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Esposto al pubblico Little Foot, l’hominine più completo al mondo

dicembre 7, 2017
Australopithecus prometheus Little Foot

Lo scheletro dell’Australopithecus prometheus “Little Foot” in mostra (AP)

Dopo 20 anni di pazienti e attenti scavi, è stato svelato al pubblico lo scheletro dell’hominine più completo al mondo, nonché il più antico mai trovato in Sud Africa – 3,67 milioni di anni fa. Il suo nome è Little Foot (“piccolo piede”) perché la sua scoperta era iniziata con quattro piccole ossa di un piede.

«È uno dei ritrovamenti fossili più straordinari mai fatti nella ricerca delle origini umane. È un privilegio poter rivelare oggi una scoperta di tale importanza», ha detto il paleontologo Ronald J. Clarke, che 20 anni fa ha scoperto lo scheletro.

Little Foot, identificato da Clarke come un Australopithecus prometheus, è ora esposto nell’Istituto di studi evoluzionistici dell’Università di Witwatersrand, a Johannesburg.

Il paleoantropologo Ron Clarke presenta Little Foot

Little Foot non è il più vecchio scheletro di hominine mai trovato – quell’onore va ad Ardi, vissuto in Etiopia 4,4 milioni di anni fa. Ma Little Foot è molto più completo di Ardi, e potrebbe fornire più informazioni: come si muovevano, come apparivano. L’analisi isotopica dello smalto dei denti fossilizzati potrebbe descrivere l’ambiente in cui viveva e il cibo che mangiava. Little Foot è relativamente piccola, alta circa 135 centimetri. La struttura pelvica, la faccia e i denti hanno determinato che lo scheletro era femminile. Si pensa che potesse essere una giovane ragazza che morì cadendo in una buca nelle caverne sottostanti. La sua sola presenza in quel sito suggerisce che gli hominini si fossero spinti in Africa più lontano di quanto si pensasse. È inoltre il primo scheletro che consente un confronto tra la lunghezza del braccio e della gamba in un singolo individuo. Le sue gambe erano più lunghe delle braccia, il che dimostra quanto fosse molto più simile agli uomini che alle scimmie antropomorfe. Camminava eretta e probabilmente viveva sugli alberi.

Lo scheletro fossilizzato era stato trovato nelle grotte di Sterkfontein non lontano da Johannesburg, più di 20 anni fa. Clarke fu avvertito della sua presenza nel 1994 grazie alle ossa dei piedi e delle gambe trovate dai minatori anni prima, ma fu solo nel 1997 che il resto dello scheletro fu trovato, nelle profondità della caverna. Il suo scavo è stato lento perché era incastrato in un tipo di roccia chiamata breccia; solo nel 2012 si finì di rimuovere i grossi blocchi di breccia dalla grotta. Nel frattempo, in un laboratorio, un gruppo di esperti aveva cominciato a togliere con cura la breccia dallo scheletro. «I miei assistenti e io abbiamo lavorato molto per pulire accuratamente le ossa dai blocchi di breccia e ricostruire lo scheletro completo», ha detto Clarke. Diversi ricercatori di tutto il mondo stanno attualmente studiando lo scheletro per saperne di più. I loro studi scientifici sono attesi nei prossimi anni.

(Daily Mail)

Ron Clarke davanti a Little Foot (Università di Witwatersrand)

(University of the Witwatersrand)

Nel 1997 i due assistenti di Clarke – Stephen Motsumi e Nkwane Molefe – riuscirono a trovare lo scheletro nelle grotte di Sterkfontein dopo due giorni di ricerche.

La grotta di Silberberg (Laurent Bruxelles, Inrap)

Science Alert

Università di Witwatersrand

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