Decifrato uno degli ultimi Rotoli del Mar Morto

I ricercatori dell’Università di Haifa sono riusciti a restaurare e decifrare uno degli ultimi Rotoli del Mar Morto non ancora tradotti. Scritto con un codice ebraico, il rotolo riporta un particolare calendario di 364 giorni utilizzato dalla comunità locale. Al suo interno sono annotati gli inizi delle stagioni – chiamati tekufah – e diverse feste religiose, come il Vino Nuovo, l’Olio Nuovo e il Nuovo Raccolto, tutte collegate alla festa ebraica dello Shavuot.
La collezione dei 900 Manoscritti del Mar Morto, scoperti nelle grotte di Qumran (Cisgiordania) oltre 70 anni fa, è avvolta nel mistero sin dalla sua scoperta.
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Trovata una stele di Ramses II a Tanis

Gli scavi archeologici nell’antica città di Tanis, nel nord dell’Egitto, hanno portato alla luce una grande stele in granito rosso della XIX dinastia (1292-1189 a.C.). Le immagini scolpite raffigurano Ramses II, terzo faraone della dinastia, mentre esegue delle offerte rituali a una divinità ancora da identificare.
Tanis era già nota per i ritrovamenti di numerose rappresentazioni di Ramses. Soprannominata “Tebe del Nord”, fu un’importante città egizia fino alla fine dell’età tolemaica.
Una rete di fortificazioni militari dell’Età del Bronzo scoperta in Siria

Un’eccezionale rete militare dell’Età del Bronzo Medio (II millennio a.C.), completa di fortezze e torri, è stata scoperta nel Nord della Siria da missione archeologica franco-siriana.
La struttura, eccezionale per la sua estensione, fu eretta per proteggere le aree urbane e le terre circostanti. È la prima volta che in questo territorio viene scoperto un sistema fortificato così esteso.
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Scoperti oltre 1.000 sigilli romani a Dolico

Più di 1.000 sigilli di ceramica romani sono stati scoperti nell’antica Dolico, nel sud della Turchia, da una squadra di ricercatori dell’Università di Münster (Germania). Questi reperti provenienti dall’archivio municipale «gettano luce sul pantheon greco-romano locale, da Zeus ed Era a Giove Dolicheno, che da questo sito è diventato una delle più importanti divinità romane», dice Engelbert Winter, direttore del scavi. «Il fatto che le autorità amministrative abbiano sigillato centinaia di documenti con le immagini di divinità, dimostra la forza delle credenze religiose nella vita quotidiana».
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Un blocco di pietra romano scoperto a Magonza

Un imponente blocco di pietra di epoca romana, del I o II secolo d.C., è apparso durante i lavori di costruzione e restauro nel palazzo della Deutschhaus a Magonza (Germania), oggi sede del parlamento statale della Renania-Palatinato.
Il blocco proveniva da un edificio monumentale, ma venne riutilizzato dai Romani per costruire le mura dell’antica città di Mogontiacum. Tra gli altri reperti di valore scoperti, figurano una moneta d’oro romana e altri reperti medievali.
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Scoperte due tombe della XVIII dinastia egizia nella necropoli di Tebe

Il Ministero egiziano delle Antichità ha annunciato la scoperta di una tomba (Kampp 161) e la riscoperta di un’altra (Kampp 150) nella necropoli di Dra Abu el-Naga, nell’antica città di Tebe.
Entrambe le tombe furono individuate negli anni novanta dall’egittologa tedesca Friederike Kampp. Tuttavia la Kampp 161 non venne mai scavata, mentre della Kampp 150 l’archeologa poté esplorare solo l’ingresso. Le due tombe, risalenti al Nuovo Regno, erano intatte.
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Esposto al pubblico Little Foot, l’hominine più completo al mondo

