Guerrieri scorticati in un rituale dell’Età del Ferro

Duemila anni fa, un esercito di guerrieri dell’Età del Ferro venne massacrato in battaglia e gettato nel lago Mossø, vicino alle paludi di Alken Enge in Danimarca. Gli archeologi avevano sospettato che si trattasse di un sacrificio religioso, ma i recenti scavi nel sito hanno rivelato sorprendenti e raccapriccianti nuovi dettagli.

Teschi spaccati, mucchi di ossa, vasi funerari e una catena di ossa del bacino infilate in un bastone: indizi che suggeriscono un macabro rituale con profanazione e squartamento post-mortem, prima di essere condannati alle profondità dell’acqua.

(Ejvind Hertz, Skanderborg Museum)
(Ejvind Hertz, Skanderborg Museum)

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Trovate 4 pietre miliari romane in Alto Adige

A Vandoies di Sopra, in Alto Adige, sono state rinvenute quattro pietre miliari di epoca romana, originariamente collocate lungo un importante asse attraverso le Alpi.

Almeno due di esse sono databili attorno al III secolo d.C. ed erano collocate in origine lungo l’antica via attraverso la Pusteria, che apparteneva amministrativamente alla provincia romana del Noricum.

Il miliare del III secolo d.C. dedicato all'imperatore Severo Alessandro (Ufficio beni archeologici)
Il miliare del III secolo d.C. dedicato all’imperatore Alessandro Severo (Ufficio beni archeologici)

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Scoperta una nuova strada a Carsulae

Nuovi reperti affiorano dalle rovine di Carsulae. Si è infatti conclusa la prima parte della terza campagna di scavo nel quartiere nord-est dell’area urbana del sito archeologico, che ha permesso di raddoppiare le superficie dell’area già riportata alla luce negli anni precedenti.

I ricercatori hanno in particolare rinvenuto numerose murature tra il lastricato e la via Flaminia: probabilmente – è una prima ipotesi – si tratta di una serie di botteghe e negozi risalenti all’età augustea, tra la fine del primo secolo a.C. e gli inizi del primo secolo d.C.

(Foto Papa)
(Foto Papa)

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Scavata una stazione con terme e sepolcri sulla via Portuense

Terme maschili e femminili, una stazione di posta e un luogo di culto. In sostanza, un vero e proprio “hub” risalente a duemila anni fa.

Una stazione dotata di strutture di servizio, per il corpo e per lo spirito, destinate a confortare il tragitto di viaggiatori e trasportatori, moltissimi, impegnati a raggiungere i moli di Portus (oggi Fiumicino) o provenienti dai medesimi approdi commerciali per trasferire le merci destinate alla capitale dell’Impero romano.

Un impianto termale femminile  (ANSA/Soprintendenza archeologica di Roma)
Un impianto termale femminile (ANSA/Soprintendenza archeologica di Roma)

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Decifrato un diploma militare romano

Voleva sposarsi ed avere figli già romani cives alla nascita, Lucio Camelio Severo figlio di Lucio, della tribù Palatina di Puteoli (Pozzuoli), e il «diritto di connubio» gli spettava avendo egli prestato servizio come pretoriano nella Undicesima Coorte Urbana di Roma. Congedato dopo 20 anni in servizio di ordine pubblico nella turbolenta capitale dell’impero, chiese e ottenne il permesso di sposare una donna che non era cittadina romana («peregrina») nella sua fattoria sulla strada fra Pozzuoli e Quarto.

Il permesso arrivò inciso sul bronzo: una tavoletta di 14 per 11 centimetri che adesso si trova nella trasparente teca del Museo dei Campi Flegrei diretto da Paola Miniero.

L’antico diploma militare romano (Corriere del Mezzogiorno)
L’antico diploma militare romano (Corriere del Mezzogiorno)

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Teschi di bambini usati nei rituali antichi

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Antiquity ha rivelato che un certo numero di teschi di bambini dell’Età del bronzo, scoperti intorno al perimetro di antichi insediamenti in Svizzera e Germania, mostrano segni di morte violenta.

Secondo un articolo pubblicato su Live Science, i teschi dei bambini potrebbero essere stati offerti in dono agli dei locali del lago.

Una ricostruzione grafica (Benjamin Jennings et al, Antiquity 2014)
Una ricostruzione grafica (Benjamin Jennings et al, Antiquity 2014)

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La nave di Ground Zero costruita probabilmente a Filadelfia

Non tutti sanno che nel 2010, sul sito di Ground Zero, là dove ora campeggia una nuovissima Freedom Tower, erano stati ritrovati i resti di un’antica nave sotterrata, la cui presenza in quei luoghi è stata per molto tempo un vero e proprio mistero. Oggi alcuni studi gettano una nuova luce su quella scoperta, spiegando, almeno in parte, la sua provenienza.

(AP Photo/Mark Lennihan, File)
(AP Photo/Mark Lennihan, File)

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Le più antiche orme umane trovate in Romania

Le impronte fossili di piedi umani trovate nella grotta di Ciur-Izbuc, in Romania, rappresentano le più antiche orme del genere in Europa, e forse del mondo, dicono i ricercatori. Circa 400 orme erano state scoperte nella caverna nel 1965.

Gli scienziati inizialmente le avevano attribuite a un uomo, una donna e a un bambino vissuti tra i 10.000 e i 15.000 anni fa. Tuttavia, le misurazioni al radiocarbonio di due ossa di orso, scavate proprio sotto le orme, indicano che l’Homo sapiens lasciò quelle tracce circa 36.500 anni fa, spiega l’antropologo David Webb, della Kutztown University in Pennsylvania.

Le orme umane nella grotta di Ciur-Izbuc (American Journal of Physical Anthropology)
Le orme umane nella grotta di Ciur-Izbuc (American Journal of Physical Anthropology)

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Il tempio perduto di Musasir

Statue a grandezza umana e basi di colonne di un tempio dedicato al dio tutelare della città sono state scoperte nella regione del Kurdistan iracheno, nel presunto sito di Musasir.

Le scoperte risalgono a oltre 2.500 anni fa, all’Età del Ferro, un periodo nel quale diversi gruppi – come Urartiani, Assiri e Sciti – si contendevano la supremazia dell’odierno Iraq settentrionale.

“Non ho fatto scavi, solo dei sondaggi archeologici – gli abitanti hanno scoperto questi materiali per caso”, dice Dlshad Marf Zamua, dottorato all’Università di Leiden, che lavora su questi siti dal 2005.

(Dlshad Marf Zamua)
(Dlshad Marf Zamua)

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Una pianta usata come dentifricio 2.000 anni fa

L’analisi dei denti consente ai ricercatori di raccogliere informazioni illuminanti e spesso curiose sui nostri progenitori. Dopo la scoperta che i Neandertal usavano rudimentali stuzzicadenti, ecco che uno studio, realizzato anche da ricercatori italiani, prova che gli abitanti del Sudan di 2.000 anni fa usavano una pianta infestante per combattere con successo la carie.

Un giovane uomo sepolto nell'antico cimitero di Al Khiday, in Sudan. Indossava gioielli fatti di perline (Donatella Usai, CSSeS)
Un giovane uomo sepolto nell’antico cimitero di Al Khiday, in Sudan. Indossava gioielli fatti di perline (Donatella Usai, CSSeS)

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