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Scoperte altre 23 navi presso le isole di Fourni

luglio 13, 2016
(Vasilis Mentogianis)

(Vasilis Mentogianis)

Un gruppo di archeologi marini sta svelando i segreti più profondi di un arcipelago del Mar Egeo, dopo che in meno di un anno vi ha scoperto ben 45 relitti di navi.

Lo scorso settembre, un team di subacquei greci e americani aveva già individuato 22 relitti durante un’esplorazione di 13 giorni intorno all’arcipelago di Fourni, un gruppo di 13 isole, alcune molto piccole, situato in Grecia.

Il team è tornato sulle isole a giugno per espandere le ricerche. Alla fine dell’indagine, durata tre settimane e mezzo, i ricercatori sono addirittura riusciti a fare delle scoperte ancora più importanti: hanno documentato altri 23 relitti, portando il totale a 45. «Fourni è una sorpresa costante», ha dichiarato Peter Campbell, co-direttore del progetto per conto della statunitense RPM Nautical Foundation.

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Tempeste fatali

L’arcipelago potrebbe essere un punto caldo per trovare relitti oggi era una destinazione molto popolare per le navi nel passato, ha detto Campbell a Live Science. «Fourni in verità è un posto molto sicuro», ha dichiarato. «È solo il grande traffico di navi in ogni epoca che ha portato ad avere così tanti relitti».

Sebbene Fourni non avesse alcuna città importante nell’antichità, era conosciuta come un buon punto di ancoraggio e di navigazione per le rotte nel mar Egeo, sia per andare da est verso ovest, sia da nord a sud. Le tratte che collegavano la Grecia col Levante e l’Anatolia passavano da qui.

Le navi avrebbero ancorato nei punti protetti dai tipici venti nordoccidentali. Ma una volta ogni tanto, queste navi potevano essere prese di sorpresa da una grande tempesta meridionale. Se la posizione dell’ancora non veniva cambiata velocemente, per queste navi sarebbe stato un guaio. E sono queste le sfortunate navi che Campbell e i suoi colleghi hanno trovato.

«Le navi andavano a sbattere sugli scogli e poi affondavano», dice Campbell. «Abbiamo trovato dei mucchi di anfore. Sembra la scena di un gigantesco incidente d’auto, con tutte queste ceramiche sparse sul fondo».

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Anfore, lucerne e ancore

Le date dei relitti spaziano dalla fine dell’età arcaica greca (525-480 a.C.) al periodo classico, ellenistico e romano, fino all’inizio dell’epoca moderna (1750-1850 d.C.). «Complessivamente, le navi del tardo periodo romano sono le più numerose, ma ci sono imbarcazioni di ogni epoca», aggiunge Campbell.

I relitti più significativi della campagna del 2016 sono: una nave del periodo tardo arcaico-inizio classico, con anfore dell’Egeo orientale; un carico ellenistico di anfore dall’isola di Coo; tre carichi romani di anfore del tipo di Sinope; un relitto con anfore nordafricane del III e IV secolo d.C., e un carico di vasellame del periodo tardo romano. Oltre alle anfore, i sommozzatori hanno scoperto lucerne, pentole e ancore.

Campbell e i suoi collaboratori dell’Eforato per le Antichità Sommerse hanno recuperato dei reperti da ogni relitto ma, nella maggior parte dei casi, hanno lasciato i manufatti sott’acqua dopo averli documentati.

(Vasilis Mentogianis)

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Altre scoperte in vista

Fourni potrebbe conservare una delle più alte concentrazioni di relitti antichi. In molte delle più grandi isole del Mediterraneo si trovano solo tre o quattro relitti e, dicono i ricercatori, in tutte le acque greche sono stati documentati bene solo circa 180 relitti antichi (esclusi quelli di Fourni).

Le scoperte in questo piccolo arcipelago potrebbero peraltro non essere finite: le ricerche hanno finora coperto solo meno della metà delle coste di Fourni. Le immersioni più profonde sono arrivate a 65 metri, ma Campbell pensa che ci sia altro da scoprire sotto a questo livello, «data la quantità di navi rinvenute nelle acque poco profonde, e visto quanto sono scoscesi gli scogli».

Nella prossima fase del progetto, il team spera di andare persino più in profondità con le moderne tecnologie, quali dei veicoli subacquei comandati in remoto.

(Vasilis Mentogianis)

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Live Science

Seeker

Ministero della Cultura Greco

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