Dopo 20 anni di pazienti e attenti scavi, è stato svelato al pubblico lo scheletro dell’hominine più completo al mondo, nonché il più antico mai trovato in Sud Africa – 3,67 milioni di anni fa. Il suo nome è Little Foot (“piccolo piede”) perché la sua scoperta era iniziata con quattro piccole ossa di un piede.
«È uno dei ritrovamenti fossili più straordinari mai fatti nella ricerca delle origini umane. È un privilegio poter rivelare oggi una scoperta di tale importanza», ha detto il paleontologo Ronald J. Clarke, che 20 anni fa ha scoperto lo scheletro.
Little Foot, identificato da Clarke come un Australopithecus prometheus, è ora esposto nell’Istituto di studi evoluzionistici dell’Università di Witwatersrand, a Johannesburg.
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Scavato un palazzo o un tempio Idumeo in Israele

Un raro palazzo o tempio del popolo degli Idumei, uno dei pochissimi ancora esistenti, è stato portato alla luce nel sito di Horvat ‘Amuda, in Israele. Le immagini aeree di un drone avevano infatti indicato i possibili resti di un edificio di epoca ellenistica, durante una ricerca nell’area compresa tra i siti di Beit Guvrin-Maresha e Amatzia.
«Questa tecnologia ci ha aiutato a scegliere dove concentrare gli scavi e, in effetti, è emersa molto rapidamente una scoperta unica», hanno dichiarato i direttori degli scavi, Oren Gutfeld (Università Ebraica di Gerusalemme), e Pablo Betzer e Michal Haber dell’Autorità per le Antichità di Israele (IAA).
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Tracce tossiche di antimonio nelle acque di Pompei

Una squadra di scienziati ha scoperto livelli altamente tossici di antimonio nel frammento di un tubo di piombo in una casa di Pompei. Le conseguenze sono ancora da dimostrare ma potenzialmente erano gravi: intossicazione da antimonio, diarrea, vomito, disidratazione e, col tempo, danni al fegato e ai reni.
Pompei avrebbe pure avuto la sfortuna di trovarsi vicino al Vesuvio, dato che l’antimonio si trova in maggiori quantità nelle acque sotterranee vicine ai vulcani.
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Il primo ginnasio ellenistico in Egitto scoperto a Philoteris

Una missione archeologica tedesco-egiziana ha scoperto il primo ginnasio ellenistico conosciuto in Egitto. Gli scavi hanno portato alla luce una pista da corsa e una palestra, oltre a giardini e altri luogi di ritrovo.
L’edificio si trovava nell’antico villaggio di Philoteris, odierna Medinat Watfa, a nord-ovest dell’oasi del Fayyum. Philoteris venne fondata nel III secolo a.C. dal macedone Tolomeo II, faraone d’Egitto, il quale le diede il nome di sua sorella Filotera.
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90 cavalli e 4 carri dell’antico stato di Zheng scavati in Cina

In Cina, vicino alla città di Xinzheng, è stata scavata un’enorme fossa contenente 90 scheletri di cavalli e 4 carri. Appartenevano probabilmente a un nobile di Zheng, un antico stato vassallo della dinastia Zhou esistito durante il Periodo delle Primavere e degli Autunni (VIII – V secolo a.C.) e il Periodo dei Regni Combattenti (V – III secolo a.C.).
Il più grande dei carri era decorato con oggetti di bronzo e ossa. I cavalli sarebbero stati sacrificati, posti nella fossa e poi ricoperti coi pezzi dei carri smantellati.
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Una straordinaria pietra minoica nella tomba del guerriero di Pilo

Il restauro di un oggetto scavato nella tomba del cosiddetto Guerriero del Grifone, nel sito di Pilo in Grecia, ha rivelato una pietra di agata finemente scolpita. Reca l’immagine di un combattimento tra un guerriero che trafigge un nemico con la spada, mentre un terzo giace a terra già sconfitto.
Gli archeologi Jack L. Davis e Sharon R. Stocker dell’Università di Cincinnati dicono che la pietra sia un capolavoro probabilmente importato dai Minoici dell’isola di Creta. L’uomo sepolto potrebbe essere stato un capo locale minoico, oppure un miceneo influenzato dalla cultura minoica, vissuto intorno al 1450 a.C.
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