La sepoltura intatta di una nobile sarmata

(Institute of Archaeology RAS)
(Institute of Archaeology RAS)

In Russia, nella tomba di una nobile donna guerriera è stato rinvenuto un grande tesoro di antichi gioielli del I secolo d.C.

La donna era una sarmata, una popolazione nomade che migrò dall’Asia centrale agli Urali tra il VI e il IV secolo a.C., e che ispirò le Amazzoni della mitologia greca.

Oltre ai gioielli d’oro e d’argento, gli archeologi hanno trovato più di 100 punte di freccia nella tomba, oltre alla bardatura del cavallo.

Continua a leggere “La sepoltura intatta di una nobile sarmata”

Un tempio del Sole scavato in Danimarca

(Marta Bura)
(Marta Bura)

Nel corso degli scavi a Vasagard, in Danimarca, gli archeologi polacchi hanno scoperto dei curiosi manufatti che portano ancora le tracce di credenze e rituali degli abitanti dell’isola di Bornholm di 5.500 anni fa.

Il sito di Vasagard è enigmatico. Probabilmente era il sito di un tempio di adorazione del Sole. La prova è l’ingresso del tempio, situato nella direzione dove sorge il Sole durante il solstizio o l’equinozio. In questa stagione di scavi, gli archeologi hanno scoperto diverse fosse nelle quali, secondo la loro ipotesi, venivano posti i corpi dei defunti. Dopo la decomposizione, le ossa venivano trasferite verso delle vere camere funerarie. Continua a leggere “Un tempio del Sole scavato in Danimarca”

Scoperte enormi pietre megalitiche sotto Durrington Walls

(Istituto Ludwig Boltzmann)
(Istituto Ludwig Boltzmann)

Un enorme fila di 90 pietre megalitiche è stata trovata sepolta sotto il super henge preistorico di Durrington Walls, a meno di 3 km di distanza da Stonehenge, in Inghilterra. La grande linea di pietre megalitiche giace a un metro sottoterra ed è stata appena scoperta attraverso l’uso di sofisticati strumenti radar non invasivi.

«Durrington Walls è un immenso monumento e finora pensavamo che fosse semplicemente un grande terrapieno e uno spazio rinchiuso da un fossato, ma sotto questo monumento c’è un altro monumento», dice il professor Vince Gaffney, dell’Università di Bradford e co-direttore dello Stonehenge Hidden Landscapes Project, che ha fatto la scoperta.

«Siamo di fronte a uno dei più grandi monumenti di pietra in Europa ed è stato sotto il nostro naso per 4.000 anni… È veramente incredibile», continua Gaffney. «Non pensiamo che esista una cosa simile al mondo. È completamente nuovo, e la dimensione è straordinaria». Continua a leggere “Scoperte enormi pietre megalitiche sotto Durrington Walls”

Il più antico caso di leucemia

(M. Francken, Universität Tübingen)
Lo scheletro affetto da leucemia (M. Francken, Universität Tübingen)

Un team di scienziati ha scoperto quello che potrebbe essere il più antico caso noto di leucemia. Per mezzo della tomografia al computer ad alta risoluzione, sono stati in grado di rilevare tracce di cancro in uno scheletro di 7.000 anni fa, appartenuto a una donna morta a 30-40 anni di età.

La vita nell’epoca neolitica non era facile: il lavoro nei campi era faticoso, e le cure mediche erano decisamente inadeguate secondo il moderno punto di vista. Queste difficili condizioni lasciarono il segno sulla salute della popolazione – malattie infettive, sintomi di debolezza e cambiamenti degenerativi erano comuni. «Tuttavia, eccetto l’infiammazione alveolare e le carie dentali, l’individuo 61 non era affetto da altre malattie – uno scheletro di donna del cimitero neolitico di Stuttgart-Mühlhausen», spiega la dr.ssa Heike Scherf, del Centro Senckenberg per l’Evoluzione Umana e il Paleoambiente dell’Università di Tubinga. Continua a leggere “Il più antico caso di leucemia”

L’ISIS distrugge le torri funerarie di Palmira

(Reuters)
(Reuters)
(DigitalGlobe)
(DigitalGlobe)

Non si ferma la furia distruttrice dell’ISIS. Il capo delle antichità siriano ha confermato l’esplosione di almeno sette torri funerarie a Palmira.

