Un antico amuleto con iscrizione palindroma
Un antico amuleto a due facce, scoperto sull’isola di Cipro, contiene un’iscrizione palindroma di 59 lettere: ovvero, letta a rovescio, rimane identica.
L’amuleto risale a circa 1.500 anni fa, ed è stato trovato nella città di Nea Paphos.

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Scoperta la tomba della regina egizia Khentkaus III
Un team di archeologi del Czech Institute of Egyptology ha recentemente scoperto la tomba di una regina dell’Antico Regno ad Abu Sir, a sud ovest de Il Cairo.
Gli esperti attribuiscono il complesso funerario a una nobile della V dinastia vissuta circa 4.500 anni fa. Il sepolcro è infatti parte di una vasta necropoli situata a nord di Saqqara, in cui si trovano numerose piramidi di faraoni della V dinastia che, durante l’Antico Regno, risiedevano nella capitale di Menfi.

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Spiegata la scomparsa della civiltà Sanxingdui?
Secondo una nuova ricerca, un terremoto potrebbe la causa principale della misteriosa scomparsa di una delle antiche civiltà della Cina, avvenuta quasi 3.000 anni fa.
Il grande terremoto potrebbe aver causato delle catastrofiche frane, ostruendo il corso della principale fonte d’acqua della città di Sanxingdui e deviandola verso un nuovo sito.
Ciò potrebbe aver spinto gli abitanti ad avvicinarsi al nuovo corso d’acqua, ha detto il co-autore dello studio Niannian Fan, scienziato presso l’Università di Tsinghua, in Cina.

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39 lingotti di oricalco nel mare di Gela
Sono rimasti sepolti negli strati di sabbia per 2600 anni, nelle profondità del mare di Gela, a poche decine di metri dal litorale di contrada «Bulala». Una zona chiave che in passato ha restituito i relitti di ben tre navi arcaiche. Ma le correnti e le mareggiate degli ultimi giorni hanno “risvegliato” il tesoro dormiente.
La bellezza di 39 lingotti intatti di un metallo pregiato, l’oricalco, risalenti al VI secolo prima di Cristo, che nell’era arcaica era al terzo posto per valore commerciale, dopo oro e argento. Non a caso l’oricalco è simile al moderno ottone, noto come metallo prezioso per la sua somiglianza all’oro nell’antichità.
Secondo le analisi con “fluorescenza a raggi X” (eseguite da Dario Panetta) ciascun esemplare è frutto di una lega di metalli composta per l’80% di rame e per il 20% di zinco e realizzata con tecniche avanzate, la cui lavorazione, i coloni geloi di origine rodio-cretese avevano appreso dai fenici.

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Il più grande blocco di pietra dell’antichità
Gli archeologi tedeschi hanno scoperto la più grande pietra mai tagliata dall’uomo nell’antichità. Risale forse a oltre 2.000 anni fa.
Ancora parzialmente coperto, il monolite misura 19,6 metri di lunghezza, 6 metri di larghezza e almeno 5,5 metri di altezza. Il suo peso è stimato in 1.650 tonnellate, il che lo rende il più grande blocco di pietra dell’antichità.
Era stato trovato da una squadra dell’Istituto archeologico tedesco in una cava di pietra a Baalbek, in Libano. Conosciuta in epoca romana come Heliopolis, “la città del Sole”, Baalbek ospitava uno dei più grandiosi santuari dell’impero.

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I “vampiri” di Drawsko probabilmente avevano il colera
Il primo studio biogeochimico condotto sui resti scheletrici di alcuni “vampiri”, seppelliti con grandi pietre conficcate in bocca o falci sul collo, ha rivelato che erano abitanti del luogo, probabilmente affetti dal colera.
Lo studio ha investigato 285 scheletri umani scavati tra il 2008 e il 2012 in un cimitero post-medievale a Drawsko, un insediamento rurale nell’odierna Polonia. Datato tra il XVII e il XVIII secolo, i resti rappresentavano individui di tutte le età ed entrambi i sessi.
Sei delle inumazioni appartenevano a dei cosiddetti vampiri: un uomo, una ragazza, tre donne e un giovane di sesso incerto.

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Trovata un’ascia preistorica integra
Gli archeologi in Danimarca hanno effettuato una rara scoperta: un’ascia dell’Età della pietra con ancora il suo manico di legno intatto.
L’ascia neolitica di 5.500 anni è stata trovata durante gli scavi archeologici precedenti alla costruzione di un grande tunnel: il Collegamento Fisso Fehmarn Belt, che costerà miliardi di euro e unirà l’isola danese di Lolland con l’isola tedesca di Fehmarn.

Animali mitologici in un cimitero sulla Via della Seta
Un cimitero di 1700 anni fa è stato scoperto lungo la Via della Seta, una serie di antiche rotte commerciali che una volta collegavano la Cina all’Impero Romano.
Il cimitero è stato trovato nella città di Kucha, situata oggi nel nord-ovest della Cina. Sono state scavate dieci tombe, sette delle quali si sono rivelate delle grandi strutture di mattoni.
Una tomba, soprannominata “M3”, conteneva incisioni di diverse creature mitologiche, tra cui i Quattro Animali che rappresentano un punto cardinale e una stagione dell’anno: il Dragone Azzurro, l’Uccello Vermiglio, la Tigre Bianca e la Tartaruga Nera.

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Decifrato un manuale di incantesimi egizio
In Egitto, i ricercatori hanno decifrato un testo medievale scritto in copto, rivelando una serie di invocazioni e incantesimi.
Tra le varie cose, il “Manuale del Potere rituale”, come lo chiamano i ricercatori, spiega ai lettori come lanciare incantesimi di amore, esorcizzare spiriti malefici e trattare “l’ittero nera” (la leptospirosi), un’infezione batterica presente ancora oggi e che può essere fatale.

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Un insediamento sommerso vicino a Delo
Una “piccola Pompei sottomarina”. È questa l’incredibile scoperta fatta un gruppo di archeologi della National Hellenic Research Foundation e dell’Eforato per le Antichità Sommerse, che hanno trovato resti di un intero insediamento risalente al I secolo a.C. nelle acqua dell’isola di Delo, in Grecia.

Nuovi manufatti sotto il tempio di Teotihuacan
Gli archeologi messicani dell’INAH hanno annunciato la scoperta di nuovi manufatti nelle camere recentemente scoperte nel tunnel sotto l’antica città di Teotihuacan. Il tunnel era stato scoperto nel 2003 sotto il famoso Tempio del Serpente Piumato, appena fuori da Città del Messico.
Nelle camere, i ricercatori hanno trovato migliaia di oggetti, tra cui statuette, palle di gomma, oggetti di giada del Guatemala e una scatola di legno contenente conchiglie. Tuttavia non sono stati scoperti corpi, sebbene gli archeologi suppongano che il sito contenga una camera funebre forse ancora sepolta sotto il suolo.

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Trovata una statua etrusca di Voltumna
A Orvieto è stata trovata la testa di una divinità etrusca, Voltumna, dio della Federazione etrusca e forse identificabile col dio Tinia – il corrispondente dello Zeus greco o del Giove romano.
L’eccezionale ritrovamento archeologico è avvenuto nell’area del Fanum Voltumnae, il grande e mitico santuario federale degli Etruschi risalente al VI secolo avanti Cristo. Gli scavi, diretti dall’archeologa Simonetta Stopponi dell’Università di Perugia, hanno interessato anche il tempio principale e la strada sacra.
