Un’enorme esondazione potrebbe provare la leggenda della prima dinastia della Cina

La gola dei monti Jishi sul Fiume Giallo (Qinglong Wu)
La gola dei monti Jishi sul Fiume Giallo (Qinglong Wu)

Molte civiltà fanno risalire le loro origini a metà tra storia e leggenda. Nel caso della Cina, quella sottile linea avvenne tra il 2.200 e il 2.000 a.C., quando un eroe leggendario chiamato Yu riuscì a fermare l’esondazione del Fiume Giallo e a guadagnare l’autorità per fondare la dinastia Xia, tradizionalmente considerata la prima dinastia di imperatori cinesi. Questa storia è stata però scritta molto dopo i presunti fatti, e gli archeologi finora non erano riusciti a trovare prove attendibili per verificare né l’esondazione né la stessa dinastia Xia.

Ora però, una squadra di scienziati specializzati in archeologia, antropologia, sismologia e geologia, ha pubblicato uno studio sulla rivista Science che supporta la leggenda cinese, e che suggerisce la storicità della dinastia Xia.

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Scoperto un palazzo medievale al castello di Tintagel, luogo di nascita di re Artù

Lo scavo al castello di Tintagel (Emily Whitfield-Wicks/Emily Whitfield-Wicks)
Lo scavo al castello di Tintagel (Emily Whitfield-Wicks)

In Inghilterra gli archeologi hanno scavato delle mura spesse un metro vicino al castello di Tintagel, famoso per essere considerato il luogo di nascita del leggendario re Artù. La scoperta è interessante poiché si tratterebbe di un palazzo del VI secolo, un epoca nella quale sarebbe vissuto proprio il (controverso) personaggio storico di Artù.

L’edificio era forse un palazzo reale, appartenuto ai re dell’antico regno britanno di Dumnonia.

Gli studiosi si chiedono da tempo se Artù sia mai esistito o se sia invece un personaggio leggendario, ispirato ad altre figure storiche.

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Scoperto un canale sotto il Tempio delle Iscrizioni di Palenque

(INAH)
(INAH)

Nel sito Maya di Palenque, in Messico, gli archeologi hanno scoperto un canale d’acqua sotterraneo costruito sotto il Tempio delle Iscrizioni, il monumento funebre che ospita l’antico re maya Pacal.

Secondo l’archeologo Arnoldo Gonzalez, la tomba e la piramide sarebbero state costruite di proposito sopra una fonte d’acqua, tra il 683 e il 702 d.C. Il tunnel portava acqua da sotto la camera funeraria fino all’ampia spianata davanti al tempio, dando quindi allo spirito di Pacal un cammino verso il mondo ultraterreno.

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Le prime tracce di uso di tabacco in Nord America

(U.S. Air Force photo by Todd Cromar)
Gli scavi nell’accampamento preistorico (U.S. Air Force photo by Todd Cromar)

Nel deserto dello Utah, gli archeologi hanno scoperto un accampamento per la caccia preistorico. A pochi centimetri sotto la superficie, i ricercatori hanno trovato un accampamento usato dai cacciatori-raccoglitori 12.300 anni fa, quando quella stessa terra era paludosa.

I manufatti scavati includono i resti carbonizzati di un antico focolare, una punta di lancia e, più sorprendentemente, una collezione di semi di tabacco – probabilmente le prime prove di consumo di tabacco mai scoperte in Nord America.

«La cosa interessante è che non ci sono prove dirette di uso di tabacco dopo i 3.000 anni», dice Daron Duke, archeologo del Far Western Anthropological Research Group, in Nevada. «E queste sono di oltre 12.000 anni fa!».

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I casi di tumore e di cancro più antichi del mondo

Il cancro rilevato su un osso del piede (University of Witwatersrand)
Il cancro rilevato su un osso del piede (University of Witwatersrand)

In due diverse ricerche pubblicate sulla rivista scientifica The South African Journal of Science, due gruppi di scienziati hanno annunciato la scoperta delle tracce più antiche di cancro e di tumore alle ossa mai trovate sui fossili umani.

Un osso del piede, datato tra gli 1,8 e 1,6 milioni di anni fa, contiene una traccia incontrovertibile di cancro (un tumore maligno), e dunque spinge indietro nel tempo la data più antica di questa malattia. L’osso proviene dal sito sudafricano di Swartkrans, all’interno dell’area nota come la Culla dell’umanità. Sebbene non si sappia esattamente quale fosse la specie di questo individuo, era chiaramente un hominine, ovvero faceva parte della tribù che raggruppa uomo, scimpanzé e altri antichi parenti quali Australopithecus.

