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L’arte rupestre in Indonesia antica come in Europa

ottobre 14, 2014

L’Europa non è l’unica parte del mondo dove, circa 40.000 fa, la creatività umana conobbe l’esplosione testimoniata dall’arte rupestre. Lo rivela la datazione delle pitture sulle pareti di alcune caverne dell’isola di Sulawesi, in Indonesia, rivelatesi contemporanee di quelle dei più antichi artisti europei: le impronte di mani risalgono in entrambi i casi a circa 40.000 anni fa, e le raffigurazioni di animali a 35.000. Questa coincidenza temporale suggerisce che già i primi gruppi umani che uscirono dall’Africa fossero in possesso di questa abilità.

(Maxime Aubert, Griffith University, Australia)

Altre pitture rupestri rinvenute sul’isola oltre mezzo secolo fa e non ancora datate. Secondo gli studiosi sarebbero coeve della mano e del babirussa (Maxime Aubert, Griffith University, Australia)

Risalgono a ben 40.000 anni fa alcune pitture rupestri trovate nell’isola di Sulawesi, in Indonesia, una datazione che le colloca fra le più antiche manifestazioni artistiche dell’uomo mai scoperte al mondo. A stabilirne l’età è stato un gruppo di ricercatori dell’Università di Wollongong e di Canberra, in Australia, e del Centro nazionale di archeologia di Giacarta, che firmano un articolo su “Nature”.

Le immagini più antiche – risalenti ad almeno 39.900 anni fa – rappresentano il classico motivo della silhouette di una mano realizzata spruzzando del colore attorno alla mano appoggiata alla parete della caverna, mentre altre, leggermente più recenti (35.400 anni fa), raffigurano animali, come un babirussa e un maiale.

(M. Aubert et al., 2014, Nature)

(M. Aubert et al., 2014, Nature)

(M. Aubert et al., 2014, Nature)

La mano e il babirussa (M. Aubert et al., 2014, Nature)

Le pitture erano state scoperte negli anni cinquanta nelle caverne calcaree nei dintorni della cittadina di Maros, nella parte meridionale dell’isola, ma non erano mai state datate con metodi scientifici: considerata la rapidità di erosione delle rocce calcaree esposte al clima tropicale della regione, si riteneva pressoché impossibile che risalissero a più di 10.000 anni fa.

Per stabilire con certezza l’età delle pitture, Maxime Aubert e colleghi hanno applicato il metodo della serie dell’uranio (basato sulla valutazione del rapporto fra il contenuto di uranio e dei prodotti del suo decadimento) alle diffuse, piccole concrezioni che si sono formate al di sopra delle opere. Hanno così scoperto che i campioni di depositi provenienti da 14 dipinti di sette grotte della zona avevano un’età che spaziava dai 39.900 ai 17.400 anni fa.

Le immagini di mani di Maros sono dunque sostanzialmente coeve alle più antiche espressioni di arte rupestre europea, costituite da rappresentazioni astratte o da mani, come quelle delle grotte di El Castillo, in Spagna, (40.800 anni fa), di Gorham (39.000) a Gibilterra, e di Fumane (fra 36.000-41000 anni fa), vicino a Verona.

(Joao Zilhao, Icrea/Università di Barcellona)

Lo stesso metodo di datazione ha permesso di stabilire che un disco rosso dipinto nella Grotta di El Castillo, in Spagna, risale ad almeno 40.800 anni fa – il che ne fa il più antico dipinto rupestre del mondo – e che uno stencil di una mano ha 37.300 (Joao Zilhao, Icrea/Università di Barcellona)

Inoltre, anche le rappresentazioni di animali sono pressoché contemporanee a quelle europee, pur non raggiungendo la perfezione di quelle della grotta di Chauvet (35-300-38.800 anni fa) o di quelle, più recenti, di Lascaux in Francia e di Altamira in Spagna (20.000 anni fa circa).

Lo studio dell'arte rupestre iniziò nel 1880, con il ritrovamento dei dipinti preistorici nella grotta spagnola di Altamira (nell'immagine, due visitatori nella riproduzione della grotta realizzata per i turisti; la vera grotta è chiusa al pubblico) (Alberto Aja/epa/Corbis)

Lo studio dell’arte rupestre iniziò nel 1880, con il ritrovamento dei dipinti preistorici nella grotta spagnola di Altamira (nell’immagine, due visitatori nella riproduzione della grotta realizzata per i turisti; la vera grotta è chiusa al pubblico) (Alberto Aja/epa/Corbis)

La ricostruzione della Sala dei Tori a Lascaux, in Francia (Gianni Dagli Orti/Corbis)

La ricostruzione della Sala dei Tori a Lascaux, in Francia (Gianni Dagli Orti/Corbis)

“Spesso si presume che circa 40.000 anni fa, l’Europa sia stata il centro della prima esplosione della creatività umana, in particolare con l’arte rupestre”, ha detto Aubert. “Ma le nostre datazioni dell’arte rupestre di Sulawesi mostrano che circa nello stesso tempo, dall’altra parte del mondo, altri uomini stavano ritraendo animali, come nelle grotte dell’era glaciale in Francia e in Spagna.”

E’ possibile che questa abilità abbia fatto la sua comparsa più volte in modo indipendente in diverse parti del mondo, ma “è molto probabile – dice il coautore della ricerca, Adam Brumm – che facesse parte del repertorio culturale dei primi esseri umani moderni che si sono diffusi in Asia e Australia, ben prima che alcuni di essi raggiungessero l’Europa”.

(Kinez Riza)

(Kinez Riza)

Le Scienze

Nature

National Geographic

One Comment leave one →
  1. ottobre 25, 2014 6:04 pm

    FANTASTICI REPERTI! Vedi anche qui:http://storia-controstoria.org/paleolitico/opere-arte-paleolitico/

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