Zahi Hawass: «Lo spazio vuoto dentro la Grande Piramide non è una nuova scoperta»

Zahi Hawass

La cavità che gli scienziati di ScanPyramids hanno rilevato dentro la Piramide di Cheope “non è una nuova scoperta”, ha dichiarato il famoso egittologo Zahi Hawass, ex Ministro delle Antichità.

Secondo Hawass la piramide è piena di buchi già noti, e comunque non è corretto parlare di nuovi passaggi o camere segrete, ma solo di anomalie o cavità.

«Non è chiaro cosa ci sia all’interno di quello spazio, a cosa servisse, o se si tratti di uno o di più spazi», ha dichiarato Hawass, oggi a capo proprio del comitato scientifico che supervisiona il progetto ScanPyramids per conto del Ministero egiziano delle Antichità.

Continua a leggere “Zahi Hawass: «Lo spazio vuoto dentro la Grande Piramide non è una nuova scoperta»”

I raggi cosmici rivelano un possibile spazio vuoto nella Grande Piramide di Giza

(ScanPyramids mission)

Una squadra di fisici ha utilizzato i raggi cosmici per rivelare una grande spazio vuoto di 30 metri all’interno della Piramide di Cheope, in Egitto. Come scritto dagli stessi ricercatori sulla rivista Nature, NON si parla di una stanza segreta, ma di un generico spazio le cui forma e dimensione non sono state ancora definite.

Diversi egittologi si sono inoltre dimostrati critici sui risultati dello studio: «Non c’è alcuna possibilità di trovare una camera nascosta» afferma Aidan Dodson, egittologo dell’Università di Bristol. Ancora più duro Zahi Hawass, famoso egittologo ed ex ministro egiziano dell’antichità: «È chiarissimo che il vuoto che hanno scoperto non significhi niente. Ci sono molti vuoti nella piramide per motivi di costruzione».

Tuttavia gli esperti sperano di scoprire nuovi, preziosi dettagli per quanto riguarda la costruzione della piramide. La Grande Piramide sarebbe stata costruita dal faraone Cheope, re dal 2509 al 2483 a.C. È la più grande delle piramidi egizie e l’unica meraviglia del mondo antico sopravvissuta. Non si trovavano nuovi spazi o passaggi dentro la piramide sin dall’Ottocento.

Continua a leggere “I raggi cosmici rivelano un possibile spazio vuoto nella Grande Piramide di Giza”

Scoperte in Iraq 93 tavolette cuneiformi dell’Impero assiro

(Peter Pfälzner, University of Tübingen)

Gli archeologi dell’Università di Tubinga (Germania) hanno fatto un ritrovamento sensazionale in Kurdistan, nel nord dell’Iraq: un archivio di 93 tavolette di argilla cuneiformi risalenti al 1250 a.C. – all’epoca del Medio Impero assiro.

Sessanta tavolette furono poste in un recipiente di ceramica, probabilmente nascosto dopo la distruzione di un edificio adiacente. «Forse le informazioni contenute dovevano essere protette e conservate per i posteri», dice il direttore della missione archeologica Peter Pfälzner.

Cosa ci sia scritto su queste tavolette per ora è un mistero, ma una prima decifrazione ha scoperto il nome di un tempio dedicato a Gula, dea della medicina.

Continua a leggere “Scoperte in Iraq 93 tavolette cuneiformi dell’Impero assiro”

Scavate 15 tombe merovingie con cavalli, guerrieri e una donna

(ZB)

Una spada, una lancia e gioielli di cristallo e di bronzo sono alcune delle scoperte fatte in un cimitero medievale a Theißen, frazione del comune di Zeitz, in Germania.

Nelle 15 tombe di epoca merovingia, gli archeologi hanno portato alla luce i resti di cavalli, guerrieri, e soprattutto di una giovane donna trafitta al petto da una barra di ferro.

Continua a leggere “Scavate 15 tombe merovingie con cavalli, guerrieri e una donna”

Scoperta la cima di un obelisco della regina egizia Ankhesenpepi II

(Ministry of Antiquities, Egypt)

La parte superiore di un obelisco è stata scoperta in Egitto da una missione archeologica svizzera-francese, nel complesso funerario della regina Ankhesenpepi II (2332-2287 a.C.), all’interno della necropoli di Saqqara.

È il più grande frammento di obelisco dell’Antico regno mai trovato finora. La forma del pyramidion (la cuspide piramidale) indica che in origine fosse ricoperto da lastre di metallo, probabilmente rame o lamine d’oro, così da far brillare l’obelisco alla luce del Sole.

Continua a leggere “Scoperta la cima di un obelisco della regina egizia Ankhesenpepi II”

Statue e un disco di bronzo nel relitto di Antikythera

(Brett Seymour/EUA/ARGO 2017)

Gli archeologi marini hanno recuperato nuovi preziosi reperti nell’antico relitto di Anticitera. Tra questi vi sono pezzi di statue di bronzo e di marmo, il coperchio di un sarcofago e un misterioso disco di bronzo decorato con un toro.

I manufatti erano intrappolati sotto alcuni massi in una parte inesplorata del mare davanti all’isola di Anticitera, in Grecia. I ricercatori pensano che gran parte di almeno sette statue siano ancora sepolte nelle vicinanze.

Il relitto è famoso in tutto il mondo per il ritrovamento del meccanismo di Anticitera: un complesso dispositivo di bronzo in grado di predire le eclissi e di mostrare i movimenti di Sole, Luna e pianeti.

