Una mummia coperta di tatuaggi

Il tatuaggio sul collo, con due babbuini e un Occhio di Horus (Anne Austin)
Il tatuaggio sul collo, con due babbuini e un occhio di Horus (Anne Austin)

Uno studio pubblicato sulla rivista Nature, ha riportato la scoperta di numerosi tatuaggi di veri e propri oggetti su una donna mummificata 3.000 anni fa. Il risultato della ricerca della bioarcheologa Anne Austin (Università di Stanford) è raro, poiché la maggior parte dei tatuaggi scoperti sulle mummie egizie sono dei semplici punti e linee.

Usando l’illuminazione e i sensori ad infrarossi, Austin e il suo team hanno documentato oltre 30 tatuaggi, forse dei simboli sacri. Molti dei disegni – che includono fiori di loto sulle anche, mucche sul braccio sinistro, babbuini sul collo, e occhi di Horus su collo, spalle e schiena – sono associate alla dea Hathor.

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Un nuovo geoglifo di forma animale scoperto a Nazca

Il nuovo geoglifo scoperto (Masato Sakai, Università di Yamagata)
Il nuovo geoglifo scoperto (Masato Sakai, Università di Yamagata)

Un nuovo geoglifo lungo 30 metri, che potrebbe rappresentare un animale immaginario o mitico, è stato trovato nella Pampa de Majuelos, nel sud-est del Perù. Il ritrovamento è merito di Masato Sakai, dell’Università di Yamagata (Giappone), che dirige le ricerche nel deserto peruviano di Nazca insieme al suo collega Jorge Olano.

La parte sinistra della figura mostra una testa con la lingua lunga, mentre la parte destra, che sembra presentare macchie e sporgenze, potrebbe essere il corpo e le zampe. «Il disegno non sembra una figura presa dalla realtà, ma dall’immaginazione», sostiene Sakai. Continua a leggere “Un nuovo geoglifo di forma animale scoperto a Nazca”

In Egitto, gli esperti sono in disaccordo sulle camere segrete della tomba di Tutankhamon

La seconda conferenza internazionale su Tutankhamon, tenutasi presso il Museo Nazionale della Civiltà Egiziana (Ministero delle Antichità)
La seconda conferenza internazionale su Tutankhamon, tenutasi presso il Museo Nazionale della Civiltà Egiziana (Ministero delle Antichità)

Gli archeologi si sono scontrati duramente durante l’ultima sessione di una conferenza durata tre giorni al Cairo, per discutere di Tuthankamon e della teoria secondo la quale la sua tomba conterrebbe una camera segreta coi resti della regina Nefertiti.

La conferenza ha anche presentato gli ultimi risultati della seconda, recente scansione radar effettuata nella sua tomba di Luxor.

L’indagine radar ha cercato di verificare la teoria dell’egittologo britannico Nicholas Reeves, che lo scorso agosto aveva esposto la sua controversa teoria sulla tomba di Tuthankamon e Nefertiti. Continua a leggere “In Egitto, gli esperti sono in disaccordo sulle camere segrete della tomba di Tutankhamon”

Scoperte delle sculture buddiste in Pakistan

(Aurangzeib Khan, Courtesy ACT/Italian Archaeological Mission)
Siddhartha mentre lascia il palazzo reale (Aurangzeib Khan, Courtesy ACT/Italian Archaeological Mission)

Nell’antica città di Bazira sono state scoperte delle bellissime sculture buddiste risalenti a oltre 1.700 anni fa. Le sculture sono state trovate tra le rovine di un santuario e del suo cortile, e testimoniano la vita religiosa della città.

Chiamata anche Vajirasthana, Bazira si trova nella valle dello Swat, in Pakistan. Da piccolo villaggio quale era nel II secolo a.C., diventò più tardi una città all’interno dell’impero Kusana. Al suo apice, questo impero controllava un territorio che si estendeva dalla moderna India all’Asia centrale.