Nel secondo studio, un team di scienziati ha identificato il più antico tumore benigno mai scoperto nei fossili umani nella vertebra di un giovane Australopithecus sediba, noto come Karabo. Si trovava nel sito di Malapa, a pochi chilometri da Swartkrans, ed è stato datato a 1,98 milioni di anni fa. Finora, il più antico possibile tumore in un hominine era stato scoperto in Croazia nella costola di un Neanderthal datato a circa 120.000 anni fa.

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I nuovi patrimoni dell’umanità 2016

In giallo i nuovi siti culturali 2016; in verde quelli naturali (UNESCO)
In giallo i nuovi siti culturali 2016; in verde quelli naturali (UNESCO)

Si è conclusa bruscamente la 40° sessione del Comitato per il Patrimonio dell’Umanità, riunitasi a Istanbul per iscrivere dei nuovi patrimoni nella lista dei beni protetti dall’UNESCO.

Prevista dal 10 al 20 luglio, i fatti avvenuti in Turchia hanno accelerato la chiusura della sessione, presieduta da Lale Ülker, alla giornata di domenica 17 luglio. È stato dunque proposto di continuare i lavori nella sede UNESCO di Parigi ad ottobre.

Ad ogni modo, finora il Comitato ha aggiunto 21 nuovi siti alla lista: i beni protetti sono dunque 1052, in 165 paesi. Per la prima volta, Antigua e Barbuda e Micronesia ottengono un patrimonio UNESCO.

Il Comitato quest’anno era composto dai seguenti paesi: Angola, Azerbaijan, Burkina Faso, Croazia, Cuba, Finlandia, Indonesia, Giamaica, Kazakistan, Kuwait, Libano, Perù, Filippine, Polonia, Portogallo, Corea del Sud, Tunisia, Turchia, Tanzania, Vietnam, Zimbabwe.

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I primi agricoltori della Mezzaluna Fertile erano già popolazioni molto diverse

Vicinanza genetica tra i resti antichi e le popolazioni moderne. In rosso per i siti sul Mar Egeo; in blu per i siti tra Iran e Iraq (Science)
Vicinanza genetica tra le popolazioni antiche e moderne. In rosso considerando i siti sul Mar Egeo; in blu considerando i siti tra Iran e Iraq (Science)

L’agricoltura e le comunità sedentarie furono inventate circa 10.000 anni fa nella Mezzaluna Fertile, una regione storica in Medio Oriente. La maggior parte delle tecnologie e della cultura associate con l’agricoltura, incluso l’allevamento di animali, si originarono là. La transizione dallo stile di vita nomade basato su caccia e raccolta, all’agricoltura e alla sedentarietà, fu un cambiamento così radicale che venne coniato il termine rivoluzione neolitica. Circa 2.000 anni dopo, il nuovo stile di vita neolitico apparve in Europa sudorientale e poco dopo nell’Europa centrale e mediterranea.

Ora un team internazionale di ricercatori, diretto dai paleogenetisti dell’Università Johannes Gutenberg di Magonza (Germania), ha fatto una nuova eccezionale scoperta. In un nuovo studio pubblicato sulla rivista Science, hanno dimostrato che i primi contadini sui monti Zagros (Iran) non sono gli antenati né degli attuali europei, ma neanche dei primi agricoltori in Anatolia (Turchia), che pure abitavano dall’altra parte della Mezzaluna Fertile. I due gruppi si erano già separati geneticamente tra i 46.000 e i 77.000 anni fa.

«È stata una sorpresa», dice Farnaz Broushaki, uno degli autori dello studio. «Il nostro team aveva appena scoperto un’ascendenza genetica che collega i primi contadini europei fino all’Anatolia nordoccidentale. Ma ora sembra che questa catena si rompa da qualche parte nell’Anatolia orientale».

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Un cimitero di 3.000 anni svela le origini dei Filistei

(Leon Levy Expedition)
(Leon Levy Expedition)

I ricercatori in Israele hanno scavato e studiato quello che ritengono il primo cimitero filisteo mai scoperto. Il ritrovamento, fatto nel 2013 ma rivelato solo ora, potrebbe rispondere al mistero che circonda le origini della popolazione dei Filistei.

