Ricostruito il volto di un abitante di Gerico

(British Museum)
(British Museum)

Gli archeologi del British Museum hanno accuratamente ricostruito il viso di un uomo vissuto 9.500 anni fa nell’antica città di Gerico, permettendoci di vedere per la prima volta il suo aspetto.

La ricostruzione è stata realizzata grazie a una microtomografia computerizzata che aveva rivelato nuovi dettagli. Noto come il Cranio di Gerico, era stato trovato nel 1953 nella regione di Gerico, oggi in Cisgiordania (Palestina), dalla famosa archeologa britannica Kathleen Kenyon (1906–1978).

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Lo studio di Vlochós rivela un’importante città greca

Porte della città, mura e torri sono ancora visibili in superficie (SIA/EFAK/YPPOA)
Porte della città, mura e torri sono ancora visibili in superficie (SIA/EFAK/YPPOA)

Un nuovo scavo ha rivelato che un antico insediamento greco, ritenuto essere un piccolo villaggio, fosse in realtà una città importante.

Le rovine a Vlochós, nella Tessaglia occidentale, erano note da 200 anni (gli annunci di città “perduta” o “scoperta” sono dunque infondati, ndr). Finora, tuttavia, il sito non era stato studiato in modo sistematico, e gli archeologi l’avevano considerato una sorta di “luogo isolato”, dice Robin Rönnlund, dottorando in archeologia presso l’Università di Goteborg (Svezia) e a capo della ricerca.

«Il nostro progetto copre un buco importante nella conoscenza dell’area, e mostra che rimane molto da scoprire sul suolo greco», dice.

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Recuperati migliaia di reperti in un sito sacrificale in Cina

(China Daily)
(China Daily)

In Cina è stato scavato un sito sacrificale che potrebbe essere stato utilizzato dagli imperatori delle dinastie Qin (221 – 206 a.C.) e Han Occidentale (206 a.C. – 24 d.C.). Secondo China Daily il team di scavo ha recuperato 2.109 manufatti, tra cui oggetti di giada, tegole, ornamenti in bronzo, carri e i resti di cavalli.

«Lo scavo si è concentrato su dei pozzi sacrificali e su una piattaforma di terra, sulle vestigia di due siti con caratteristiche diverse, ed è la prima volta che abbiamo tali siti sacrificali di epoca imperiale, che corrispondono alle fonti antiche», dice il ricercatore Tian Yaqi dell’Istituto provinciale di Archeologia dello Shaanxi.

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Scoperto il nome di un governatore romano della Giudea: Gargilius Antiquus

 Il blocco di pietra, trovato a 1,5 metri sott'acqua ed esposto grazie a una tempesta (Ehud Arkin Shalev)
Il blocco di pietra, trovato a 1,5 metri sott’acqua ed esposto grazie a una tempesta (Ehud Arkin Shalev)

I ricercatori dell’Università israeliana di Haifa hanno fatto un’eccezionale scoperta: una rara iscrizione di poco precedente alla rivolta di Simon Bar Kokhba permette per la prima volta l’identificazione definitiva di Gargilius Antiquus come un governatore romano della Giudea all’epoca.

L’iscrizione è stata trovata durante gli scavi sottomarini dentro e intorno al sito di Tel Dor. «Per la prima volta, possiamo affermare con certezza il nome del prefetto romano della Giudea durante il periodo critico sfociato nella rivolta di Bar Kokhba. Inoltre è solo la seconda volta che il nome “Giudea” appare in qualunque iscrizione del periodo romano», hanno commentato il direttore degli scavi Assaf Yasur-Landau e lo storico Gil Gambash.

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Scoperto un tempio dedicato a Ehécatl-Quetzalcóatl a Città del Messico

(Héctor Montaño, INAH)
(Héctor Montaño, INAH)

Un team di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Antropologia e Storia del Messico (INAH) ha scoperto un tempio dedicato a Ehécatl, una delle sembianze di Quetzalcoatl nonché dio del vento secondo la mitologia azteca, presente nelle brezze che portano la pioggia e nel soffio della vita.

Si trova all’interno di un grande sito cerimoniale nella città precolombiana di Tlatelolco, fondata dal Tlatelolcas su un’isolotto a nord ovest di Tenochtitlan, la capitale dell’impero azteco. L’attuale Città del Messico racchiude ormai entrambe le due città preispaniche.

Le rovine del tempio erano apparse per la prima volta nel 2014 a circa tre metri di profondità, dopo la demolizione di un supermercato.

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I resti della tomba egizia QV66 sono probabilmente della regina Nefertari

(Michael E. Habicht)
(Michael E. Habicht)

Un paio di gambe mummificate conservate al Museo Egizio di Torino potrebbero appartenere a una delle donne più belle e potenti dell’antico Egitto.