L’impero Kusana cominciò il declino nel III secolo d.C., quando una serie di terremoti devastò peraltro Bazira. Questi due eventi portarono la città alla rovina e all’abbandono verso la fine del III secolo.

Oggi le rovine di Bazira si trovano vicino al moderno villaggio di Barikot. La missione archeologica italiana scava nel sito dal 1978, portando gradualmente alla luce i resti dell’antica città. Continua a leggere “Scoperte delle sculture buddiste in Pakistan”

Svelato l’interno della piramide romboidale grazie ai raggi cosmici

Una sezione 3D della piramide romboidale (Egyptian Ministry of Antiquities, HIP Institute and the Faculty of Engineering, Cairo University)
Una sezione 3D della piramide romboidale (Egyptian Ministry of Antiquities, HIP Institute and the Faculty of Engineering, Cairo University)

Per la prima volta, la struttura interna di un’antica piramide egizia è stata rivelata usando particelle cosmiche. L’innovativa tecnologia è stata applicata alla piramide romboidale, un monumento di 4.500 anni così chiamato per via della diversa inclinazione delle facce a metà altezza.

Secondo i ricercatori, che hanno presentato i loro risultati al Cairo a Khaled El-Enany, Ministro delle Antichità, e all’ex Ministro Mamdouh El-Damaty, il risultato è “eccellente” poiché mostra l’interno del monumento visto come coi raggi X.

La tecnologia si basa sui muoni, particelle cosmiche che piovono permanentemente e naturalmente sulla Terra, che possono penetrare qualunque materiale molto in profondità.

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Trovati 600 kg di monete romane in Spagna

(Paco Puentes)
(Paco Puentes)

Pesano tra gli otto e i dieci grammi, se ne contano decine di migliaia ed erano contenute in 19 anfore. Fatte di bronzo, sono coperte di terra, polvere e storia. Delle opere di canalizzazione nel comune di Tomares, in Spagna, hanno portato alla luce 600 chilogrammi di monete romane coniate dal II al IV secolo d.C.

«Si tratta di una scoperta che possiamo già qualificare di enorme importanza. È un ritrovamento unico con pochissimi casi analoghi. Certamente, nella storia dell’impero romano e del basso impero romano in Spagna, non conosciamo niente di simile», assicura Ana Navarro, direttrice del Museo Archeologico di Siviglia, dove sono ora conservate le monete.

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Scoperto un edificio sacro della regina Hatshepsut

Rappresentazione femminile di Hatshepsut, evidenziata con le linee rosse (German Archaeological Institute)
Rappresentazione femminile di Hatshepsut, evidenziata con le linee rosse (German Archaeological Institute)

Sull’isola Elefantina, in Egitto, una missione archeologica dell’Istituto archeologico germanico ha scoperto una serie di blocchi che molto probabilmente appartengono a un edificio finora sconosciuto, fatto costruire dalla regina Hatshepsut.

Su diversi blocchi, la regina Hatshepsut è rappresentata come una donna, suggerendo che l’edificio da cui provengono fosse stato eretto durante la prima parte del regno del faraone donna, che durò dal 1.478 al 1.458 a.C. Più tardi infatti, la regina venne rappresentata come un uomo.

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Ricomposte dopo 1.000 anni delle canzoni medievali perdute

(Cambridge University)
(Cambridge University)

Per la prima volta, dopo 1.000 anni, un eccezionale lavoro di ricostruzione ha riportato in vita un antico repertorio di canzoni medievali.

Sam Barrett, ricercatore dell’Università di Cambridge, ha impiegato oltre 20 anni per ricomporre le melodie contenute in un manoscritto dell’XI secolo chiamato ‘Cambridge Songs’.

‘Songs of Consolation’, suonata lo scorso 23 aprile alla Pembroke College Chapel di Cambridge, è stata ricostruita grazie ai neumi (i segni della notazione musicale usati durante il Medioevo) trovati su una pagina del manoscritto che si era creduta persa per 142 anni.

