Il mistero della seconda piramide di Ameny Qemau: trovati i resti della principessa Hatshepset

Colpo di scena nella necropoli Dahshur in Egitto: nella nuova piramide scoperta solo il mese scorso, e nella quale era stato trovato il nome del faraone Ameny Qemau, gli archeologi hanno scavato la camera sepolcrale e trovato la cassa di legno che conteneva i vasi canopici del defunto (i vasi con le viscere estratte durante la mummificazione).
Ma i geroglifici sulla cassa non riportano il nome del faraone, bensì forse quello di sua figlia: si legge infatti il nome di una principessa chiamata Hatshepset, citata come “figlia del re” e da non confondersi con la famosa regina egizia Hatshepsut.
Le scoperte potrebbero aiutare gli archeologi a chiarire il mistero del perché il faraone Ameny Qemau avesse due piramidi a Dahshur.
Una tomba micenea nel cuore di Salamina

Una tomba a camera micenea risalente al XIII-XII secolo a.C. è stata scoperta nel centro della città principale dell’isola di Salamina, in Grecia, nel corso di lavori per la rete fognaria.
Ada Kattoula, archeologa presso l’Eforato delle Antichità dell’Attica occidentale, del Pireo e delle isole, ha dichiarato all’agenzia stampa ANA che si tratta della terza tomba rinvenuta in questa zona, dopo le due scoperte nel 2009 durante altri lavori sulla fognatura.
Questi ritrovamenti hanno portato alla scoperta di numerose offerte funerarie: 41 vasi di terracotta decorati intatti in ottime condizioni, oltre a un’altra decina di recipienti vari.
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Ecco ‘Neo’, il più completo scheletro di Homo naledi mai trovato

Quando due anni fa i cacciatori di fossili svelarono i resti di una misteriosa e arcaica nuova specie umana, nelle profondità di una grotta in Sudafrica, la comunità scientifica rimase sbalordita. Da allora, i corpi dei membri della famiglia a lungo dimenticata si sono moltiplicati.
Nello studio pubblicato sulla rivista eLife si parla dei resti di almeno 18 Homo naledi. L’ultimo ritrovamento di ossa, scoperte in una grotta a 100 metri dal primo, include un cranio adulto quasi completo.
I test hanno datato le ossa tra i 335.000 e i 236.000 anni fa, rendendole molto più recenti di quanto molti scienziati si aspettassero. «Significa che questa primitiva specie di ominide coesistette con l’Homo sapiens“, ha detto Lee Berger, scienziato dell’Università di Witwatersrand a Johannesburg.
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Un’antica tomba con il dipinto di un ‘mostro blu’ scoperta in Cina

Un mostro blu, un cavallo alato e una divinità nuda conosciuta come il maestro del vento sono solo alcuni esempi delle immagini fantastiche che gli archeologi hanno recentemente scoperto in una tomba di 1.400 anni in Cina.
«Le pitture murali di questa tomba hanno motivi diversi e ricche connotazioni, molte delle quali non presenti in altre tombe dello stesso periodo», ha scritto un team di archeologi in un articolo pubblicato sulla rivista Chinese Archaeology.
Il significato di alcune delle immagini non è totalmente chiaro. Gli archeologi non hanno speculato sul motivo per cui il ‘maestro del vento’ sia mostrato quasi nudo, o quale creatura mostruosa (così la definiscono gli archeologi) sia quella di colore blu.
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Due muli di bronzo di epoca romana scavati in Spagna

Due sculture romane in bronzo, che rappresentano le teste di muli, sono state scoperte durante gli scavi archeologici nella ex caserma della Guardia Civil a Tarragona, in Spagna, nella centralissima via López Peláez, dove stanno costruendo alcune case.
I due pezzi, datati tra il II secolo a.C. e il I secolo d.C., facevano parte di un lectus tricliniaris, una sorta di letto che i Romani utilizzavano per mangiare. Le sculture di mulo erano elementi decorativi delle spalliere, chiamate fulcra.
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Scoperto il primo giardino funerario egizio

Gli archeologi del Progetto Djehuty, diretto da José Manuel Galán, del Consiglio Superiore per la Ricerca Scientifica spagnolo (CSIC), hanno scavato i resti di un giardino funerario egizio, il primo mai scoperto finora, sulla collina di Dra Abu el-Naga.
Il giardino funerario, di circa 4.000 anni, è stato trovato in un cortile aperto, all’ingresso di una tomba tagliata nella roccia molto probabilmente della XII dinastia.
Gli egittologi conoscevano questi giardini grazie alle rappresentazioni iconografiche negli ingressi e sulle pareti delle tombe, ma questa è la prima volta che i resti archeologici di un vero giardino vengono trovati.
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Scoperti dei mosaici romani a Ucetia, in Francia

