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Il più grande blocco di pietra dell’antichità

gennaio 15, 2015

Gli archeologi tedeschi hanno scoperto la più grande pietra mai tagliata dall’uomo nell’antichità. Risale forse a oltre 2.000 anni fa.

Ancora parzialmente coperto, il monolite misura 19,6 metri di lunghezza, 6 metri di larghezza e almeno 5,5 metri di altezza. Il suo peso è stimato in 1.650 tonnellate, il che lo rende il più grande blocco di pietra dell’antichità.

Era stato trovato da una squadra dell’Istituto archeologico tedesco in una cava di pietra a Baalbek, in Libano. Conosciuta in epoca romana come Heliopolis, “la città del Sole”, Baalbek ospitava uno dei più grandiosi santuari dell’impero.

(Istituto archeologico germanico)

(Istituto archeologico germanico)

La cava era situata a circa 400 metri dal complesso di templi della città e ospita due altri enormi blocchi: uno dal peso di 1.240 tonnellate; l’altro, noto come “Hajjar al-Hibla” (La pietra della donna incinta) di circa 1.000 tonnellate.

Proprio accanto alla Hajjar al-Hibla e sotto di essa, gli archeologi hanno scoperto un terzo blocco.

“Il livello di levigatezza indica che il blocco sarebbe dovuto essere trasportato e usato senza essere tagliato”, spiegano dall’Istituto Tedesco Archeologico. “Si tratta perciò del più grande masso noto dall’antichità”.

La squadra ha lavorato sotto la supervisione locale di Jeanine Abdul Massih, collaboratrice nel Baalbek project della Sezione orientale dell’Istituto archeologico germanico. Lo scopo principale era di trovare nuove informazioni sulle tecniche di estrazione e il trasporto di megaliti.

Gli archeologi credono che i blocchi di pietra calcarea risalgano almeno al 27 a.C., quando Baalbek era una colonia romana ed era cominciata la costruzione di tre templi principali e altri minori. “Degli enormi blocchi di pietra lunghi 20 metri vennero usati per il podio del grande Tempio di Giove nel santuario”, dicono gli archeologi.

Oggi rimangono solo alcune porzioni del tempio, tra cui sei grandi colonne e 27 blocchi giganteschi di pietra calcarea alla base. Tre di loro, dal peso di 1.000 tonnellate ciascuno, sono noti come “Trilithon”.

Come questi monoliti furono trasportati e precisamente posizionati durante la costruzione del tempio rimane un mistero. Alcuni suppongono persino che il blocco fosse stato preparato da una cultura precedente ad Alessandro Magno, che fondò Heliopolis nel 334 a.C.

Il blocco di pietra probabilmente venne tagliato per essere usato nel tempio, ma fu abbandonato perché non trasportabile.

Il vicino blocco Hajjar al-Hibla fornisce invece alcuni indizi: venne probabilmente lasciato nella cava perché su un lato la qualità della pietra si era rivelata carente. “Si sarebbe probabilmene rotta durante il trasporto”, hanno detto gli archeologi. Ulteriori scavi tenteranno di stabilire se anche la pietra più grande avesse lo stesso problema.

Discovery

Istituto archeologico germanico

3 commenti leave one →
  1. gennaio 22, 2015 1:54 pm

    Sempre interessante l’enigma dei giganteschi blocchi di pietra impiegati in varie costruzioni oppure preparati per essere usati e poi abbandonati, come forse in questo caso. Chi erano questi costruttori che prediligevano tali monoliti?

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  2. Daniel permalink
    dicembre 13, 2016 9:57 pm

    Molto utile, grazie

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  3. Liutprand permalink
    dicembre 16, 2016 8:18 am

    Prima della fase ellenistico-romana, vi erano degli insediamenti cananei, sorti nell’Età del Bronzo.

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