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La base navale di Munichia svela la sua grandezza

giugno 23, 2016
(Zea Harbour Project / Carlsberg Foundation / University of Copenhagen)

(Zea Harbour Project / Carlsberg Foundation / University of Copenhagen)

Una squadra di archeologi greci e danesi ha scoperto i resti sommersi di una delle strutture più grandi del mondo antico: un’antica base navale di Atene che giocò un ruolo fondamentale nella difesa dell’antica Grecia.

Con le sue imponenti fortificazioni e i suoi capannoni per le navi, disegnati per ospitare centinaia di navi da guerra (le cosiddette triremi), il porto del Pireo ospitava l’enorme flotta di Atene.

Atene e i suoi due porti nei demi di Falero e Pireo, questo collegato tramite le Lunghe Mura (Wikimedia)

Atene e i suoi due porti nei demi di Falero e Pireo, questo collegato tramite le Lunghe Mura (Wikimedia)

Il Pireo era il principale porto fortificato dell’antica Atena, distante soli 7 km. Era formato da tre parti, di cui una, il porto di Munichia, il più piccolo, era utilizzato solo da navi militari.

Oggi in queste acque ci sono solo le navi dei pescatori e gli yacht, il che spiega perché ci sia voluto così tanto per trovare la base navale ormai sommersa.

Foto satellitare dei porti di Zea e Munichia (GoogleEarthPro)

Foto satellitare dei porti di Zea e Munichia (GoogleEarthPro)

Archeologia subacquea

Racconta l’archeologo Bjørn Lovén, che ha diretto gli scavi: «Alcuni giorni, la visibilità sott’acqua nel porto era di soli 20 cm, era difficilissimo lavorare. Tuttavia, alla fine siamo riusciti a localizzare i resti e a scavare sei capannoni usati per proteggere le navi greche dai Teredinidi (i vermi marini che mangiano il legno) e dal seccarsi. I capannoni erano monumentali: le fondamenta sotto le colonne misuravano 1,4 metri, e i capannoni stessi erano alti 7-8 metri e lunghi 50».

«Basandoci sulla ceramica e sulla datazione al radiocarbonio di un pezzo di legno trovato nelle fondamenta di un colonnato, abbiamo datato i capannoni per le navi al 520-480 a.C. o poco dopo, e ciò significa che questi capannoni probabilmente ospitavano le navi che vennero impiegate per combattere l’invasione persiana durante la famosa battaglia di Salamina del 480 a.C. Questa battaglia navale fu un evento cruciale nella storia greca. È difficile dire cosa sarebbe successo se la flotta greca avesse perduto a Salamina, ma è chiaro che una vittoria persiana avrebbe avuto enormi conseguenze per i successivi sviluppi culturali e sociali in Europa. La vittoria di Salamina riecheggia giustamente nella storia e risveglia ancora oggi in noi impressione e ispirazione».

(Zea Harbour Project / Carlsberg Foundation / University of Copenhagen)

(Zea Harbour Project / Carlsberg Foundation / University of Copenhagen)

Illustrazione del porto (Zea Harbour Project / Carlsberg Foundation / University of Copenhagen)

Illustrazione del porto (Zea Harbour Project / Carlsberg Foundation / University of Copenhagen)

(Zea Harbour Project / Carlsberg Foundation / University of Copenhagen)

(Zea Harbour Project / Carlsberg Foundation / University of Copenhagen)

(Zea Harbour Project / Carlsberg Foundation / University of Copenhagen)

(Zea Harbour Project / Carlsberg Foundation / University of Copenhagen)

    (Zea Harbour Project / Carlsberg Foundation / University of Copenhagen)

(Zea Harbour Project / Carlsberg Foundation / University of Copenhagen)

    (Zea Harbour Project / Carlsberg Foundation / University of Copenhagen)

(Zea Harbour Project / Carlsberg Foundation / University of Copenhagen)

Greci contro Persiani

La battaglia di Salamina (480 a.C.) fu una grande battaglia navale combattuta tra un’alleanza di città-stato greche guidate da Temistocle, e l’impero persiano comandato dal re Serse I. Nonostante lo svantaggio numerico, i Greci ebbero una vittoria decisiva. La battaglia venne combattuta negli stretti tra la terraferma e Salamina, un’isola nel golfo Saronico vicino ad Atene, e segnò la svolta della cosiddetta seconda guerra persiana. Due terzi delle navi greche provenivano da Atene, ovvero dalla base navale che Lovén e il suo team stanno scavando.

Le ricerche fanno parte dello Zea Harbour Project, un importante progetto di scavi delle installazioni navali ateniese nel Pireo effettuate dal 2001 e il 2012.

Illustrazione della battaglia di Salamina (Zea Harbour Project)

Illustrazione della battaglia di Salamina (Zea Harbour Project)

2-480-BC

(Zea Harbour Project)

Lovén ha anche prodotto il film ‘The Wooden Wall – an echo through time’, che racconta la storia della battaglia di Salamina e della monumentale base navale del Pireo.

Università di Copenhagen

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