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Il più antico caso di leucemia

settembre 7, 2015
(M. Francken, Universität Tübingen)

Lo scheletro affetto da leucemia (M. Francken, Universität Tübingen)

Un team di scienziati ha scoperto quello che potrebbe essere il più antico caso noto di leucemia. Per mezzo della tomografia al computer ad alta risoluzione, sono stati in grado di rilevare tracce di cancro in uno scheletro di 7.000 anni fa, appartenuto a una donna morta a 30-40 anni di età.

La vita nell’epoca neolitica non era facile: il lavoro nei campi era faticoso, e le cure mediche erano decisamente inadeguate secondo il moderno punto di vista. Queste difficili condizioni lasciarono il segno sulla salute della popolazione – malattie infettive, sintomi di debolezza e cambiamenti degenerativi erano comuni. «Tuttavia, eccetto l’infiammazione alveolare e le carie dentali, l’individuo 61 non era affetto da altre malattie – uno scheletro di donna del cimitero neolitico di Stuttgart-Mühlhausen», spiega la dr.ssa Heike Scherf, del Centro Senckenberg per l’Evoluzione Umana e il Paleoambiente dell’Università di Tubinga.

Insieme ai suoi colleghi, Scherf ha trovato segni di leucemia sullo scheletro della donna, che aveva tra i 30 e i 40 anni quando morì. «Abbiamo esaminato diverse ossa dello scheletro con il nostro sistema di tomografia computerizzata ad alta risoluzione, e abbiamo trovato un insolito allentamento del tessuto osseo interno – il tessuto osseo spugnoso – nell’omero in alto a destra e nello sterno», aggiunge Scherf.

Negli adulti, le estremità di omero e sterno (come anche vertebre, coste, cranio, bacino ed estremità dei femori) contengono cellule staminali ematopoietiche, ovvero cellule staminali che danno origine al sangue. In questi posti può avvenire la leucemia, nota comunemente anche come cancro al sangue.

Il team di scienziati al lavoro con il paleoantropologo Scherf ha paragonato l’omero del “paziente” di 7.000 anni con quello di 11 individui dello stesso sito, nel sud della Germania, dove erano stati scavati tra il 1982 e il 1993.

«Nessuno degli altri campioni mostrava un tale, significativo, schema – spiega Scherf – sebbene provengano dallo stesso sito e abbiano la stessa età».

Gli scienziati hanno eslcuso altre malattie che causano sintomi simili: «L’età biologica e la restrizione delle scoperte all’omero e allo sterno eliminano l’ipotesi dell’osteoporosi. L’iperparatiroidismo, una iperfunzione delle ghiandole paratiroidee, può anch’esso essere escluso perché le tipiche caratteristiche di questa patologia, che si manifestano in altre parti dello scheletro come cranio e ossa delle dita, non sono state trovate». Secondo Scherf, i risultati indicano perciò fortemente un caso di leucemia nell’individuo ’61’. «Ciononostante, non possiamo stabilire se la donna morì effettivamente per questa malattia», conclude la dottoressa.

Senckenberg Center

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