati nascosti dal loro ricco proprietario nel 61 d.C., quando l’esercito di Budicca incendiò la città.

Scavate due tombe micenee inviolate in Grecia
La quinta campagna di scavi presso Eghion, in Grecia, ha portato completamente alla luce due sepolture micenee intatte, databili tra il XV e il XIV secolo a.C., con corredi di ceramica e attrezzi in metallo, e una sorta di altare funerario sopra cui venne deposto un defunto.
I ritrovamenti sono avvenuti nel sito protostorico della Trapezà, durante l’esplorazione della necropoli di 3500 anni fa individuata dalla missione dell’Università di Udine negli anni scorsi.

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A Vindolanda scoperto il primo sedile in legno per latrine
Nel forte romano di Vindolanda, in Inghilterra, gli archeologi hanno dissotterrato una tavoletta di legno con un foro centrale: nelle latrine, veniva utilizzata dai Romani come sedile. Perfettamente conservato, risale al II secolo d.C. e secondo gli esperti si tratta di un ritrovamento unico nel suo genere.
“Sappiamo molto sui bagni Romani grazie ai precedenti scavi nel sito e al più ampio mondo romano, che include molte fantastiche latrine romane”, ha dichiarato Andrew Birley, direttore degli scavi. “Ma non avevamo mai avuto il piacere di trovarne una in legno perfettamente conservata”.

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