Tombe piene di mummie in Perù

In Perù sono state studiate dozzine di tombe contenenti ciascuna fino a 40 mummie. Situate su piccole colline intorno al sito di Tenahaha, finora sono state scavate sette tombe contenenti almeno 171 mummie.

“I morti, probabilmente alcune migliaia, dominavano sui vivi”, ha scritto l’archeologo Justin Jennings, curatore del Royal Ontario Museum di Toronto, nel suo nuovo libro “Tenahaha and the Wari State: A View of the Middle Horizon from the Cotahuasi Valley” (University of Alabama Press, 2015).

(Willy Yépez Álvarez)
(Willy Yépez Álvarez)

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Un rito di scarnificazione nell’Italia neolitica

Circa 7.000 anni fa in Italia, i primi agricoltori praticavano il macabro rituale di sepoltura noto come “scarnificazione”. Quando le persone morivano, le loro ossa venivano rimosse dal corpo, messe da parte e poi mischiate con i resti animali in una grotta vicina. La pratica aveva lo scopo di separare i morti dai vivi, dicono i ricercatori.

Secondo John Robb, archeologo all’Università di Cambridge e capo del progetto di ricerca, si tratta “del primo caso ben documentato di scarnificazione funebre da parte dei primi agricoltori in Europa”. “La scarnificazione è qualcosa che avviene nei riti di sepoltura in tutto il mondo, ma finora non conoscevamo dei casi in Europa”.

Robb e il suo team hanno analizzato le ossa sparse di almeno 22 uomini del Neolitico – di cui molti bambini – morti tra i 7.200 e i 7.500 anni fa. I loro resti furono sepolti nella grotta di Scaloria, in Puglia.

(University of Cambridge)
(University of Cambridge)

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Una pozione anglosassone contro un superbatterio

Dal passato un rimedio contro il moderno superbatterio resistente agli antibiotici. Una pozione usata nel Medioevo contro le infezioni agli occhi, una sorta di collirio ‘ante litteram’ a base di aglio, cipolla, vino e bile di stomaco di mucca, può oggi sconfiggere il Mrsa, lo Stafilococco aureo resistente alla meticillina.

Un nemico invisibile che senza un opportuno trattamento può diventare molto pericoloso.

(PA)
(PA)

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Scoperte due tombe dell’Antico regno a Saqqara

In Egitto sono state scoperte due tombe dell’Antico regno, risalenti alla VI dinastia, nel sito di Tabbet al-Guesh (o Tabit El-Geish), all’estremità meridionale della necropoli di Saqqara.

Le due tombe appartengono a sacerdoti dell’epoca di Pepi II (2240-2150 B.C). Il ritrovamento è avvenuto grazie alla spedizione archeologica dell’IFAO (Institut Français d’archéologie Orientale), diretta dall’egittologo Vassil Dobrev.

In entrambe le tombe vi sono scene e liste di offerte rituali, tra cui i cosiddetti sette oli sacri usati durante la cerimonia di apertura della bocca, un rito funerario che garantiva al defunto la vita eterna.

La tomba di Ankhti (MOA)
La tomba di Ankhti (MOA)
La tomba di Sabi (MOA)
La tomba di Sabi (MOA)

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Scoperte produzioni di birra “egizia” in Israele

Dentro a un cantiere di Tel Aviv, gli archeologi israeliani hanno scoperto frammenti di ceramica usata per produrre la birra circa 5.000 anni fa.

La scoperta, che potrebbe provare una “presenza” egizia durante la Prima Età del Bronzo (3.500-3.000 a.C.) è stata fatta nel cuore della città. Nel corso degli scavi, sono state scoperte 17 buche, probabilmente utilizzate per conservare i prodotti agricoli.

Diego Barkan (AFP PHOTO, MENAHEM KAHANA)
Diego Barkan (AFP PHOTO, MENAHEM KAHANA)

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Cominciata l’esplorazione della città sotterranea di Nevşehir

Nella grande città sotterranea scoperta l’anno scorso nei pressi dell’odierna Nevşehir, in Anatolia nel centro della Turchia, sono cominciati i rilevamenti con il geo-radar.

