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In Egitto, gli esperti sono in disaccordo sulle camere segrete della tomba di Tutankhamon

maggio 10, 2016
La seconda conferenza internazionale su Tutankhamon, tenutasi presso il Museo Nazionale della Civiltà Egiziana (Ministero delle Antichità)

La seconda conferenza internazionale su Tutankhamon, tenutasi presso il Museo Nazionale della Civiltà Egiziana (Ministero delle Antichità)

Gli archeologi si sono scontrati duramente durante l’ultima sessione di una conferenza durata tre giorni al Cairo, per discutere di Tuthankamon e della teoria secondo la quale la sua tomba conterrebbe una camera segreta coi resti della regina Nefertiti.

La conferenza ha anche presentato gli ultimi risultati della seconda, recente scansione radar effettuata nella sua tomba di Luxor.

L’indagine radar ha cercato di verificare la teoria dell’egittologo britannico Nicholas Reeves, che lo scorso agosto aveva esposto la sua controversa teoria sulla tomba di Tuthankamon e Nefertiti.

(Ministero delle Antichità)

(Ministero delle Antichità)

I risultati della seconda indagine

La teoria di Reeves finora sembrava aver trovato delle prove a suo favore. Una prima scansione del muro da parte dell’esperto di tecnologie radar giapponese Hirokatsu Watanabe indicava la presenza di due spazi vuoti o cavità oltre i muri della camera funeraria, suggerendo addirittura la presenza di sostanze metalliche e organiche e l’esistenza di architravi di porte. L’allora ministro delle Antichità, Mamdouh Eldamaty, aveva detto che le probabilità di avere una stanza nascosta erano del 90 per cento.

Ora però, una nuova serie di scansioni radar condotta alla fine di marzo ha ottenuto il risultato opposto.

Utilizzando un nuovo georadar più potente, due ingegneri trentenni, Eric Berkenpas e Alan Turchik, hanno indagato i muri della tomba. Dopo aver analizzato i dati, Dean Goodman, il geofisico che ha messo a punto il software GPR-SLICE, usato da molti specialisti del ramo, è giunto alla conclusione che nulla indichi la presenza di un vuoto dietro le pareti della tomba di Tutankhamon. «Se ci fosse un vuoto, dovremmo vedere un riflesso molto forte», sostiene. «Ma semplicemente non esiste». Né si vedono i segni delle porte murate ipotizzate da Reeves. «Per una volta è bello avere risultati così chiari e convincenti».

Scontro tra i ministri

L’ex ministro delle Antichità Mamdouh Eldamaty aveva sostenuto la teoria e permesso le ricerche, dicendo che bisognerebbe effettuare ulteriori scansioni radar dall’alto della tomba per avere risultati più precisi.

Tuttavia, Zahi Hawass, noto egittologo e anche lui ex ministro delle Antichità, ha respinto la teoria, affermando che non ci sia niente oltre quei muri.

Hawass ha anche sollevato dubbi sull’utilità delle scansioni radar: «Nella mia intera carriera, non ho mai fatto alcuna scoperta in Egitto grazie alle scansioni radar». Hawass suggerisce che al fine di testare la precisione del radar, le scansioni dovrebbero essere effettuate sulle tombe che già si sanno contenere delle camere segrete, come quella del faraone Ramses II, che contiente 10 stanze sigillate. «Se ci fosse un muro divisorio o altri lavori in muratura, il segnale radar dovrebbe mostrarli», ha detto alla conferenza il famoso egittologo. «E invece non si vede niente. In Egitto con il radar non si è mai trovato nulla, dobbiamo smetterla con queste operazioni mediatiche, perché non c’è niente di pubblicabile».

National Geographic riporta anche che Hawass ha persino accusato Eldamaty, seduto sul palco accanto a lui, di aver chiesto in segreto il permesso di praticare un foro in una parete della tomba di Tutankhamon in modo da inserirvi una minitelecamera a fibre ottiche. «Perché l’hai fatto in segreto? Perché non hai annunciato di aver chiesto il permesso?», lo ha apostrofato durante la conferenza. «Ho detto molte volte che non avrei fatto niente prima di essere sicuro al 100 per cento!», ha risposto Eldamaty, aggiungendo: «Quando eri ministro tu hai fatto scavare un buco in una piramide e solo dopo hai chiesto l’autorizzazione!».