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Scoperta una grande villa romana in Inghilterra

(Past Landscapes Project)
(Past Landscapes Project/Aerial Filming Services)

Une delle ville romane meglio conservate d’Inghilterra è stata recentemente scoperta sotto una casa, nella contea del Wiltshire.

Il proprietario Luke Irwin voleva far correre i cavi elettrici dalla casa a un vecchio fienile, dove far giocare i suoi bambini a ping pong. Ma a febbraio, gli operai che stavano scavando il terreno hanno colpito una superficie dura a circa 46 cm di profondità.

«È stato straordinario», ha dichiarato Irwin a Live Science. «Sono felice di essere stato presente quel giorno». Gli operai avevano appena scoperto un elaborato pavimento a mosaico. Continua a leggere “Scoperta una grande villa romana in Inghilterra”

Scoperte due fosse comuni in Grecia – sono i seguaci del tiranno Cilone?

(Greek Culture Ministry)
(Greek Culture Ministry)

Gli archeologi hanno scoperto due fosse comuni vicino ad Atene, in Grecia, contenenti gli scheletri di 80 uomini. Secondo Stella Chryssoulaki, direttrice dei servizi archeologici regionali, erano forse dei seguaci dell’allora tiranno Cilone di Atene.

Vista “la grande importanza di queste scoperte”, il ministero della cultura greco ha confermato il proseguimento degli scavi. Continua a leggere “Scoperte due fosse comuni in Grecia – sono i seguaci del tiranno Cilone?”

Gli errori del film ‘Gods of Egypt’

(Lionsgate)
(Lionsgate)

Nelle sale italiane, lo scorso 25 febbraio è uscito “Gods of Egypt”, un film d’avventura fantastico che prende ispirazione dalla mitologia egizia.

Si tratta di un film d’azione e quindi non ha la pretesa di correttezza storica, tuttavia è già stato criticato per avere un cast principalmente bianco nonostante un set storico ambientato in Africa, contringendo il regista Alex Proyas e la Lionsgate alle scuse. Critiche simili erano piovute anche l’anno scorso sul film biblico ‘Exodus: Gods and Kings’, ma la cosiddetta questione del “whitewashing” risale a molti decenni fa.

Mentre è vero che i colori della pelle siano improbabili, la storia del film e i personaggi sono invece fondati su alcuni miti e sull’iconografia dell’antico Egitto. Ecco una panoramica degli eroi e dei cattivi del film, e delle divinità storiche dell’antico Egitto. Continua a leggere “Gli errori del film ‘Gods of Egypt’”

La grotta di Chauvet ha più di 30.000 anni

La grotta di Pont d’Arc, detta grotta di Chauvet-Pont d’Arc (MCC/DRAC)
La grotta di Pont d’Arc, detta grotta di Chauvet-Pont d’Arc (MCC/DRAC)

Le magnifiche pitture e incisioni rupestri della grotta Chauvet, nel sud-est della Francia, risalgono a oltre 30.000 anni fa, e sono dunque di 10.000 più antiche di quanto si pensasse.

Una serie di oltre 250 datazioni al radiocarbonio ha infatti stabilito che la grotta venne utilizzata in due distinti periodi separati da diverse migliaia di anni. Il primo periodo durò dai 37.000 ai 33.500 anni fa; il secondo dai 31.000 ai 28.000 anni fa. L’occupazione della grotta potrebbe essere finita quando una caduta di massi ne bloccò l’ingresso.

Gli studiosi dicono che la maggior parte dei disegni venne creata nel primo periodo di occupazione. Gli orsi lasciarono dei graffi sui muri tra i 48.500 e i 33.300 anni fa, ma probabilmente usavano la caverna solo in inverno. «Solo le pitture nere sono state datate», scrivono i ricercatori su PNAS. «La tecnica di datazione per le pitture rosse deve ancora essere sviluppata». Continua a leggere “La grotta di Chauvet ha più di 30.000 anni”