Una tomba a camera del II secolo a.C. a Taranto

I reperti scoperti in via Maturi, a Taranto (Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio Brindisi, Lecce e Taranto)

In occasione delle Giornate dell’archeologia, a Taranto, è stata presentata la scoperta di una tomba a camera del II secolo a.C. Al suo interno vi erano sette corpi inumati e ricchi corredi di età ellenistica: circa 150 reperti tra ceramica, coroplastica, alabastro e metalli. Il ritrovamento era avvenuto lo scorso febbraio in via Maturi.

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Il primo consumo di cannabis nella Cina del 500 a.C.

Braciere di legno con le pietre riscaldate, nella tomba M12 del cimitero di Jirzankal (Xinhua Wu)

Oggi più di 150 milioni di persone fumano regolarmente la cannabis, ma finora non era chiaro dove e quando si cominciarono ad apprezzare le proprietà psicoattive dell’erba. Una squadra diretta dagli archeologi Yang Yimin e Ren Meng dell’Accademia cinese delle scienze di Pechino, ha scoperto le prove del suo consumo nell’Asia centrale da parte dell’antica popolazione dei Sogdiani. Durante le cerimonie funerarie avrebbero bruciato la cannabis per i suoi fumi inebrianti, su un remoto altopiano di montagna circa 2500 anni fa.

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Parassiti di 8000 anni a Çatalhöyük

Uovo microscopico di tricocefalo da Çatalhöyük. La barra della scala nera rappresenta 20 micrometri (Evilena Anastasiou)

Una ricerca pubblicata sulla rivista Antiquity ha rivelato le prime prove archeologiche di infezioni da parassiti intestinali nel vicino Oriente. Gli scienziati hanno trovato tracce di tricocefali nel famoso villaggio preistorico di Çatalhöyük, fondato intorno al 7.100 a.C. I suoi abitanti furono tra i primi agricoltori della storia, e questo potrebbe spiegare l’insorgere di nuove infezioni quali la tricocefalosi.

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Scoperta la testa di una divinità nel Foro di Traiano

(Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali)

Questa mattina gli archeologi della Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali, impegnati nello scavo archeologico di via Alessandrina, hanno ritrovato la testa di una statua in marmo bianco di età imperiale (I secolo a.C. – V d.C.) di dimensioni di poco maggiori del vero e in ottime condizioni di conservazione. Per le sue caratteristiche iconografiche potrebbe rappresentare una divinità. Per i tecnici della Sovrintendenza è stata una “bellissima sorpresa”.

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Una moneta di Ulpio Cornelio Leliano

(Highways England)

Una moneta romana incredibilmente rara è stata trovata durante alcuni lavori stradali in Inghilterra. Raffigura Ulpio Cornelio Leliano, che regnò per pochi mesi nel 269 d.C. prima di essere ucciso. Secondo l’archeologo Steve Sherlock, è solo la seconda moneta del suo genere ad essere scoperta in Britannia.

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Scoperto un kurgan sarmatico in Russia

Gioielli, alcuni d’oro (Ministero della Cultura e del Turismo della regione di Astrachan)

Un contadino russo ha scoperto un antico tumulo funerario, un kurgan, nella sua fattoria. La tomba era stata saccheggiata nell’antichità, ma conteneva ancora tre scheletri umani, resti animali, armi, gioielli d’oro e un calderone di bronzo. Il kurgan sarebbe del VI secolo a.C. e apparteneva a una tribù nomade dei Sarmati.

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Il massacro di una famiglia nel Neolitico

Ricostituzione della sepoltura multipla (Michał Podsiadło)

Nel 2011, un gruppo di archeologi polacchi aveva fatto una macabra scoperta nel villaggio polacco di Koszyce: quindici scheletri di donne, bambini e adolescenti, tutti uccisi da violenti colpi alla testa. Appartenevano alla cosiddetta cultura delle anfore globulari e vissero tra il 2880 e il 2776 a.C. Ora, otto anni dopo la scoperta, gli studi del DNA hanno rivelato che tutti (tranne una donna) facevano parte della stessa famiglia allargata.

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160 tombe della dinastia Han a Zhengzhou

Il pavimento rituale di mattoni incisi con piante e animali (Xinhua)

Nel centro della Cina, gli archeologi hanno scoperto un totale di 160 tombe antiche. Risalirebbero alla dinastia Han (202 a.C. – 220 d.C.) e contenevano oltre 1.000 oggetti funerari, tra cui monete, ceramiche, reperti di bronzo e di ferro, e soprattutto un eccezionale pavimento rituale con le incisioni di piante e animali. Nonostante l’abbondanza di manufatti, gli archeologi pensano che le tombe appartenessero alla popolazione comune, e non alle famiglie reali.

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Un cimitero dell’Antico Regno a Giza

(Mohamed Abd El Ghany, Reuters)

Gli archeologi hanno scavato un antico cimitero vicino alle famose piramidi di Giza, appena fuori dal Cairo. Nella parte scoperta, tra i pozzi funerari e le tombe degli alti funzionari Egizi, spicca una bella statua in calcare della V dinastia (2465-2323 a.C.). Il cimitero venne riutilizzato nel Periodo tardo (664-332 a.C.), poiché gli archeologi hanno trovato bare dipinte e maschere funerarie di quell’epoca.

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Scoperta la Sala della Sfinge nella Domus Aurea

Un centauro (Parco archeologico del Colosseo)

Una nuova sala è stata scoperta nella Domus Aurea, la maestosa residenza del I secolo d.C. dell’imperatore Nerone. Soprannominata “Sala della Sfinge”, contiene una volta interamente decorata con pitture murali di pantere, centauri rampanti e persino una sfinge solitaria. Secondo l’ANSA, i tecnici vi si sono imbattuti durante il restauro di un ambiente contiguo.

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Una nuova sala del tempio di Ramses II ad Abydos

(Ministero delle Antichità d’Egitto)

Gli scavi archeologici nel tempio funerario di Ramses II, ad Abydos, hanno portato alla luce un nuovo edificio. Abydos era una delle città più antiche e sante d’Egitto, e ospita il grande tempio funerario di Seti I, padre di Ramses II. Nel nuovo edificio – forse un vestibolo o una sala reale – gli archeologi hanno scoperto le pietre angolari ancora incise coi cartigli di Ramses II.

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La peste nera del ‘300 nell’Africa subsahariana?

Nel Medioevo, gli Etiopi adottarono santi europei della peste, tra cui san Sebastiano, qui mostrato in una pittura murale del XVII secolo in una chiesa etiope (Claire Bosc Tiesse and Anaïs Wion)

Lo Yersinia pestis, il batterio che provocò la peste nera tra il 1347 e il 1352 d.C., fece fino a 200 milioni di morti tra Europa, Asia e nord Africa. Finora si pensava che non avesse attraversato il deserto del Sahara e quindi l’Africa subsahariana. Nuove ricerche basate su prove storiche, genetiche e su siti archeologici quali Akrokrowa (Ghana) e Kirikongo (Burkina Faso), mostrano invece possibili segni della peste nera.

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