Continua a leggere “Statue e un disco di bronzo nel relitto di Antikythera”

Sacrifici umani e la tomba di un orafo Sican scoperti in Perù

Brocca Huaco Rey Go Matsumoto perù sican lambayeque
Brocca di tipo Huaco Rey (Go Matsumoto, Yamagata University)

La squadra diretta dall’archeologo giapponese Go Matsumoto ha scoperto in Perù i resti di almeno nove individui, probabilmente sacrificati, e la tomba di un orafo con ancora all’interno ben 24 brocche funerarie.

Tutti gli individui appartenevano alla cultura Lambayeque (o Sicán), e sono stati datati tra il 950 e il 1100 d.C. circa. Si trovavano in punti diversi nel Complesso Archeologico di Sicán, presso il Santuario Storico del Bosco di Pómac, sulla costa settentrionale del Perù.

Continua a leggere “Sacrifici umani e la tomba di un orafo Sican scoperti in Perù”

Un cane di bronzo romano scoperto col metal detector

statua cane romano lydney park
(Eve Andreski, Portable Antiquities Scheme)

Un’incredibile statua di cane con la lingua di fuori è stata scoperta, insieme ad altri reperti romani del IV secolo d.C., grazie a un metal detector nella contea di Gloucestershire, in Inghilterra.

Il cane di bronzo, nell’atto di leccare, si è conservato intatto e costituisce una scoperta unica nel suo genere nella storia britannica. Gli archeologi ritengono avesse scopi curativi e che provenisse dal tempio romano di Lydney, un tempio di guarigione dove sono state trovate diverse offerte votive, tra cui rappresentazioni di cani che guariscono le ferite che leccano.

Continua a leggere “Un cane di bronzo romano scoperto col metal detector”

Il primo utilizzo del numero “0” scoperto sul manoscritto di Bakhshali

Il manoscritto di Bakhshali: nell’ultima riga di questa pagina si vede chiaramente il numero zero, indicato ancora come un punto (Bodleian Libraries, University of Oxford)

Un nuovo studio dell’Università di Oxford ha scoperto il più antico utilizzo del numero “0” al mondo. Il numero appare centinaia di volte in un antico testo indiano noto come il manoscritto di Bakhshali.

Il manoscritto consiste di 70 fogli di corteccia di betulla, pieni di testi in sanscrito e di matematica. In precedenza era stato datato intorno al IX secolo, ma la nuova datazione al radiocarbonio ha scoperto che è molto più antico: una sua parte risale tra il 224 e il 383 d.C.

Il testo sembra essere stato un manuale per i mercanti della Via della Seta. Include esercizi di aritmetica e di qualcosa che si avvicina all’algebra.

Continua a leggere “Il primo utilizzo del numero “0” scoperto sul manoscritto di Bakhshali”

Due tombe micenee scavate vicino a Nemea

L’ingresso della tomba sigillato da pietre irregolari (Ministero della Cultura Greco)

In Grecia sono state portate alla luce due nuove tombe a camera presso Aedonia, un sito a soli 10 km dalla famosa città di Nemea. Una tomba, già saccheggiata, è stata datata al Tardo periodo miceneo (1350-1200 a.C.). L’altra, intatta, risale al Primo periodo miceneo.

L’antico cimitero miceneo di Aedonia è costituito quasi esclusivamente da gruppi di tombe a camera. Le tombe sono scavate nella roccia e sono costituite da tre sezioni: il dromos, il corridoio che porta dalla superficie all’apertura sottoterra; lo stomio, l’ingresso della tomba sigillato da pietre irregolari; e la camera funeraria sotterranea.

Continua a leggere “Due tombe micenee scavate vicino a Nemea”

Scoperte tre tombe tolemaiche a Samalut, in Egitto

catacombe tombe egitto tolemaico XVII dinastia
Una delle camere funebri tagliate nella roccia, completa di nove nicche rettangolari (Ministry of Antiquities, Egypt)

Tre tombe di epoca tolemaica sono state scoperte vicino alla città di Samalut, in Egitto. Le tombe, scavate da una missione archeologica egiziana, contengono sarcofagi di forme e dimensioni diverse.

Al loro interno vi erano anche alcuni frammenti d’argilla che sono stati datati tra la XXVII dinastia d’Egitto e il periodo greco-romano. «Questo fatto suggerisce che l’area sia stata un grande cimitero per un lungo periodo di tempo», ha detto Ayman Ashmawy, a capo del dipartimento dell’Antico Egitto presso il Ministero delle Antichità.

Continua a leggere “Scoperte tre tombe tolemaiche a Samalut, in Egitto”

L’argento iberico rivela l’ascesa di Roma

denario romano argento spagna annibale
Questo denario romano venne coniato nel 108 -107 a.C., probabilmente con l’argento della Spagna sudorientale. I tre segni rossi indicano dove è stato forato per accedere al metallo non eroso (Institute for Archaeological Sciences, Goethe University, Frankfurt)

L’analisi di 70 monete romane ha dimostrato come la sconfitta di Annibale nella seconda guerra punica (218-201 a.C.) abbia comportato enormi ricchezze per i Romani.

Una squadra di scienziati dell’Università Goethe di Francoforte (Germania) ha scoperto che mentre prima le monete venivano coniate con l’argento della regione egea, dopo furono utilizzate le miniere d’argento della Spagna appena conquistata.

Lo studio, dicono i ricercatori, fornisce una testimonianza tangibile del passaggio di Roma da potenza regionale a impero.

Continua a leggere “L’argento iberico rivela l’ascesa di Roma”