A circa dieci chilometri da Avignone, nella città di Uzès (Francia), uno scavo ha portato alla luce degli eccezionali mosaici romani, risalenti all’epoca della conquista della Gallia da parte di Giulio Cesare.
«Prima del nostro lavoro, sapevamo che c’era una città romana chiamata Ucetia solo perché il suo nome era menzionato su una stele a Nimes. Probabilmente era una città secondaria, sotto l’autorità di Nimes», ha dichiarato Philippe Cayn, archeologo e responsabile delle operazioni.
In totale, gli archeologi hanno portato alla luce resti antichi dal I secolo a.C. al VII secolo d.C. e oltre, fino al Medioevo.
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Archeologi spagnoli scoprono una tomba della XII dinastia egizia ad Assuan

Gli archeologi hanno scoperto una tomba di 3.800 anni dov’era stato sepolto il fratello di uno dei più importanti governatori durante la XII dinastia dell’antico Egitto.
La tomba intatta è stata scoperta nella necropoli di Qubbet El-Hawa (Collina del vento) dalla Missione Archeologica spagnola ad Assuan, in Egitto.
La squadra dell’archeologo Alejandro Jimenez-Serrano (Università di Jaen) ha anche trovato una mummia ben conservata, ancora ricoperta con un cartonnage policromo, collane e una maschera.
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Scoperto l’antico porto di Salamina

Gli archeologi greci hanno trovato l’antico porto militare dell’isola di Salamina, teatro di una delle battaglie navali più grandi e decisive dell’antichità: la battaglia di Salamina del 480 a.C.
Il porto è stato identificato nella piccola e ben protetta baia di Ambelaki, nella parte orientale dell’isola, grazie alla ricerca archeologica di una squadra di 20 esperti provenienti da due istituzioni greche – l’Eforato per le Antichità Subacquee e l’Istituto Ellenico di Archeologia Marina.
«Questa è la prima ricognizione subacquea sistematica ad essere avviata da istituzioni greche in un ambiente marino gravemente inquinato, e tuttavia in una zona cruciale di importanza storica», si legge nel comunicato del ministero greco.
Eccezionali pitture murali in una tomba dell’Impero Kitai

Nel nord della Cina, nella città di Datong, gli archeologi hanno scoperto un’antica tomba circolare decorata con alcune pitture murali dai colori vivaci.
La squadra, dell’Istituto di Archeologia Comunale di Datong, ha trovato al centro della tomba un’urna con all’interno dei resti umani cremati. Non c’era alcun testo nella tomba ma, secondo gli archeologi, probabilmente appartenevano a un marito e moglie.
Le pitture sulle pareti mostrano servi, gru e numerosi indumenti appesi su vari stendi abiti. I loro colori sono ancora eccezionalmente vivaci, nonostante sia passato un millennio.
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Zahi Hawass risponde alle critiche sui danni alla statua di Ramses II

Giovedì scorso una missione archeologica tedesca aveva scoperto una statua colossale di Ramses II nel sito dell’antica Eliopoli (oggi nel sobborgo di el-Matariya, alla periferia del Cairo in Egitto), sollevando polemiche sui social media per quanto riguarda l’utilizzo di una terna che avrebbe danneggiato la statua.
Alcune reazioni avevano puntato il dito contro i mezzi di trasporto, mentre altre avevano accusato di negligenza la spedizione archeologica e lo stesso Ministero egiziano per le Antichità. In difesa della spedizione archeologica è ora intervenuto il famoso archeologo ed ex ministro delle Antichità, Zahi Hawass.
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Tesori assiri sconosciuti nei tunnel scavati dall’ISIS a Mossul

Sotto a un monumento distrutto dall’ISIS a Mossul (Iraq), gli archeologi iracheni hanno scoperto alcuni antichi bassorilievi nei tunnel scavati dai miliziani.
Le opere sembrano rappresentare sacerdoti e cerimonie religiose. I tunnel erano stati scavati sotto a una collinetta danneggiata nel 2014, quando l’ISIS fece saltare in aria una bellissima moschea del XII secolo, ritenuta contenere la tomba del profeta Giona.
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