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Scoperta la cima di un obelisco della regina egizia Ankhesenpepi II

ottobre 10, 2017

(Ministry of Antiquities, Egypt)

La parte superiore di un obelisco è stata scoperta in Egitto da una missione archeologica svizzera-francese, nel complesso funerario della regina Ankhesenpepi II (2332-2287 a.C.), all’interno della necropoli di Saqqara.

È il più grande frammento di obelisco dell’Antico regno mai trovato finora. La forma del pyramidion (la cuspide piramidale) indica che in origine fosse ricoperto da lastre di metallo, probabilmente rame o lamine d’oro, così da far brillare l’obelisco alla luce del Sole.

(Ministry of Antiquities, Egypt)

Philippe Collombert (Università di Ginevra), direttore della missione archeologica, ha spiegato che l’obelisco di granito rosso ha una lunghezza di 2,5 metri. «Stimiamo che quando era intatto, l’obelisco fosse alto circa cinque metri».

Inoltre non è stato trovato nella sua posizione originaria: «Le regine della VI dinastia di solito avevano due piccoli obelischi all’ingresso del loro tempio funerario, ma questo è stato trovato un po’ lontano», dice l’archeologo Mostafa Waziri, segretario generale del Concilio Supremo delle Antichità. L’obelisco fu dunque rimosso dall’entrata e trascinato nel luogo dove lo si è scoperto. Probabilmente venne utilizzato in un periodo successivo dagli scalpellini; la maggior parte della necropoli fu infatti utilizzata come cava durante il Nuovo Regno e il Periodo tardo.

Su uno dei lati del pyramidion, un’iscrizione sembra corrispondere all’inizio dei titoli e al nome della regina Ankhesenpepi II. Inoltre, «Probabilmente è la prima regina ad avere i Testi delle piramidi (delle formule rituali egizie) incisi nella sua piramide», spiega Waziri. Prima di Ankhesenpepi II, i cosiddetti Testi delle piramidi venivano scolpiti solo nelle piramidi dei faraoni; dopo di lei, alcune mogli di Pepi II fecero lo stesso.

(Ministry of Antiquities, Egypt)

L’obiettivo principale della missione archeologica, istituita nel 1963 da Jean-Philippe Lauer e Jean Leclant, è studiare i Testi delle piramidi del Vecchio Regno. Dal 1987 la missione scava anche la necropoli delle regine, e quest’anno i lavori si stanno concentrando sul complesso funerario di Ankhesenpepi II, la regina più importante della VI dinastia.

Ankhesenpepi II fu moglie del faraone Pepi I e, quando questi morì, sposò il figlio di sua sorella Anjesenpepi I, cioè suo nipote Merenra I, dal quale ebbe il futuro re Pepi II. Ma quando Merenra I morì, Pepi II aveva circa sei anni, e perciò Ankhesenpepi II divenne reggente, effettiva governatrice del paese, ma non diventò faraone come fece Hatshepsut più tardi. «Questo è probabilmente il motivo per cui la sua piramide è la più grande della necropoli dopo quella del faraone stesso», Waziri.

Al Ahram

Ministero delle Antichità egiziano

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