Una cura antica contro i postumi della sbronza

Dimenticate le medicine. Se nell’Egitto greco-romano vi fosse capitato di bere troppo alcol, la cura migliore contro i postumi della sbronza sarebbe stata nientemeno che una ghirlanda di foglie di lauro alessandrino da portare al collo.

La curiosa scoperta proviene da un papiro scritto in greco e recentemente tradotto e pubblicato. Secondo la ricetta per curare “il mal di testa dovuto a ubriachezza”, la vittima dell’alcol avrebbe dovuto legare insieme le foglie di un arbusto chiamato Alexandrian chamaedaphne (Ruscus racemosus L.), e portarle come una collana.

Il papiro tradotto (Egypt Exploration Society)
Il papiro tradotto (Egypt Exploration Society)

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Un’antica fibula a forma di gufo

Una curiosa spilla a forma di gufo è stata scoperta nei pressi della città di Nexø, sull’isola di Bornholm, in Danimarca. Antico di 2.000 anni, l’oggetto è fatto di bronzo, mentre i grandi occhi arancioni e le ali colorate sono degli smalti dai colori vivaci.

“Sono pochissime le spille di questo tipo”, dice l’archeologa Christina Seehusen del Bornholms Museum. “È probabile che qualcuno la portò nell’isola viaggiando”.

(John Lee, National Museum, & Skalk)
(John Lee, National Museum, & Skalk)

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Una tomba romana scoperta col metal detector

In Inghilterra, un uomo stava esplorando un campo con un metal detector quando ha fatto la scoperta della vita: una tomba di epoca romana ben conservata piena di manufatti, tra cui brocche di bronzo, piatti decorati, chiodi per calzari e monete, tutti risalenti al 200 d.C. circa.

La tomba probabilmente apparteneva a un individuo ricco, dice Keith Fitzpatrick-Matthews, funzionario archeologico del North Hertfordshire District Council. Vicino alla tomba sono stati poi trovati i resti di un edificio, probabilmente un santuario o un tempio, e di una villa.

Uno dei piatti rinvenuti (Tony Fitzpatrick-Matthews)
Uno dei piatti rinvenuti (Tony Fitzpatrick-Matthews)

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Giulio Cesare soffriva di mini-ictus, non di epilessia

Secondo una nuova analisi dei suoi sintomi, il generale romano Giulio Cesare potrebbe aver sofferto di una serie di mini-ictus e non di epilessia, come a lungo sostenuto.

Il grande condottiero militare (100-44 a.C.) soffriva infatti di numerosi disturbi alla salute, tra vertigini, capogiri, insensibilità e debolezza degli arti, al punto da cadere talvolta per terra.

(Walter Sanders/Time & Life Pictures/Getty Image)
(Walter Sanders/Time & Life Pictures/Getty Image)

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Il “primo” forte romano in Italia scoperto a Trieste

Aerei e droni con radar archeologi hanno scoperto i resti dell’antenata di Trieste: l’antica Tergeste era un accampamento romano affiancato da due fortificazioni minori e probabilmente costruito nel 178 a.C.

La scoperta è eccezionale non solo per Trieste, perché il sistema di fortificazioni messo in luce, probabilmente costruito durante la guerra romana contro gli Istri del 178 – 177 a.C., è uno dei più antichi esempi di architettura militare romana conosciuti.

Mappa del Campo di San Rocco realizzata con il radar ottico (Protezione Civile Friuli Venezia Giulia)
Mappa del Campo di San Rocco realizzata con il radar ottico (Protezione Civile Friuli Venezia Giulia)

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Completato il restauro della Villa dei Misteri

Dopo quasi due anni di lavori, è stata riaperta interamente al pubblico la famosa Villa dei Misteri a Pompei. I suoi affreschi, eccezionalmente conservati, hanno riacquistato colore e dettagli.

Gli interventi di restauro erano iniziati nel maggio del 2013 e hanno interessato tutti i mosaici e tutte le pitture degli oltre 70 ambienti in cui si articola la villa.

(MiBACT)
(MiBACT)

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700 reperti e una nave medievale recuperati nel fiume Stella

La quarta campagna di ricerche nel fiume Stella del progetto Anaxum, in Friuli, ha portato al ritrovamento di oltre 700 reperti pregiati di epoca romana. Tra questi spiccano una bilancia per beni preziosi, ceramiche d’importazione dal Mediterraneo, e soprattutto il recupero e la messa in sicurezza di una imbarcazione dell’XI secolo.