Maamoun Abdul Karim ha specificato che tra queste vi è purtroppo la famosa Torre di Elahbel, costruita nel 103 d.C. e una delle meglio conservate.

I monumenti, situati al di fuori delle mura cittadine, si trovano in un’area nota come Valle delle Tombe, appartenuta alle ricche famiglie palmirene.

La loro demolizione segue di pochi giorni quella di due grandi templi di Palmira.

Il gruppo aveva in precedenza distrutto due santuari islamici – appartenenti a sufismo e sciismo – vicino a Palmira, poiché ritenuti “manifestazioni del politeismo”. Continua a leggere “L’ISIS distrugge le torri funerarie di Palmira”

L’ISIS distrugge anche il tempio di Bel a Palmira

(UNOSAT)
(UNOSAT)

Secondo un’agenzia delle Nazioni Unite, un’immagine satellitare conferma la distruzione del tempio di Bel a Palmira, in Siria, da parte dell’ISIS.

Il capo delle antichità siriano aveva ipotizzato che il Tempio di Bel fosse ancora in piedi, nonostante le voci di una grande esplosione nel fine settimana.

Gli analisti di Unosat (l’OSNU, Operazione Satellitare delle Nazioni Unite) hanno però confermato che l’edificio principale è stato ridotto in macerie, oltre a una serie di colonne accanto a esso.

Il tempio venne consacrato nel 32 d.C. e costituiva il centro della vita religiosa palmirena. Era infatti dedicato alla divinità mesopotamica Bel, che a Palmira veniva venerata in una triade insieme al dio della luna Aglibol e al dio del sole Yarhibol. Le sue rovine erano considerate tra le meglio conservate a Palmira.

Continua a leggere “L’ISIS distrugge anche il tempio di Bel a Palmira”

Forse scoperto il palazzo perduto della Sparta micenea

Un rhytòn rinvenuto nel palazzo (Greek Culture of Ministry)
Un rhytòn rinvenuto nel palazzo (Greek Culture of Ministry)

Un antico palazzo greco pieno di manufatti e tavolette d’argilla potrebbe essere il palazzo a lungo perduto della Sparta micenea, una delle più famose civiltà dell’antica Grecia.

Il complesso di 10 stanze, chiamato Ayios Vassileios, conserva frammenti di pitture murali, una coppa con testa di toro, un sigillo decorato con un nautilo e diverse spade di bronzo. Il palazzo, che bruciò nel XIV secolo a.C., conteneva diverse tavolette scritte con la Lineare B, una forma arcaica della lingua greca.

Il palazzo si trova a circa 12 km dalla storica Sparta, che comunque fiorì secoli dopo.

La scoperta potrebbe gettare luce sulla fine della civiltà micenea, la cultura del Bronzo che misteriosamente scomparve verso il 1200 a.C. E potrebbe anche avere delle grandi implicazioni sulla formazione del sistema di scrittura della Lineare B. Continua a leggere “Forse scoperto il palazzo perduto della Sparta micenea”

L’ISIS distrugge il tempio di Baal Shamin a Palmira

(Isis social media)
(Isis social media)

La scorsa domenica l’ISIS ha fatto saltare in aria l’antico tempio di Baal Shamin a Palmira, ormai l’ultima di una triste serie di distruzioni del patrimonio culturale da parte del gruppo jihadista.