Nefertari, da non confondere con la più famosa Nefertiti, fu la prima moglie e la Grande sposa reale del grande faraone Ramses II, che regnò tra il 1279 e il 1213 a.C. all’inizio della XIX dinastia.

Il primo studio multidisciplinare dei suoi resti, pubblicato sulla rivista PLOS ONE, ha rivelato come Nefertari fosse alta e magra. «È l’unica regina di epoca ramesside ad essere stata probabilmente identificata», ha dichiarato a Seeker l’egittologo Michael Habicht, dell’Istituto di Medicina Evolutiva dell’Università di Zurigo.

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Mappato un insediamento preistorico al largo della Svezia

Un piccone fatto coi palchi di alce (Arne Sjöström)
Un piccone fatto coi palchi di alce (Arne Sjöström)

Un insediamento dell’Età della Pietra sommerso, al largo della Svezia, è stato mappato interamente per la prima volta.

Da anni le reti dei pescatori si impigliavano nei resti di questo sito, intorno alla baia di Hanö, ma solo recentemente lo si è pienamente esplorato usando un ecoscandaglio multibeam, che usa la stessa tecnologia del sonar. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Quaternary International.

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Trovata una misteriosa pentola Romana in Svizzera

(Aargau canton archeology department)
(Aargau canton archeology department)

Gli archeologi hanno fatto una curiosa scoperta nel campo legionario romano di Vindonissa, in Svizzera. È stata scavata una pentola di terracotta piena di 22 lampade ad olio, ognuna delle quali era decorata con un’immagine della dea Luna, un gladiatore, un leone, un pavone o una scena erotica. Ogni lucerna conteneva una moneta di bronzo del I secolo d.C.

La pentola conteneva anche dei resti carbonizzati di ossa animali. «Quello che ci ha stupito è stata la quantità e la combinazione di monete e lampade», racconta l’archeologo Georg Matter. «Le intenzioni dietro questa sepoltura per il momento restano un enigma».

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Scavato un leggendario pozzo di Sant’Anna

(Historic England Heritage)
(Historic England Heritage)

L’archeologo Jamie Quartermaine ha scavato un pozzo medievale sacro in un terreno della campagna inglese. Sepolto dalle coltivazioni moderne, il pozzo una volta era circondato da un piccolo edificio di tre stanze per ospitare i pellegrini.

La leggenda vuole che le sue acque avessero poteri di guarigione, specialmente per le malattie a occhi e pelle.

Esiste però anche il macabro racconto di una maledizione lanciata proprio in questo luogo.

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Un sesterzio cambia la datazione dell’acquedotto di Segovia

(A. M.)
L’acquedotto di Segovia, patrimonio dell’umanità dell’UNESCO (A. M.)

Uno dei monumenti più conociuti della Spagna è più recente di quanto si pensasse. I nuovi studi archeologici hanno posto la data costruzione dell’acquedotto di Segovia nel II secolo, tra il 112 e il 116 d.C. La data tradizionale attribuita a questa opera era del 98 d.C.

In risposta alla scoperta, l’ufficio del turismo di Segovia ha già ordinato una nuova edizione delle brochure turistiche con la nuova data.

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Perline di gusci di uova di struzzo nella grotta di Denisova

(Maksim Kozlikin)
(Maksim Kozlikin)

Gli archeologi stanno scoprendo diverse perline fatte con gusci di uova di struzzo nella grotta di Denisova, sui Monti Altai in Russia.

Le perline misurano al massimo un centimetro di diametro e risalirebbero tra i 45 e i 50.000 anni fa. «sono un autentico capolavoro», dice il ricercatore Maxim Kozlikin dell’Istituto di Archeologia e Etnografia di Novosibirsk. «Il guscio di uovo di struzzo è un materiale piuttosto robusto, i buchi devono essere stati fatti con un buon trapano di pietra».

Le perline avrebbero potuto far parte di una collana o di un braccialetto, oppure cucite sugli abiti.

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Scoperta una barca sacra del regno del faraone Sesostri III

(Josef Wegner)
(Josef Wegner)

All’interno di un edificio ad Abydos, in Egitto, una squadra di archeologi ha documentato oltre 120 immagini di barche antiche. L’edificio risale a oltre 3.800 anni, e venne costruito vicino alla tomba del faraone Sesostri III.

La struttura avrebbe conservato una vera barca di legno, dice Josef Wegner, curatore del Penn Museum dell’Università della Pennsylvania, che ha condotto lo scavo. Purtroppo, della barca non rimangono che alcune assi di legno. Nell’antico Egitto, le barche sacre venivano talvolta sepolte vicino alla tomba dei faraoni.

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