Mamdouh Damati (AFP)

Mamdouh Damati (AFP)

Reeves ha difeso la sua teoria dichiarando che i risultati preliminari di diverse scansioni suggeriscono che due spazi vuoti esistano dietro i muri a nord e a ovest della camera funeraria della tomba, e mostrino segni di materia metallica. «Cercavo prove che mi dicessero che la mia lettura iniziale fosse sbagliata», ha detto. «Ma non ne ho trovate. Ho solo trovato sempre più indicatori che ci fosse qualcosa di più nella tomba di Tuthankamon».

(Kenneth Garrett, Theban Mapping Project, Ministry of State for Antiquities)

In blu le due presunte camere nascoste (Kenneth Garrett, Theban Mapping Project, Ministry of State for Antiquities)

(Ministero delle Antichità)

(Ministero delle Antichità)

La maggior parte degli studiosi e degli egittologi che hanno preso parte alla conferenza ha rifiutato la teoria di Reeves, dicendo che non ha basi nella realtà.

La direttrice del Museo Egizio di Berlino, Friederike Seyfried, ha dichiarato ad Ahram Online che i risultati delle indagini radar non provano l’esistenza di una camera nascosta: «La morte improvvisa del giovane re portò i costruttori della tomba a finire la tomba velocemente e a chiuderla, ecco perché è stata trovata una cavità».

Respinge anche l’ipotesi di Reeves secondo cui una scena dipinta su un muro della tomba, mostri Tutankhamon mentre effettua la “cerimonia dell’apertura della bocca” per Nefertiti, spiegando che un’iscrizione recita che è il successivo faraone Ay ad effettuare il rituale per Tutankhamon. «Credo che l’antico artista egizio non avrebbe mai fatto una rappresentazione del faraone senza una chiara iscrizione accanto», ha detto Seyfried.

L’attuale ministro delle antichità Khaled El-Enany ha dichiarato che la conferenza mostra quanto la scienza sia una priorità e che “non siamo contro alcun progetto scientifico”, aggiungendo che gli sforzi scientifici alla fine riveleranno la verità. Dice il ministro: «Le scansioni della tomba continueranno in linea con le raccomandazioni degli studiosi, ma nessuna esplorazione fisica sarà concessa a meno che non ci sia il 100% di sicurezza che ci sia una cavità dietro il muro».

Khaled el-Anani al centro. Dietro di lui, Hawass (AFP)

L'ultima scansione radar effettuata, da parte dei giovani ingegneri Eric Berkenpas e Alan Turchik (Kenneth Garrett, National Geographic)

L’ultima scansione radar effettuata, da parte dei giovani ingegneri Eric Berkenpas e Alan Turchik (Kenneth Garrett, National Geographic)

Khaled El-Enany, in camicia rosa, osserva le scansioni (Kenneth Garrett, National Geographic)

Khaled El-Enany, in camicia rosa, osserva le scansioni (Kenneth Garrett, National Geographic)

Al-Ahram

National Geographic

4 commenti leave one →
  1. maggio 10, 2016 4:47 pm

    neppure una rivoluzione è riuscita a togliere di mezzo Hawass… la dice lunga su quanta più politica che scienza ci sia nel suo curriculum

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    • maggio 12, 2016 11:55 am

      rispondo a “equilibristasquilibrato ” : e cosa c’entra la politica coll’archeologia ?
      io personalmente verificherei in ogni caso se dietro il muro c’e’ una locale nascosto !! chissa’ quali eventuali meraviglie potrebbe nascondere ….saluti a tutti, bruno.

      Liked by 1 persona

  2. andrea permalink
    maggio 12, 2016 4:32 pm

    La prudenza non è mai troppa quando si tratta di bucare un affresco che ha così tanti anni. Tutti sperano che ci siano delle stanze nascoste, ma se così non fosse avremmo danneggiato un reperto archeologico di inestimabile valore.
    Quindi ben vengano queste riflessioni.

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