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Eccezionali pitture murali in una tomba dell’Impero Kitai

marzo 15, 2017

L’ingresso della tomba era sigillato con mattoni; gli archeologi sono entrati attraverso un buco nel tetto ad arco ormai in rovina (Chinese Cultural Relics)

Nel nord della Cina, nella città di Datong, gli archeologi hanno scoperto un’antica tomba circolare decorata con alcune pitture murali dai colori vivaci.

La squadra, dell’Istituto di Archeologia Comunale di Datong, ha trovato al centro della tomba un’urna con all’interno dei resti umani cremati. Non c’era alcun testo nella tomba ma, secondo gli archeologi, probabilmente appartenevano a un marito e moglie.

Le pitture sulle pareti mostrano servi, gru e numerosi indumenti appesi su vari stendi abiti. I loro colori sono ancora eccezionalmente vivaci, nonostante sia passato un millennio.

(Chinese Cultural Relics)

Il muro a ovest (Chinese Cultural Relics)

Abiti colorati

I dipinti abbondano di abiti colorati. Sul muro ovest uno stendi abiti in particolare tiene “vestiti di color celeste, beige, grigio-bluastro, marrone-giallastro e rosa”, hanno scritto gli archeologi sulla rivista scientifica Chinese Cultural Relics. “L’indumento all’estrema destra ha una griglia verde-diamante, e dentro ogni diamante vi è un piccolo fiore decorativo rosso”. Un altro capo di abbigliamento sembra avere invece una cintura con una fibbia di giada a forma di anello. Vi è poi “un lungo tavolo rettangolare con quattro piatti rotondi, neri all’esterno e rossi all’interno, con sopra un copricapo, bracciali, forcine e pettini”.

(Chinese Cultural Relics)

(Chinese Cultural Relics)

Sulla parete a est è dipinto un altro stendi abiti: “Vi sono appesi vestiti beige, verde chiaro, grigio-bluastro, rosa e marrone. Su uno dei capi pende un ciondolo a forma di anello accompagnato da un filo di perle nere”.

Il muro a est (Chinese Cultural Relics)

Sul muro a nord erano infine raffigurate delle splendidi gru.

(Chinese Cultural Relics)

(Chinese Cultural Relics)

La dinastia Liao

La squadra pensa che la tomba risalga alla dinastia Liao (907 – 1.125 d.C.). Questa dinastia fu fondata da una tribù del popolo Kitai, e fiorì nel nord della Cina, in Mongolia e in parti della Russia. In quell’epoca nel nord della Cina le persone venivano talvolta sepolte in tombe decorate. Nel 2014, l’Istituto di Archeologia Comunale di Datong aveva scoperto un’altra tomba con pitture murali di stelle e numerosi animali come gru, cervi, tartarughe e anche un gatto che gioca con una palla di seta. Gli archeologi ritengono che le due tombe aiuteranno a far luce sulla vita durante la dinastia Liao.

La tomba era stata scoperta nel 2007. Un primo resoconto era stato pubblicato nel 2015 in cinese sulla rivista Wenwu, poi tradotto in inglese su Chinese Cultural Relics.

(Chinese Cultural Relics)

La tomba scoperta nel 2014 (Chinese Cultural Relics)

Live Science

2 commenti leave one →
  1. mirko permalink
    marzo 18, 2017 6:42 pm

    I Liao sono un mistero nella storia cinese e centroasiatica, in quanto popolo mongolo nomade, si sedentarizzò e sinizzò per due secoli prendendo un nome dinastico cinese.
    Eppure, quando vennero sconfitti e cacciati dalla Cina settentrionale dagli Jurchen, un popolo tunguso, i Kitan ritrovarono all’improvviso lo slancio nomade delle loro origini, e, sotto la guida di un principe dal nome cinese, Yelu Teshi (1087-1145), alla testa di un’orda di 100.000 mongoli, si diressero verso il Lago Balhash e a Semireche, a nord del Syr Darya, sconfissero nel 1130-1141 le dinastie turche dei Qaraqanidi (934-1212) e dei Selgiuchidi dell’Iran (1040-1194), arrestando momentaneamente l’avanzata dell’Islam in Asia Centrale.
    Yelu Teshi fondò qui un nuovo impero, il Qaraqitai (I Kitai Neri) che per quasi un secolo (1130-1218), dette un pò di respiro ai Cristiani Nestoriani e ai Buddhisti in costante declino per causa dell’islamizzazione dell’Asia centrale.
    I suoi khan buddhisti infatti, protessero l’esistenza delle comunità nestoriane ancora presenti nell’area.
    Per certi versi i Liao/Qaraqitai anticiparono in queste terre la tolleranza religiosa mongola dei successivi Gengiskhanidi.

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  2. mirko permalink
    marzo 18, 2017 6:45 pm

    Furono i Liao/Qaraqitai molto probabilmente a contribuire al nascere del mito del Prete Gianni, grazie alle notizie portate nella Gerusalemme franca, da pellegrini di quel cristianesimo orientale, nel XII secolo.

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