Famosa per le sue rovine greco-romane, Palmira era stata conquistata il 21 maggio, diffondendo la paura che l’ISIS potesse appunto distruggere il sito patrimonio dell’UNESCO, come già successo in altre parti di Siria e Iraq.

Fino a domenica, la maggior parte di Palmira era stata lasciata intatta, sebbene il gruppo terroristico avesse già distrutto una statua di leone e forse minato il sito. Continua a leggere “L’ISIS distrugge il tempio di Baal Shamin a Palmira”

La morte di Khaled Asaad e i pericoli per gli archeologi

Khaled Asaad, direttore del sito archeologico di Palmira, torturato e ucciso dall'ISIS (Marc Deville, Gamma-Rapho, Getty)
Khaled Asaad, direttore del sito archeologico di Palmira, torturato e ucciso dall’ISIS (Marc Deville, Gamma-Rapho, Getty)

Khaled Asaad aveva dedicato la vita a scavare e restaurare le rovine millenarie della città di Palmira, oggi in Siria.

Questa dedizione lo ha portato alla morte.

Lo studioso di 82 anni, che ha lavorato per oltre 50 anni come capo delle antichità della città, è stato torturato e ucciso dai militanti dell’ISIS, spiegano fonti siriane. Il suo corpo decapitato è stato appeso a una colonna romana. Un cartello spiegava che era stato giustiziato per essere un infedele che aveva sovrinteso alla collezione degli “idoli” di Palmira. Continua a leggere “La morte di Khaled Asaad e i pericoli per gli archeologi”

Una fossa comune neolitica mostra segni di enorme violenza

(Christian Meyer)
Frattura sul cranio di un bambino di 3 anni circa (Christian Meyer)

Una fossa comune, contenente almeno 26 scheletri, è un’ulteriore prova dei brutali scontri che sembrano aver caratterizzato l’Europa centrale 7.000 anni fa.

I resti sono stati scoperti nel sito di Schöneck-Kilianstädten, in Germania.

Gli individui avevano la testa spaccata, mentre alcuni avevano addirittura le gambe rotte –  forse come forma di tortura. Continua a leggere “Una fossa comune neolitica mostra segni di enorme violenza”

Il più antico forte dei Pitti

(Università di Aberdeen)
(Università di Aberdeen)

La datazione al radiocarbonio rivela che un forte pittico sopra uno scoglio noto come Dunnicaer, in Scozia, risale tra il III e il IV secolo d.C., il che lo rende il più antico forte dei Pitti conosciuto al momento. I Pitti erano una confederazione di tribù formatasi nella Scozia nord-orientale durante la tarda antichità.

Gli archeologi dell’Università di Aberdeen hanno avuto bisogno dell’assistenza di alpinisti professionisti per raggiungere il sito per gli scavi, condotti lo scorso aprile. I loro sforzi sono stati ricompensati con i resti di fortificazioni in legno e pietra, pavimenti e un focolare in pietra. Continua a leggere “Il più antico forte dei Pitti”

Scoperti 24 nuovi geoglifi a Nazca

Alcuni dei nuovi geoglifi evidenziati al computer (University of Yamagata)
Alcuni dei nuovi geoglifi evidenziati al computer (University of Yamagata)

Il team di ricercatori dell’Istituto di Nasca dell’Università giapponese di Yamagata, ha scoperto 24 nuovi geoglifi in Perù, durante il rilevamento topografico condotto tra dicembre 2014 e febbraio 2015.

I geoglifi sono quasi invisibili in superficie. Il team ha avuto bisogno di analizzarli con uno scanner tridimensionale per identificare le immagini a terra. Il risultato sono 24 nuovi geoglifi di animali, alcuni dei quali probabilmente raffigurano dei lama. L’ultimo anno, il team aveva scoperto 17 geoglifi simili nell’area adiacente e perciò ora è chiaro che si tratta di 41 geoglifi animali concentrati in un’area specifica. Continua a leggere “Scoperti 24 nuovi geoglifi a Nazca”