Una necropoli Scita svela una placca d’argento con la dea Argimpasa

Uno scavo archeologico dell’Accademia delle scienze della Russia, nell’antico cimitero di Devitsa V in Russia, ha portato alla luce una placca d’argento che raffigura una divinità alata scita circondata da grifoni. È il primo ritrovamento del genere nella zona centrale del fiume Don. Lungo 34,7 centimetri e largo 7,5, questo eccezionale oggetto era fissato con piccoli chiodi d’argento a una base di legno che è andata perduta. Secondo i ricercatori, la figura alata altri non sarebbe che Argimpasa, la dea scita della fertilità e regina degli animali.
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La scoperta della stanza degli schiavi a Pompei getta luce sulla vera vita romana

In un sobborgo dell’antica città romana di Pompei è stata scoperta una stanza perfettamente intatta, abitata da schiavi. È falso dire che sono stati scoperti tre letti e il timone di un carro intatti. È vero invece che gli archeologi hanno fatto un lavoro straordinario per ricostruirli con dei calchi di gesso partendo dalle cavità lasciate nella roccia vulcanica (cinerite). Un vaso da notte, anfore e una cassa in legno contenente oggetti in metallo e tessuto sono gli altri elementi che occupavano l’angusto alloggio della grande villa suburbana a Civita Giuliana, circa 700 metri a nord-ovest dalle mura di Pompei. In questa villa erano stati scoperti in precedenza una stalla con tre cavalli, un carro cerimoniale e i resti di due vittime dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., forse un padrone e un suo schiavo.
Presse per il vino assire di 2700 anni scoperte in Iraq

Una missione archeologica italo-curda ha rivelato domenica scorsa la scoperta di un grosso sito di produzione di vino nel sito di Khinis, all’epoca del re assiro Sennacherib (704-681 a.C.). Nel 2019, aveva scavato nelle vicinanze degli straordinari bassorilievi che mostrano i re assiri pregare gli dèi. Furono tagliati nelle pareti rocciose di un canale di irrigazione lungo quasi nove chilometri nel sito di Faida, nel Kurdistan iracheno.
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Il fossile dell’Uomo dragone: forse un Denisova e NON una nuova specie umana

Ha suscitato una grande eco mediatica l’annuncio dei ricercatori cinesi della riscoperta di un nuovo fossile del genere Homo. La morfologia è simile a quella dell’Homo Sapiens, ed è stato datato tra i 146.000 e i 309.000 anni fa. Non è chiaro a quale specie umana appartenga, e per il momento la datazione del DNA non è prevista. I paleoantropologi cinesi l’hanno ufficialmente denominato “Homo longi” (long significa drago in mandarino), ma vista la forte somiglianza con il fossile di Dali scoperto nel 1978, potrebbe essere un Homo daliensis. Secondo numerosi ricercatori, tra cui il celebre Chris Stringer, potrebbe trattarsi di un eccezionale fossile di uomo di Denisova, un parente dell’Homo Sapiens i cui geni sopravvivono ancora in una parte della popolazione odierna.
Continua a leggere “Il fossile dell’Uomo dragone: forse un Denisova e NON una nuova specie umana”La tomba di Marcus Venerius Secundio a Pompei, un ex schiavo diventato sacerdote di Augusto
L’ultimo eccezionale ritrovamento a Pompei è la sepoltura di Marco Venerio, un ex schiavo pubblico e custode del tempio di Venere, divenuto in tarda età un sacerdote Augustale. La sua tomba risale agli ultimi decenni di vita della città (I secolo d.C.). Reca la sua epigrafe e conserva pitture di piante verdi su sfondo blu. I suoi resti si sono mummificati, capelli e un orecchio sono ancora visibili. La tomba si trova presso la necropoli di Porta Sarno, a est di Pompei.
Continua a leggere “La tomba di Marcus Venerius Secundio a Pompei, un ex schiavo diventato sacerdote di Augusto”I nuovi Patrimoni mondiali dell’umanità UNESCO 2020 e 2021