Scoperto lungo l’argine del fiume nel 2012, il relitto rappresenta un unicum mondiale per i contesti fluviali: rappresenta infatti una forma di transizione tra il modo di costruire antico e quello medievale-moderno.

(Anaxum Project)
(Anaxum Project)

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Il forte romano di Hardknott è allineato con i solstizi

Un nuovo studio mostra che il forte romano di Hardknott fu allineato seguendo i solstizi d’estate e d’inverno.

Il forte, ora in rovine, potrebbe essere stato disegnato per rendere omaggio al dio del Sole oppure a Mitra. La costruzione si trova ai bordi dell’impero romano, nel nord dell’Inghilterra.

Il forte di Hardknott (PHB.cz (Richard Semik) Shutterstock.com)
Il forte di Hardknott (PHB.cz (Richard Semik) Shutterstock.com)

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Verranno letti i rotoli della Villa dei papiri di Ercolano

Il contenuto dei papiri sopravvissuti all’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. , ancora arrotolati e carbonizzati, potrà essere letto grazie alla tecnica messa a punto da Vito Mocella del CNR-IMM di Napoli in collaborazione con Emmanuel Brun e Claudio Ferrero dell’ESRF (il sincrotrone europeo di Grenoble) e con Daniel Delattre del CNRS-IRHT di Parigi.

Come riferiscono su “Nature Communications”, i quattro sono infatti a riusciti a visualizzare lettere e parole vergate su una superficie nascosta all’interno di uno di questi rotoli.

Letti in modo virtuale i papiri di Ercolano sopravvissuti all'eruzione del Vesuvio (E. Brun)
Letti in modo virtuale i papiri di Ercolano sopravvissuti all’eruzione del Vesuvio (E. Brun)

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Trovati a Pompei decine di vasi in argilla cruda

A Pompei, per la prima volta, sono stati ritrovati alcuni vasi in argilla cruda, pronti per essere infornati nella fornace della bottega di un vasaio e bloccati dalla furia dell’eruzione. Un’istantanea di quella fatale eruzione del 79 d.C. che interruppe bruscamente la vita dei pompeiani, intenti alle più svariate attività quotidiane.

E quanto è stato scoperto nel corso delle recenti indagini di studio condotte dalla Soprintendenza con la collaborazione del Centre Jean Bérard e dell’École Française de Rome in un’area nei pressi della necropoli Porta Ercolano, immediatamente fuori le mura della città.

(MiBACT)
(MiBACT)

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Il tonico a base di cenere dei gladiatori

Una nuova indagine condotta sulle ossa di alcuni guerrieri trovati in un cimitero ad Efeso, nell’odierna Turchia, ha rivelato che questi gladiatori romani seguivano principalmente una dieta vegetariana e usavano una bevanda a base di cenere come tonico.

Le fonti storiche riportano che i gladiatori avessero una propria dieta, comprensiva di legumi e cereali. Le fonti contemporanee li chiamavano “hordearii”, mangiatori di orzo.

Pietra tombale per un gladiatore scavata nel cimitero (PLOS ONE)
La pietra tombale di un gladiatore scavata nel cimitero (PLOS ONE)

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Due relitti romani pieni di anfore alle Eolie

Verrebbe quasi da definirlo un “cimitero subacqueo delle anfore”, ad evocare l’imponenza di due relitti romani affondati oltre duemila anni fa. È la sorpresa che, a oltre 120 metri di profondità, nelle acque delle isole Eolie, tra Lipari e Panarea, gli archeologi subacquei si sono trovati di fronte.

Nel mese di settembre l’équipe di tecnici della Soprintendenza del Mare, capitana da Sebastiano Tusa e Roberto La Rocca con l’ausilio di Salvo Emma, ha effettuato una serie sistematica di immersioni nei siti subacquei di Capistello, per indagare i relitti Panarea II e Panarea III già individuati negli ultimi quattro anni. Ma stavolta è stata la collaborazione con la Global Underwater Explorers (GUE) nell’ambito del progetto “Project Baseline”, a dare una svolta alle ricerche, grazie a due sommergibili “Triton submersibles” biposto dotati di braccio meccanico e attrezzature di documentazione videofotografiche. L’area dei relitti, a 120 metri di profondità, è stata così indagata in modo più approfondito con importanti risultati.

(Il Messaggero)
(Il Messaggero)

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