Il geo-radar è capace di individuare tutti gli spazi e le strutture fino a 10 metri sotto la superficie, mappando accuratamente la città. I dati raccolti dalla macchina saranno poi inviati al team di scavo, che così potrà agire limitando i danni alle strutture della città.

(Murat Kaya,Anadolu Agency,Getty Images)
(Murat Kaya,Anadolu Agency,Getty Images)

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Il più antico caso di cancro al seno

Il team di due università spagnole ha scoperto quello che secondo le autorità egiziane sarebbe il più antico caso al mondo di cancro al seno. Le tracce sono state scoperte sullo scheletro di una donna adulta vissuta 4.200 anni fa, durante la VI dinastia (2345 – 2181 a.C.).

Il ministro delle antichità Mamdouh el-Damaty ha spiegato che le ossa della donna mostravano “uno straordinario deterioramento. Lo studio dei suoi resti mostra il tipico danno distruttivo provocato dall’estensione di un cancro al seno in una metastasi”.

Alejandro Jiménez e Miguel Botella presentano i risultati (Universidad de Granada)
Alejandro Jiménez e Miguel Botella presentano i risultati (Universidad de Granada)

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Dall’uomo di Altamura il DNA più antico di un Neanderthal

Secondo uno studio italiano, lo scheletro fossile di Altamura, ritrovato in Puglia nel 1993 e tuttora imprigionato in formazioni calcitiche, presenta caratteristiche morfologiche e paleogenetiche che lo identificano come appartenente alla specie Homo neanderthalensis.

Inoltre, il DNA prelevato dallo scheletro rappresenta il più antico dato paleogenetico per i Neanderthal: la ricerca lo colloca infatti in un intervallo finale del Pleistocene Medio compreso tra 172 e 130 mila anni – una fase antica dell’esistenza di questa specie, vissuta in tutta Europa tra almeno 200 mila e circa 40 mila anni fa.

(Museo Nazionale Archeologico di Altamura)
(Museo Nazionale Archeologico di Altamura)

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Re Riccardo III è stato finalmente sepolto a Leicester

Riccardo III, il sovrano inglese morto in battaglia oltre 500 anni fa, ha trovato finalmente degna sepoltura all’interno di una nuova tomba in pietra calcarea nella cattedrale di Leicester, nell’Inghilterra centrale.

In molti, tra curiosi e studiosi hanno reso omaggio al Plantageneto. Le sue ossa erano state ritrovate nel 2012 sotto un parcheggio di Leicester e identificate dalla locale università. Si trovavano lì da dopo la Battaglia di Bosworth Field, dove nel 1485 il sovrano aveva perso la vita e la sua casata, gli York, era così uscita sconfitta dalla Guerra delle Due Rose. Era stato seppellito, non certo in pompa magna, sotto una chiesa poi rasa al suolo.

(Getty Images)
(Getty Images)

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La scoperta del più antico fossile del genere Homo riempe un vuoto evolutivo

Sembra che l’umanità sia invecchiata all’improvviso di quasi mezzo milione di anni. Secondo due studi pubblicati su Science, i paleoantropologi al lavoro in Etiopia hanno scoperto un osso mascellare di 2,8 milioni di anni, il che lo rende il più antico fossile del genere Homo nella linea ancestrale umana mai scoperto in oltre 400.000 anni.

La scoperta potrebbe riempire delle lacune importanti nella comprensione dell’evoluzione umana.

(Kaye Reed)
(Kaye Reed)

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I carabinieri recuperano tre straordinarie opere

I Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale hanno recuperato tre opere di straordinario valore artistico, per una stima economica di oltre 30 milioni di euro: un raro complesso scultoreo di mitra tauroctono, una tela di Picasso di cui si erano perse le tracce, e uno straordinario dipinto del Carlevarijs.

(MiBACT)
(MiBACT)
(MiBACT)
(MiBACT)

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Scoperte due tombe egizie a Qurna

Gli archeologi dell’ARCE (American Research Center in Egypt) hanno scoperto due eccezionali tombe a Qurna, in Egitto, nella necropoli di Tebe.

I membri dell’ARCE stavano effettuando lavori di restauro e conservazione nel cortile della tomba TT110, quando hanno scoperto gli accessi ad altre tombe.

(MSA)
La tomba di Amenhotep (MSA)
La tomba di Satmut (MSA)
La tomba di Satmut (MSA)

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