La 44° sessione del Comitato per il Patrimonio dell’Umanità, si è svolta a Fuzhou (Cina) dal 16 al 31 Luglio, ha iscritto 34 nuovi siti nella lista dei Patrimoni mondiali dell’UNESCO, somma dei siti proposti per il 2020 (20) e 2021 (14). Tre siti già presenti sulla lista sono stati estesi, mentre Liverpool (“Città mercantile marittima”) è stata cancellata per via dell’enorme progetto edilizio che cambierà il porto. Le nuove iscrizioni portano a 1153 il numero dei beni protetti in 167 stati. L’Italia è nuovamente prima da sola per il maggior numero di siti (58). Seguono Cina (56), Germania (50), Francia e Spagna (49).
L’Italia ottiene l’iscrizione dei portici di Bologna e dei cicli di affreschi del XIV secolo di Padova, oltre a un patrimonio condiviso con altri paesi (Grandi città termali d’Europa).
Quest’anno il comitato era composto dai seguenti paesi: Australia, Bahrain, Bosnia ed Erzegovina, Brasile, Cina, Egitto, Etiopia, Guatemala, Ungheria, Kirghizistan, Mali, Nigeria, Norvegia, Oman, Russia, Saint Kitts e Nevis, Arabia Saudita, Sudafrica, Spagna, Thailandia e Uganda.
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Verso l’830 a.C., la potente Gath, la più grande città filistea dell’epoca, stava combattendo per la sua sopravvivenza, assediata da Hazael, re arameo di Aram. Una punta di freccia d’osso scoperta nel sito offre probabilmente una vivida testimonianza dei suoi ultimi giorni prima della capitolazione. «Quest’arma venne fabbricata nella città, forse proprio durante la battaglia», ha detto Aren Maeir direttore del progetto archeologico di Tell es-Sâfi/Gath (oggi in Israele). «È possibile che gli assediati stessero finendo ferro e bronzo, percio utilizzarono i materiali disponibili». La Bibbia ebraica descrive Gath come la città di Golia, il gigante guerriero ucciso da re Davide.
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Riscoperto l’anfiteatro romano di Mastaura

Gli archeologi in Turchia stanno scavando i resti di una “magnifica” arena di epoca romana, dove circa 15.000 spettatori applaudivano e si godevano i combattimenti dei gladiatori e le lotte con gli animali selvatici. L’anfiteatro era stato individuato nel 1837 dall’esploratore britannico William John Hamilton, ma il sito fu dimenticato e nel corso dei secoli venne ricoperto dalla vegetazione. «La maggior parte dell’anfiteatro si trova sottoterra e la parte visibile è in gran parte coperta da arbusti e alberi selvatici», dice Sedat Akkurnaz, direttore dello scavo. Le parti più esterne si sono sgretolate, ma si possono ancora vedere file di sedili, l’arena centrale e i muri di sostegno. L’edificio risale al III secolo d.C.: si trovava sulle colline dell’antica città di Mastaura, nella Turchia occidentale.
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Una nuova maschera d’oro a Sanxingdui

I resti di una preziosa maschera in lamina d’oro fanno parte di una importante scoperta archeologica nella provincia cinese del Sichuan. Pesante circa 280 grammi e realizzata all’84% in oro, la maschera aveva probabilmente una funzione cerimoniale. Il ritrovamento è stato effettuato nel sito di Sanxingdui, che viene comunemente associato all’antico stato di Shu. Dal 2019 sono state scoperte 6 fosse del III e II secolo a.C. contenenti oltre 500 manufatti in avorio, giada e bronzo. Secondo Tang Fei, l’archeologo a capo delle ricerche, la scoperta di fibre di seta indica come lo stato di Shu “fosse un importante centro di produzione di seta nell’antica Cina”. Sanxingdui si trova sulla lista dei candidati dei patrimoni mondiali dell’UNESCO. I siti archeologici dello stato di Shu sono una testimonianza eccezionale dell’Età del bronzo cinese.
Il più antico manufatto d’oro della Germania sudoccidentale

Gli archeologi hanno scoperto la sepoltura di 3.800 anni di una donna dell’Età del Bronzo, nell’attuale Tubinga, in Germania. Aveva circa 20 anni al momento del decesso. All’interno della sua tomba vi era un solo oggetto: un filo d’oro arrotolato che forse portava come ornamento per i capelli.
Continua a leggere “Il più antico manufatto d’oro della Germania sudoccidentale”Una tomba punica a Malta
Una tomba di epoca cartaginese risalente a più di 2000 anni fa è stata scoperta sull’isola di Malta, presso il comune di Zabbar. La tomba, ancora sigillata, è stata aperta, rivelando due urne contenenti i resti cremati di ossa umane. Vi erano anche un’anfora, una lucerna, una boccetta di vetro per profumi e altri vasi di ceramica. I Cartaginesi governarono l’isola dal V secolo al 218 a.C.
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Gli archeologi italiani hanno portato alla luce le ossa di nove individui di Neanderthal in provincia di Latina (Lazio). Il sito è la grotta Guattari, sul monte Circeo, già nota per il ritrovamento nel 1939 di altri due Neanderthal. È possibile che alcuni fossero stati cacciati e sbranati dalle iene. L’archeologo Francesco Di Mario, direttore dello scavo, ha dichiarato: «Sono tutti individui adulti tranne forse uno giovane». Sette uomini, una donna e forse un ragazzo: otto di loro vissero tra i 50 e i 68 mila anni fa e uno, il più antico, tra i 100 e i 90 mila anni fa.
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