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Guerrieri scorticati in un rituale dell’Età del Ferro

agosto 12, 2014

Duemila anni fa, un esercito di guerrieri dell’Età del Ferro venne massacrato in battaglia e gettato nel lago Mossø, vicino alle paludi di Alken Enge in Danimarca. Gli archeologi avevano sospettato che si trattasse di un sacrificio religioso, ma i recenti scavi nel sito hanno rivelato sorprendenti e raccapriccianti nuovi dettagli.

Teschi spaccati, mucchi di ossa, vasi funerari e una catena di ossa del bacino infilate in un bastone: indizi che suggeriscono un macabro rituale con profanazione e squartamento post-mortem, prima di essere condannati alle profondità dell’acqua.

(Ejvind Hertz, Skanderborg Museum)

(Ejvind Hertz, Skanderborg Museum)

All’epoca, l’area sarebbe stata occupata dalle tribù germaniche. Negli ultimi decenni, gli scavi hanno portato alla luce antichi resti umani, e solo recentemente gli archeologi hanno recuperato almeno 60 scheletri (completi o parziali) sul fondale del lago. Il lago esiste ancora, ma è più piccolo rispetto a 2.000 anni fa. “Abbiamo fossati che vanno in diverse aree, quindi sappiamo che stiamo toccando solo una piccola parte di quello che attualmente c’è”, dice Holst.

(Mads Dalegaard. Foto-/medieafdelingen, Moesgård)

(Mads Dalegaard. Foto-/medieafdelingen, Moesgård)

“Pensiamo che sia un qualche rituale di chiusura della guerra”, spiega Mads Kähler Holst, project manager dello scavo e capo del dipartimento di archeologia al Moesgård Museum in Danimarca. I vincitori sembrano aver effettuato il loro macabro lavoro su un promontorio che si estendeva sul lago dove sono state gettate le ossa.

La maggior parte delle ossa sono state trovate disarticolate le une dalle altre, e molte recano i segni del campo di battaglia: traumi dovuti a spade, lance e asce. Nel sito sono stati anche rinvenute punte di lancia, un’ascia, la punta di una spada e scudi. Tutti i corpi sono di uomini.

(Ejvind Hertz, Skanderborg Museum)

(Ejvind Hertz, Skanderborg Museum)

(Ejvind Hertz, Skanderborg Museum)

(Ejvind Hertz, Skanderborg Museum)

Le ossa portano strani segni di alterazione dopo la morte dei soldati.

Primo, molti sono stati rosicchiati da animali, inclusi lupi, cani e tassi. Ciò suggerisce che i corpi siano rimasti all’aperto per un periodo di almeno sei mesi – un anno.

Dopo, qualcuno raccolse i cadaveri e divise almeno alcune ossa per tipi. I segni di taglio e scorticamento suggeriscono che le ossa fossero state separate deliberatamente, e che sia stata rimossa qualunque carne rimanente. I sacrifici animali e i vasi di ceramica funerari mischiati coi resti suggerisce una sorta di rituale religioso, dice Holst.

(Peter Jensen, Aarhus Universitet)

Ossa del bacino infilate come perline in un bastone (Peter Jensen, Aarhus Universitet)

(Anders Trærup, AU Foto, Aarhus Universitet)

(Anders Trærup, AU Foto, Aarhus Universitet)

(Anders Trærup, AU Foto, Aarhus Universitet)

(Anders Trærup, AU Foto, Aarhus Universitet)

(Anders Trærup, AU Foto, Aarhus Universitet)

Sembra che le ossa delle gambe e delle coscie fossero state separate (Anders Trærup, AU Foto, Aarhus Universitet)

Holst e i suoi colleghi non sanno nulla di sicuro sulla battaglia, ma sospettano che i vincitori avessero un attaccamento geografico all’area, dato che si sono trovati così a lungo lì da condurre poi questi rituali. Ci sono esempi ancora più antichi di trattamento rituale dei nemici vinti in quelle che oggi sono Francia, Svizzera e Inghilterra, ma niente come questo è mai stato visto in Danimarca o nelle vicinanze.

Il ritardo nella rimozione dei corpi potrebbe essere stato parte del rituale, dice Holst. O forse la battaglia faceva parte di una guerra più lunga, e i vincitori non tornarono nel luogo fino alla fine del conflitto, aggiunge Holst.

(Ejvind Hertz, Skanderborg Museum)

(Ejvind Hertz, Skanderborg Museum)

(Ejvind Hertz, Skanderborg Museum)

(Ejvind Hertz, Skanderborg Museum)

Mads Kähler Holst (Mads Dalegaard. Foto-/medieafdelingen, Moesgård)

Mads Kähler Holst (Mads Dalegaard. Foto-/medieafdelingen, Moesgård)

(Mads Dalegaard Foto/medie afdelingen Moesgård)

(Mads Dalegaard Foto/medie afdelingen Moesgård)

L'area di scavo tratteggiata in bianco (Ejvind Hertz, Skanderborg Museum)

L’area di scavo tratteggiata in bianco (Ejvind Hertz, Skanderborg Museum)

LiveScience

One Comment leave one →
  1. agosto 29, 2014 7:13 pm

    Questa battaglia descritta come episodio di una guerra più generalizzata, potrebbe avere causato la migrazione dei Cimbri, Teutoni e Ambroni?

    Mi piace

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