La maggior parte delle oltre 150 sepolture seguono le usanze funerarie tipiche della regione del Mar Egeo, invece che del Vicino Oriente. Ciò supporta l’idea che i Filistei non fossero dei nativi del Levante, ma fossero appunto arrivati dall’Egeo.

La scoperta è stata tenuta segreta per tre anni, fino alla fine dello scavo, per evitare di attirare le proteste degli ebrei ultra-ortodossi, che in precedenza avevano manifestato nei siti di scavo. Secondo i manifestanti, gli archeologi disturberebbero dei siti funerari. «Abbiamo dovuto morderci la lingua per molto tempo», ha detto Daniel M Master, docente presso il Wheaton College e co-direttore della Leon Levy Expedition, la spedizione che ha effettuato gli scavi.

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Scoperte altre 23 navi presso le isole di Fourni

(Vasilis Mentogianis)
(Vasilis Mentogianis)

Un gruppo di archeologi marini sta svelando i segreti più profondi di un arcipelago del Mar Egeo, dopo che in meno di un anno vi ha scoperto ben 45 relitti di navi.

Lo scorso settembre, un team di subacquei greci e americani aveva già individuato 22 relitti durante un’esplorazione di 13 giorni intorno all’arcipelago di Fourni, un gruppo di 13 isole, alcune molto piccole, situato in Grecia.

Il team è tornato sulle isole a giugno per espandere le ricerche. Alla fine dell’indagine, durata tre settimane e mezzo, i ricercatori sono addirittura riusciti a fare delle scoperte ancora più importanti: hanno documentato altri 23 relitti, portando il totale a 45. «Fourni è una sorpresa costante», ha dichiarato Peter Campbell, co-direttore del progetto per conto della statunitense RPM Nautical Foundation.

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Una tomba vichinga e i resti di una coppia nobile

Ricostruzione della tomba (Museum Silkeborg)
Ricostruzione della sepoltura della donna (Museum Silkeborg)

Lo studio di una tomba di legno vichinga ha dimostrato che conteneva i resti di un uomo e una donna probabilmente di origine nobile, o comunque erano persone di stato sociale elevato. I due avevano anche contatti con realtà molto lontane: l’uomo era infatti sepolto con ceramiche della regione baltica, e monete dell’attuale Afghanistan, oltre ad avere un’ascia da battaglia.

«È un’ascia molto grande e sarebbe stata un’arma formidabile», spiega l’archeologa Kirsten Nelleman Nielsen. «All’epoca questo tipo di ascia era noto come ascia danese, ed era temuto in tutta Europa».

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Un sub pentito rivela un carico romano in Sardegna

(La Nuova Sardegna)
(La Nuova Sardegna)

Bellissimi marmi con decorazioni finissime che avrebbero dovuto adornare le ville patrizie e gli edifici di culto della Roma Imperiale, i resti di un’ancora, una stupenda parte di un elmo, pesi in piombo, numerosi cocci di anfore e vasellame e anche ossa umane. Oltre 140 pezzi antichissimi di valore inestimabile sistemati all’interno di quattro cassette di plastica, di quelle utilizzate per la frutta, abbandonate in un punto nascosto, ai piedi di una grossa quercia, nelle campagne di San Giovanni, frazione del comune di Posada in Sardegna.

A trovarle è stato il sindaco di Posada Roberto Tola, andato sul posto insieme a due agenti della polizia municipale del paese. «A indirizzarci in quel tratto di campagna sperduto è stata una fonte confidenziale – ha spiegato il sindaco a La Nuova Sardegna –. In forma anonima ci ha segnalato che qui a San Giovanni avremmo ritrovato oggetti che lui aveva trovato in mare e che gli sembrava giusto restituire al Comune».

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La base navale di Munichia svela la sua grandezza

(Zea Harbour Project / Carlsberg Foundation / University of Copenhagen)
(Zea Harbour Project / Carlsberg Foundation / University of Copenhagen)

Una squadra di archeologi greci e danesi ha scoperto i resti sommersi di una delle strutture più grandi del mondo antico: un’antica base navale di Atene che giocò un ruolo fondamentale nella difesa dell’antica Grecia.

Con le sue imponenti fortificazioni e i suoi capannoni per le navi, disegnati per ospitare centinaia di navi da guerra (le cosiddette triremi), il porto del Pireo ospitava l’enorme flotta di Atene.

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